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La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Ormai gli horror hanno tutti un lieto fine, mettiamoci l'anima in pace...

Irene Marri 2 mesi fa Commenta! 13
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6.2 Ci si aspettava di peggio...
Lee Cronin-La mummia

In tutte le sale cinematografiche è arrivato il nuovo attesissimo film di Lee Cronin, La mummia, regista del successo da record de La Casa-Il risveglio del male.

Contenuti
Lee Cronin-La mummia: una nuova trasposizione modernaLa Mummia: non il solito blockbusterLa mummia: e l’abissale responsabilità genitorialeLa mummia e i riferimenti alle favole DisneyThe Conjuring incontra i morti viventi in EgittoUn film che tocca la sufficienza e sorprende
LEE CRONIN-LA MUMMIA
Lee Cronin-LA MUMMIA

Lo sceneggiatore, questa volta si confronta con una delle storie horror più iconiche di sempre, firmando una rilettura audace e oscura. Dal primo originale firmato Universal del 1932 con Boris Karloff, al reboot più recente del 2017 con Tom Cruise sino all’amatissimo e seguito spin-off della saga de Il Re Scorpione dal 2002 al 2018. Insomma una storia cult che perseguita il cinema e i suoi autori ormai da venti lustri.

Il film vede come protagonisti Jack Reynor, Laia Costa, May Calamawy e Natalie Grace, con Veronica Falcón. La sceneggiatura e la regia sono di Lee Cronin; la produzione è affidata a James Wan, Jason Blum e John Keville. I produttori esecutivi sono Michael Clear, Judson Scott, Macdara Kelleher e Lee Cronin.

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Volevo narrare qualcosa che non avesse solo una trama lineare, ma che includesse altri elementi in sottofondo. C’è una forte componente investigativa, il che è forse un po’ diverso dai classici horror convenzionali, pur mantenendo in gioco molti dei tradizionali elementi da ‘casa stregata’. Nella mia mente, mentre approcciavo il progetto, il film era una sorta di combinazione tra Poltergeist e Se7en. Se7en incarna il lato investigativo più crudo e parte del body horror più cupo; Poltergeist, invece, per le circostanze eccezionali che i protagonisti devono affrontare. E per quanto riguarda la famiglia in questo film, Poltergeist è stato un punto di riferimento anche per catturare le relazioni domestiche e il calore umano tra i membri del nucleo familiare. Volevo decisamente mescolare temi molto oscuri con un po’ di calore. Penso sempre che la famiglia sia un ottimo modo per entrare in una storia, specialmente nell’horror, perché è qualcosa in cui tutti possiamo identificarci.” – racconta il regista

Dietro la macchina da presa, Cronin è affiancato da un team di eccellenze del cinema, tra cui il direttore della fotografia Dave Garbett, lo scenografo Nick Bassett, il montatore Bryan Shaw, la costumista Joanna Eatwell, il compositore Stephen McKeon e i direttori del casting Terri Taylor e Sarah Domeier Lindo.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede
Lee Cronin-La Mummia (2026)

Questa volta, ritorna in chiave più moderna con l’acuta messa in scena del regista e sceneggiatore irlandese. Chi non muore si rivede, ma questa volta che aspetto avrà?

Con questo film volevo raccontare la storia di un segreto sepolto. Nel folklore egizio, le mummie riguardano sempre i segreti, cose che scopri solo in un secondo momento. Sapevo però che non sarebbe stata una vicenda dipanata lungo 3.000 o 4.000 anni, nonostante nel mistero siano sepolti elementi e tradizioni che hanno quella profondità. Ci sono connessioni che risalgono a millenni fa, ma il cuore della storia riguarda qualcuno che scompare e poi ritorna – non necessariamente prima del previsto, ma prima che sia passata un’intera vita. Indagare quel mistero, riuscire a scavarci dentro, mi è sembrato un elemento davvero interessante e un vero punto di rottura rispetto al passato; qualcosa che ho sempre amato e apprezzato – racconta il regista Lee Cronin

