Toy Story 5 rompe una tradizione che dura da 27 anni: Bullseye, il cavallo giocattolo apparso per la prima volta in Toy Story 2 nel 1999, avrà finalmente una voce. A doppiarlo sarà Alan Cumming, ma con un dettaglio che cambia tutto: non si tratta del vero Bullseye, bensì di un suo alter ego malvagio. Il personaggio originale resterà muto per l’intera durata del film.
Toy Story 5: cosa sapere sul ruolo di Bullseye e Alan Cumming

Cumming ha descritto il suo come un cameo, smorzando subito le aspettative di chi immaginava un ruolo centrale. L’attore ha raccontato che il team Pixar ha testato numerose versioni vocali prima di trovare quella definitiva: “Abbiamo fatto parecchi giri prima di scegliere quella definitiva”, ha spiegato, aggiungendo che il lavoro in sala di doppiaggio impone una concentrazione totale su timbro, inflessioni e respiro, indipendentemente dalla dimensione del progetto. Per avere un primo sguardo al film, il trailer di Toy Story 5 offre già diverse anticipazioni sul tono del quinto capitolo.
La scelta narrativa è coerente con l’approccio di Pixar ai personaggi non parlanti: Bullseye aveva costruito la sua popolarità su una comicità fisica da cinema muto, fatta di reazioni esagerate e movimenti istintivi. Dargli una voce diretta avrebbe rischiato di smontare quell’equilibrio. La soluzione dell’alter ego permette alla serie di introdurre la novità senza alterare il personaggio originale.
Il cast di Toy Story 5 e la trama incentrata sulla tecnologia
Accanto ad Alan Cumming, il quinto capitolo riunisce Tom Hanks, Tim Allen e Joan Cusack, con l’aggiunta di nomi come Conan O’Brien, Keanu Reeves e Tony Hale. La trama ruota attorno all’ossessione di Bonnie per tablet e dispositivi digitali, un cambio di contesto che mette i giocattoli di fronte a un mondo molto diverso da quello delle origini. I fan della saga possono approfondire la storia del franchise leggendo anche del finale di Toy Story 4, che aveva già segnato una svolta significativa per i personaggi principali.
Bullseye che acquista voce solo attraverso una versione distorta di se stesso funziona quasi come una metafora del film: i giocattoli classici proiettati in un presente digitale che faticano a riconoscere. Se la Pixar riuscirà a bilanciare nostalgia e aggiornamento narrativo, Toy Story 5 potrebbe rivelarsi il capitolo più complicato da costruire e, forse per questo, il più interessante da guardare.