Il 2026 parte con il botto. Disney+ ci regala una nuova e esilarante serie tv con un cast d’eccezione guidato dalla regia e dalla mente geniale di Ryan Murphy. Si proprio lui, l’uomo che ha sconvolto il true crime, generando icone spettacolarizzate (da Dahmer a Ed Gein) e ribaltando completamente il genere horror con la sua celebre saga American Horror Stroy.
Questa volta però si ispira al fumetto The Beauty, scritto da Jeremy Haun e Jason A. Hurley, portando l’ennesima critica alla società attuale sommersa ormai dal sinonimo di perfezione e bellezza. Ci aveva provato già recentemente, Coralie Fargeat con The Substance, dove tramite un body horror splatter e ironico, ha raccontato il vero dramma attuale, l’ossessione verso i canoni estetici e la paura di invecchiare. Ormai diventata piaga sociale, indotta dai media e dalle grandi industrie dello spettacolo.
The Beauty, una copia a The Substance, però più ambiziosa
The beauty, continua il racconto, in chiave satirica e crime, della violenza sociale indotta da questi ideali di bellezza a volte inarrivabili e che la maggior parte delle volte si trasformano in vere lotte interne per l’individuo, assuefatto ormai dalla convinzione che la bellezza estetica sia la chiave di tutto.
The Substance, da un parte ci mostra la tragica realtà di una stella holliwoodiana ormai giunta alla fine della carriera, quando l’industria ormai chiede visi freschi e corpi non segnati dall’età. Usa l’escamotage, della sostanza. Una favola che inizialmente stravolge e rimette a posto la vita di Elisabeth Sparkle, attrice oramai in declino che non riesce ad accettare il cambiamento naturale del proprio corpo. Da qui, la morale si fa sempre più concreta, e l’ossessione si trasforma in orrore.
La serie di Murphy, continua il racconto su questa strada spianata ormai dalla frizzante messa in scena di Coralie Fargeat, cambiando però le carte in tavola e aggiungendo dettagli geniali in grado di ribaltare il racconto e renderlo più originale e ambizioso.
Al centro, un virus, che passato tramite specifici liquidi corporei infetta e genera nuovi alter ego esteticamente perfetti. Al centro la strana misteriosa morte di una top model, interpretata per ossimoro da Bella Hadid, protagonista delle passerelle più importanti del mondo e nota, per aver fin da piccola effettuato interventi chirurgici per raggiungere le grandi industrie di moda.
Chi meglio di lei, poteva incarnare al meglio questo personaggio. La Hadid è presente solo nei primi cinque minuti del primo episodio, ma ha rivelato ai tabloid americani, che l’esperienza da attrice l’ha divertita e che in futuro vorrebbe continuare questo percorso.
In un mondo dove la perfezione è diventata l’unica religione di vita, Ryan Murphy ci mette davanti ad uno scenario imprevedibile, che forse non ha la pretesa di trovarvi troppe logiche o interpretazioni, ma semplicemente uno sguardo verso una prospettiva sin troppo attuale con qualche sfumatura splatter e crime.
Al contrario di The Substance che pone uno sguardo più riflessivo ed etico verso questa piaga della società, The Beauty è puro intrattenimento con quel pizzico di satira narrativa tipica del regista. Dalla denuncia sociale, al crime passando per un body horror tecnicamente perfetto, che travolge lo spettatore con un ottima cura nei dettagli e nella messa in scena.
La cosa più inquietante di The Beauty è che non parla di un futuro lontano. Molte delle scelte dei personaggi sono già parte della nostra quotidianità. -Evan Peters
The Beauty: una trama, scopiazzata qua e là
Nella serie FX The Beauty, il mondo dell’ alta moda viene sconvolto quando alcune top model internazionali cominciano a morire in circostanze misteriose e raccapriccianti. Gli agenti dell’FBI Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall) vengono mandati a Parigi per scoprire la verità.