Lee Cronin-La mummia: una nuova trasposizione moderna

La giovane figlia di un giornalista scompare nel deserto senza lasciare traccia. Ma nell’aria tra l’aridità e la secca del Cairo, c’è ancora una strana profezia che si aggira tra dinastie e dinastie di uomini.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Un vecchio sarcofago sta per essere riaperto e la maledizione del demone chiamato Nasmaraniano si abbatterà sul mondo, almeno che non venga trovato un nuovo corpo in grado di trattenere l’essenza per altri secoli…

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Otto anni dopo, la famiglia, ancora devastata dal dolore, viene sconvolta dal suo improvviso ritorno: quello che dovrebbe essere un ricongiungimento gioioso si trasforma rapidamente in un incubo a occhi aperti.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

La Mummia: non il solito blockbuster

Tra le rovine di un mito che sembri non stufare mai, riemerge nuovamente un nuova trasposizione de La Mummia. Questa volta non segue le orme dei blockbuster, ma si avvicina di più ad una visione più moderna e autoriale. Nessuna scenografia colossale, a primeggiare c’è la messa in scena dei paesaggi del Cairo ma nessuna in quadratura di campi lunghi o abissali, una piccola cittadina che vede una stramba scomparsa di una bambina, figlia di un noto giornalista inviato da ente americano.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Una trama, che non si sostiene solo sul mito profetico, ma che ne sancisce solo i caratteri chiave da cuoi poi far emergere l’horror, con sfumature poliziesche e thriller. Tanti elementi in sottofondo che salvano il film dalla solita messa in scena, che forse un pò tutti ci aspettavamo. La trasposizione è pungente, al centro una storia familiare e segreti oscuri che emergono da un mito ormai usurpato e denutrito da originalità.

Il film di Cronin sfiora la sufficienza, riuscendo comunque a imprimere su pellicola la sua visione cupa e a tratti cruda. Infatti mettendo in ballo i temi familiari, su cui tutti possiamo identificarci, fa automaticamente avvicinare sempre si più lo spettatore a empatizzare con la brutale tragedia della famiglia Cannon.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Sorvolando essenzialmente il pilastro su cui spicca il film, la maledizione del Nasmaraniano e gli antichi rituali egizi, approdando su una sfera di generi e temi che si incastrano l’uno con l’altro con estrema abilità regalata da una sceneggiatura originale e audace.

La mummia: e l’abissale responsabilità genitoriale

Nel nuovo adattamento firmato da Cronin, il tema familiare non è solo un contorno. Infatti al centro c’è la strana scomparsa della figlia di noto giornalista televisivo americano. Un caso che mette in funzione la politica investigativa nei luoghi del medio oriente, a volte prive di fonti attendibile per ricostruire i casi di scomparsa o per la maggiore dei casi influenzata da giudizi a volte troppo affrettati.

Seppur la causa di tale scomparsa sia soprannaturale, al bando viene messa la totale incompetenza investigativa su luoghi a volte ancora poco automatizzati. La famiglia dopo quasi otto anni dalla scomparsa della piccola Katie, riceve una chiamata su uno strano ritrovamento, in circostanze quasi inquietanti della figlia. Ancora viva, ma compromessa da condizioni oscure che l’hanno tenuta chiusa dentro un sarcofago per tutti quegli anni.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Dal dolore della scomparsa e del senso di colpa del padre nell’averla persa di vista per quei pochi secondi fino al gioioso ritrovamento che diventa però per la famiglia un vero e proprio incubo. Katie non è più la stessa o almeno sembra aver perso le proprie sembianze umane, quasi spiritata e incomprensibilmente morta dentro.

Tutti tentativo dei genitori, e soprattutto di Larissa, la madre, di curarla sembrano vani. E l’aspettativa irreale sembri quasi non varcare minimamente le loro coscienze. Ma la verità è una, il povero corpicino della figlia ospita un demone malvagio e antico, il male del mondo, e appena le prime rivelazioni si fanno percepire, per i genitori, l’incubo ha inizio.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Seppur a grandi linee emerge il filo introspettivo che lega lo spettatore alla storia, la familiarità e l’enorme responsabilità genitoriale. Come affrontano i genitori di Katie la sua scomparsa, il dolore di non aver potuto fare niente perché non accadesse e sopratutto chi ha ridotto la piccola in quello stato?

