I backstage dei film affascinano sempre poiché nascondono segreti. Spesso emergono aneddoti divertenti o racconti particolarmente inquietanti, come nel caso di Anne Hathaway. Difatti, non solo moda e sfilate – aspettando con trepidazione il secondo capitolo de Il Diavolo Veste Prada – ma anche condizioni estreme, disagio e paura. Cos’è successo?
Anne Hathaway, quel ciak poteva esserle fatale!
I retroscena servono per raccontare l’anima dei film. Sullo schermo vediamo solamente la superficie, girata e post-prodotta, tuttavia c’è molto altro. Sovente accadono incidenti sul set, anche mortali – si ricordi Alec Baldwin e lo sparo che uccise la direttrice di fotografia Halyna Hutchins. Ebbene, Anne Hathaway ha rischiato di diventare vittima a causa dell’eccessivo perfezionismo da parte del regista.

Ma si cominci dall’inizio. Intanto, hai mai visto Interstellar? Diretto da Christopher Nolan e interpretato da un cast stellare come Matthew McConaughey, Jessica Chastain, Matt Damon, Michael Caine – la talentuosa Anne nei panni di Amelia Brand – si narra la storia di un gruppo di giovani esploratori in viaggio attraverso un tunnel spaziale, sperando di garantire la sopravvivenza dell’umanità.
Il regista non voleva scenari costruiti bensì realistici: dunque, al fine di ricreare i pianeti Miller e Mann, tutta la troupe in Islanda! Gli attori avrebbero dovuto patire il gelo pungente del vento e dei ghiacci. Naturalmente, gli attori rivestiti da tute protettive (e spaziali) ma, in particolare quella di Anne Hathaway, risultò problematica: qualcuno non la chiuse correttamente. La situazione degenerò.

Mentre lei si trovò immersa nei ghiacciai, l’acqua gelida cominciò a infiltrarsi generando uno stato iniziale di ipotermia. Benché non sentisse più le estremità del suo corpo, la star proseguì fino alla fine. Solo al termine del ciak implorò aiuto – non ha voluto chiedere lo stop precedentemente perché sapeva quanto fosse importante, costosa e complessa la scena da girare. Prima il lavoro o la salute?
Un dilemma sul quale non dovrebbero manifestarsi dubbi, tuttavia la scelta di Anne Hathaway si è rivelata coraggiosa e incosciente, oltre alla negligenza di chi avrebbe dovuto vigilare sulla sicurezza, assicurandosi che la tuta fosse ermetica. Infine, si è aggiunto il perfezionismo di Nolan. I registi, ogni tanto, lo fanno affinché il prodotto risulti incredibilmente realistico agli occhi del pubblico.

Basti pensare a Stanley Kubrick e Shelley Duvall in The Shining – fu un’esperienza traumatica per l’attrice stessa, costretta a urlare dal terrore e a piangere tutto il giorno, per numerose volte, al fine di arrivare allo scatto perfetto. Epoche e circostanze differenti ma compromettendo ugualmente la vita dei propri adorati protagonisti.