Man mano che approfondiscono il caso, vengono a sapere di un virus sessualmente trasmissibile che trasforma le persone comuni in esseri fisicamente perfetti, ma con conseguenze terrificanti.
La loro indagine li porta direttamente nel mirino di “The Corporation”, un oscuro miliardario del settore tecnologico (Ashton Kutcher) che ha creato in segreto un farmaco miracoloso chiamato “The Beauty” e che è disposto a tutto pur di proteggere il suo impero da mille miliardi di dollari, persino scatenare il suo letale sicario, “The Assassin” (Anthony Ramos).
Mentre l’epidemia dilaga, Jeremy (Jeremy Pope), un emarginato disperato, viene coinvolto nel caos in cerca di uno scopo; nel frattempo, gli agenti si precipitano a Parigi, Venezia, Roma e New York per fermare una minaccia che potrebbe alterare il futuro dell’umanità.
Ci siamo allenati duramente: dalla boxe, stunt, alla preparazione fisica. Dovevamo essere pronti a tutto. -ha rivelato Jeremy Pope in conferenza stampa
The Beauty è un thriller globale che chiede: cosa saresti disposto a sacrificare per la perfezione?
Nel cast come già segnalato, c’è l’attore hollywoodiano Ashton Kutcher, nel ruolo di antagonista della storia. Un miliardario, senza etica e morale che fa di tutto pur di preservare il suo scopo. L’attore ha raccontato, come si è preparato a tale ruolo e il punto di vista che ne ha tratto:
Ho osservato persone molto ricche, il loro modo di attraversare il mondo come se nulla fosse un problema. Se vai in prigione, compri la prigione e la rendi più bella. -Ashton Kutcher in conferenza stampa
A guidare l’indagine crime, c’è Evan Peters, musa di Ryan Murphy, e certezza, in ogni ruolo su cui scommette. Ormai l’attore, conosce la folle creatività del regista, ma ha raccontato come anche questa volta sia riuscito a sorprenderlo tramite la lettura dello script, con un racconto seriale così legato all’attualità;
La cosa più inquietante di The Beauty è che non parla di un futuro lontano. Molte delle scelte dei personaggi sono già parte della nostra quotidianità. -rivela Evan Peters alla conferenza stampa
Infatti in The Beauty è Cooper Madsen, agente dell’FBI a capo del misterioso caso di omicidi, che si diffonde man mano su scala internazionale. Dalla sede in America, approderà a Parigi per poi finire a Venezia, dopo lo strano irrisolto caso di una giovane influencer, trovata morta in circostanze ambigue.
Girare in Italia è stato incredibile perché i luoghi raccontavano già una storia. In certi momenti non serviva nemmeno parlare: bastava stare lì, dentro quello spazio. – racconta Evan Peter
Tutte le vittime, sono legate, da un orribile circostanza; la morte dall’ interno, generata da una corrosione lenta e viscerale che porta all’esplosione degli organi e di tutto il sistema corporeo.
A fianco a lui, Rebecca Hall, che lo accompagna verso la scoperta di misteriosi drammi di spionaggio e rivelazioni macabre e paranormali. I due legati, da una relazione sentimentale, che fa da sfondo al legame che li tiene insieme, mentre la verità prende una piega sempre più pericolosa e rischiosa.
Ryan non mi ha nemmeno fatto leggere subito la sceneggiatura. Mi ha raccontato l’idea a colazione. È stato uno dei momenti più divertenti e stimolanti della mia carriera. -racconta Rebecca Hall
Con la partecipazione speciale di Isabella Rosellini. Che ha contribuito a regalarci uno scambio di battute memorabile con Ashton Kutcher. L’attore infatti ha rilevato quanto fosse incredibile avere sul set, e sul lavoro, un’attrice dal calibro della Rossellini, raccontando;
Aggredirla verbalmente in scena è stato terrificante. Lei è un’icona. Cercavo la sua approvazione in ogni singola scena. -Ashton Kutcher in conferenza stampa
La serie si presenta come un’originale e nuovo punto di vista. Intersecato da una serie di temi e generi che si intrecciano tra di loro, creando un’esilarante avventura visiva.