La mummia e i riferimenti alle favole Disney

Una cosa che non si può far a meno di notare è come viene presentata colei, che rapisce la piccola Katie. Una donna che attira a sè la piccola, da un piccolo buco nella recinzione del giardino dove stava giocando. Tante carte di cioccolatini, e poi l’incantesimo. Una susina “avvelenata” un gioco di illusione che incanta Katie e la fa cadere nel mondo dei sogni.

Un riferimento molto evidente alla favola Disney di Biancaneve, e la strega cattiva. Una chioma folta e riccia, nascosta sotto un foulard appare nel giardino della piccola, con un unico tentativo rapirla, ma a che scopo?

The Conjuring incontra i morti viventi in Egitto

Dallo studio che ha creato la saga di The Conjuring, il mito maledetto approda in Egitto con la tipica formula dei morti viventi, e in questo caso mascherato dal mito profetico della mummia.Il film emerge sotto occhi diversi ma familiari. Infatti sembri avvicinarsi quasi ad un crossover della saga da record seppur i presupposti siano diversi. Dalla legenda dell’impossessamento, sino a qualche sfumatura del satanismo e dell’anticristo.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Croci, risurrezioni e tanto tanto sangue. Ma almeno qui lo splatter non prende il sopravvento. E la pellicola rimane sulla via del realistico e del body horror viscerale e degenerativo, come ad esempio l’ottima messa in scena dal costume al trucco fino al rendering dei vsf su Katie, imprigionata per anni dentro ad un sarcofago cui ha provocato uno stato degenerativo della carne, dall’invecchiamento al processo del male che è insipido e distruttivo dentro di lei.

La mummia di Lee Cronin: chi non muore si rivede

Questo è un monster movie e la creazione della creatura è sempre di fondamentale importanza. Una delle cose che sapevo di volere era mettere questo mostro in piena luce: volevo che il pubblico e la famiglia sperimentassero qualcosa di ignoto, qualcosa che è lì presente, che sembra ‘sbagliato’, ma che non si è ancora rivelato del tutto. Di nuovo, il concetto del film si prestava a questo lento ‘svelamento’, rispetto a un’improvvisa esplosione di orrore in faccia allo spettatore.

Il design del mostro è stato ispirato dall’idea di un segreto sepolto. Gli strati si sono sedimentati e inizialmente – agli occhi di chi ama Katie quando ritorna – l’obiettivo è farla stare meglio, guarire la sua pelle, la sua carne, farla sentire a proprio agio. Cercano un modo per comunicare con lei, senza rendersi conto che alcune delle cose che apparentemente non vanno in lei, sono in realtà collegate a ciò che le è successo in origine.” -racconta il regista Lee Cronin

Un film che tocca la sufficienza e sorprende

Insomma un film che supera le aspettative, sulla base tecnica. La trama non eccelle ma comunque emerge da polverosi e ormai banali adattamenti. Di certo, per volere del regista il film non si posizionerà nella categoria del tipico blockbuster. Dato che la sceneggiatura e tutto il comparto tecnico, dalla scenografia alla fotografia non ha come scopo l’onnipotenza dell’immagine, ma un racconto valido che si interfacci con le varie categorie dell’horror, e la resa iperrealista.

A volte, il ritmo che canalizza la suspence si ferma, forse su dettagli e metraggi evitabili. Ma comunque le intenzioni sono chiare, non solo inquietudine ma anche tanto perturbante. Mettendo in ballo temi molto identificabili e vicini allo spettatore.

La Mummia, certamente non riscriverà la storia dei grandi miti cinematografici prima di lei, ma comunque Cronin con gran coraggio sfiora la sufficienza, con un lavoro curato e ben fatto.

Lee Cronin-La mummia
Ci si aspettava di peggio... 6.2
Trama 6.5 | 10
Sceneggiatura 6.5 | 10
Scenografia 5 | 10
Regia 6 | 10
Recitazione 7 | 10
Montaggio 6 | 10
Fotografia 6 | 10
Musiche 6 | 10
Effetti Speciali (SFX) 6 | 10
Effetti Visivi (VFX) 6 | 10
Trucco e costume 7 | 10
Summary
Da un mito ormai usurpato e violentato, arriva una nuova trasposizione. In chiave più oscura e cruda, un horror che mette al centro temi familiari, sul filone investigativo e soprannaturale. Il film di Cronin sfiora la sufficienza...
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