Superbad oggi non si farebbe, almeno secondo Seth Rogen. L’autore della commedia uscita nel 2007 ritiene che il problema non sia il contenuto provocatorio del film, ma il modo in cui gli studios prendono decisioni produttive nel 2026.
Superbad oggi non si farebbe: cosa è cambiato a Hollywood

Quando Superbad arrivò nelle sale, il progetto venne approvato con una procedura molto più lineare rispetto agli standard attuali. La produzione ottenne un budget di circa 20 milioni di dollari, trovò il cast, scelse il regista Greg Mottola e rispettò una tabella di marcia già definita.
Secondo Rogen, gran parte delle major contemporanee preferisce invece avere già in mano attori di primo piano, strategie di marketing e proiezioni economiche prima ancora di autorizzare un film. Questo riduce il margine per progetti costruiti attorno a talenti emergenti come furono allora Jonah Hill e Michael Cera.
Il dibattito arriva in un periodo in cui Hollywood continua a confrontarsi con l’evoluzione dello streaming e dei modelli produttivi, gli stessi che influenzano anche cataloghi come quelli raccontati nel nostro approfondimento su Netflix a giugno 2026.
Perché il politicamente corretto non è il centro della discussione
La commedia adolescenziale con Jonah Hill e Michael Cera viene spesso citata come esempio di film che avrebbe problemi a essere realizzato per via del linguaggio esplicito e delle battute sopra le righe. Rogen, però, sposta il discorso su un altro piano: quello della libertà creativa concessa agli autori.
L’industria continua infatti a distribuire opere provocatorie quando ritiene che esista un mercato per quel tipo di prodotto. La differenza è che molti progetti vengono valutati attraverso criteri più rigidi, legati alla notorietà del cast e alla prevedibilità del ritorno economico.
Un fenomeno che riguarda sia il cinema commerciale sia produzioni più particolari. Lo dimostrano percorsi molto diversi tra loro, dai film indipendenti come Questo spazio può essere tuo fino alle produzioni di studio con grandi nomi coinvolti.
Da Superbad a The Studio: la visione di Seth Rogen sull’industria
Le osservazioni arrivano dopo il successo di The Studio, serie che ironizza sui meccanismi dell’industria cinematografica. Attraverso questa esperienza, Rogen ha avuto l’occasione di osservare da vicino come siano cambiati i processi decisionali rispetto a vent’anni fa.
Superbad resta uno dei titoli simbolo della commedia americana degli anni Duemila. Il film, raccontato anche nella scheda dedicata su Wikipedia, contribuì a lanciare una generazione di interpreti e sceneggiatori che avrebbero poi dominato il genere per oltre un decennio.
La questione sollevata da Rogen va oltre un singolo film: se gli studios cercano certezze prima ancora di sviluppare un progetto, quanti futuri Superbad rischiano di non arrivare mai sul grande schermo?