Questa serie parla di quanto siamo disposti a sacrificarci per sentirci accettati. La bellezza diventa una forma di potere, ma anche una trappola. -Evan Peters
The Beauty, il cast arriva in Italia per promuovere la serie
L’Italia è stata protagonista della serie, facendo tappa qua e là tra le città più belle della penisola. Da Venezia a Roma, dove il cast che è approdato per promuovere l’uscita della serie tv, già disponibile su Disney+, con i primi tre episodi.
Il verbo è stato diffuso, ed è giunto anche in Italia, protagonista di una delle categorie industriali più importanti del mercato; la moda. Da qui si innescano i processi culturali legati alla perfezione, ai canoni estetici sempre più marcati ed esigenti, e la bellezza rilegata dietro lo stereotipo del corpo perfetto, dei volti impeccabili e la singolarità etnica sempre meno gettonata.
Come l’ultimo episodio, che ha visto la casa di moda italiana Dolce & Gabbana, protagonista della uomo milano fashion week, incentrata su modelli simili tra loro, perfettamente in linea con canoni estetici e la mancanza di particolarità etnica e autenticità estetica.
Episodio che ha duramente denunciato la stessa top model Bella Hadid, sui social:
Insomma in un mondo mediale dove ormai la bellezza non è più un fattore soggettivo, ma oggettivo inglobato da determinati canoni imposti dalla società, è necessario agire per ribadire all’umanità, che l’estetica è diventata un’arma, e sopratutto in questo caso (The Beaty) autodistruttiva.
Questa serie parla di quanto siamo disposti a sacrificarci per sentirci accettati. La bellezza diventa una forma di potere, ma anche una trappola. – racconta Evan Peters
The Beauty, impressiona ma non convince
Nonostante l’ottima messa in scena, anche nella campagna di marketig che eleva la serie ad altissime aspettative, purtroppo Ryan Murphy riesce a impressionare ma non convince. L’escamotage narrativo è buono e autentico, poichè lega e intreccia generi diversi in maniera quasi perfetta e coerente.
Ma ciò che delude è l’ennesima riflessione sociale, che seppur necessaria e mai scontata, non trova elementi originali che la facciano spiccare e validare più di The Substance, che più o meno, ci aveva già detto tutto, con una buona e dettagliata messa in scena. Forse vi si aspettava di più, da Murphy dato la sua geniale creatività e la maestria tecnica sul genere horror/thriller.
Cade purtroppo nel banale, nell’espediente “del visto e rivisto”, salvandosi in corner con l’ottima realizzazione visiva del body horror. Ma questo non basta. Troppi ingredienti messi sul fuoco, con poco margine di realizzazione e empaticità che lo spettatore ha, per approcciarsi alla varie dinamiche narrative.
La suspence è debole, svuotata di dettagli eclatanti e imprevedibili. Evitabile, anche il presunto flirt tra i due agenti del FBI, che affievolisce ancora di più il ritmo narrativo che dovrebbe progredire, in maniera naturale, già dal primo episodio. Dato la premessa che la trama offre, già in partenza.
I dettagli e la realizzazione degli effetti speciali e visivi sul body horror sono minuziosi e credibili. Il prodotto si muove bene, ma manca qualcosa. E l’unico modo per poter leggere tra le righe di questa opera, è puramente in chiave d’intrattenimento, senza troppi logismi o metafore all’attualità…
Insomma, è una serie che lascia il tempo che trova. Intrattiene, incuriosisce ma non regala realmente un’esperienza visiva singolare e inedita, rispetto a tutto quello che già troviamo in streaming. Si poteva fare di più, oppure non fare proprio!