In L’Ultima Missione: Project Hail Mary, l’insegnante di scienze Ryland Grace (Ryan Gosling) si sveglia su un’astronave senza alcun ricordo di come sia finito lì. Il suo compito è risolvere il mistero della sostanza che sta portando progressivamente il sole al collasso mettendo in serio pericolo la vita sulla Terra. Il solitario Grace riesce ad andare avanti grazie al suo bagaglio di conoscenze scientifiche, finché non stabilisce un contatto con una creatura aliena.
Da The Martian a Project Hail Mary
Lo Spazio e la fantascienza hanno in qualche modo caratterizzato il cinema statunitense dello scorso decennio. Da qualche anno questa tendenza sembra essersi affievolita, ma Chris Lord e Phil Miller si incaricano di recuperare quelle atmosfere, rifacendosi in particolar modo a The Martian: Project Hail Mary si basa infatti su un romanzo di Andy Weir, già autore del libro portato sul grande schermo da Ridley Scott, e anche in questo caso l’incarico di scrivere la sceneggiatura è stato affidato a Drew Goddard.
Il film, soprattutto nel rapporto tra il protagonista e la creatura (a cui Grace affibbia il soprannome di “Rocky” per motivi… estetici), dimostra un cuore affine a quello di diversi blockbuster del passato, ma a questa parte da feel-good movie contrappone un mondo alla deriva caratterizzato da un certo grigiore. Anche visivamente. Escludendo qualche breve momento (il karaoke di Sandra Huller!), le porzioni di storia che si svolgono sulla Terra sono decisamente meno coinvolgenti delle vicende vissute dal protagonista in orbita. Inoltre, il film eredita dal romanzo una struttura non lineare che spezza il racconto e in fin dei conti non appare sufficientemente giustificata.

Cosa funziona e cosa no
L’umorismo di Project Hail Mary inizialmente sembra quasi forzato o fuori luogo, considerata la minaccia che incombe sulla sopravvivenza dell’umanità, ma dall’incontro con l’alieno il tono si riequilibra e il film risulta anche divertente nell’evoluzione del tenero rapporto tra i due e nel delineare un protagonista che, non avendo quasi più niente da perdere, può rifugiarsi in una comica rassegnazione. La tragedia sottesa non è quindi più un ostacolo allo humor del film, ma ne è in parte il motore, e può contare su un Ryan Gosling sempre più a suo agio nella leggerezza.
Project Hail Mary si rivela un’avventura ricca di speranza nonostante la visione pessimistica del futuro (che è in realtà un presente plausibile) e, proprio come il precedente adattamento di Weir, è una celebrazione dell’ingegno umano e del remare nella stessa direzione per raggiungere un obiettivo. Nel porre l’accento sul rapporto con l’altro e sull’importanza dell’amicizia e della collaborazione, il film rischia di attirare a sé critiche di facile sentimentalismo, non aiutato da alcune trovate piuttosto trite, ma quella semplicità conciliante sa risultare sincera. L’arco narrativo di Grace avrebbe però necessitato di maggiore spessore, che non giunge come sperato dai flashback disseminati lungo il corso della pellicola, nonostante la generosa durata di oltre due ore e mezza.

Una Nuova Speranza
Il duo di registi compie scelte efficaci e, insieme al direttore della fotografia Greig Fraser, riesce a confezionare attraverso trovate semplici delle scene spaziali suggestive e capaci di meravigliare, pure grazie al curatissimo comparto degli effetti speciali e a una colonna sonora che sa valorizzare la messa in scena. Il sense of wonder a cui la pellicola aspira viene raggiunto anche per merito dell’alieno Rocky, dal design semplice ma originale, portato sullo schermo attraverso degli effetti pratici.
Lord e Miller, mossi forse da un senso di rivalsa dopo aver perso la possibilità di dirigere un altro lungometraggio ambientato nello spazio (i due vennero sollevati dall’incarico durante le riprese di Solo: A Star Wars Story), possono finalmente dimostrare di essere in grado di gestire un film ad alto budget di questo tipo. Grazie al suo ottimismo, L’Ultima Missione: Project Hail Mary è forse l’antidoto-blockbuster a questi tempi in cui la speranza nell’umanità sembra vacillare.

Il film sarà nei cinema italiani a partire da giovedì 19 marzo.
