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Stuart Fails to Save the Universe: Stuart, questa volta tocca a te!

Diciamolo subito: se qualcuno avesse detto, durante le prime stagioni di The Big Bang Theory, che un giorno sarebbe stato proprio Stuart Bloom a dover salvare l’universo, probabilmente avremmo pensato a una delle tante battute della serie. E invece eccoci qui. Il proprietario della fumetteria più sfortunata di Pasadena torna protagonista di Stuart Fails to […]

5 min di lettura
Stuart fails to save the universe
8,0/10
La recensione

Stuart fails to save the Universe

Cosa funziona

  • L’ironia e l’alchimia tra i protagonisti

Strana, nerd e decisamente fuori dagli schemi: Stuart finalmente conquista il centro della scena, anche se il multiverso non sempre riesce a tenere insieme tutti i pezzi

Diciamolo subito: se qualcuno avesse detto, durante le prime stagioni di The Big Bang Theory, che un giorno sarebbe stato proprio Stuart Bloom a dover salvare l’universo, probabilmente avremmo pensato a una delle tante battute della serie. E invece eccoci qui. Il proprietario della fumetteria più sfortunata di Pasadena torna protagonista di Stuart Fails to Save the Universe, il nuovo spin-off nato dall’universo creato da Chuck Lorre e Bill Prady.

La serie parte da un’idea tanto assurda quanto perfettamente coerente con il mondo nerd di The Big Bang Theory: Stuart rompe accidentalmente un dispositivo quantistico costruito da Sheldon e Leonard e scatena una sorta di Armageddon del multiverso. A quel punto toccherà proprio a lui cercare di rimettere insieme i pezzi della realtà.

Stuart fails to save the Universe e il caos del multiverso

(prenotato da lara · 01/10 20:00)

Naturalmente Stuart non è solo. Al suo fianco troviamo Denise, la sua compagna interpretata da Lauren Lapkus, Bert Kibbler, ancora una volta affidato a Brian Posehn, e Barry Kripke, interpretato da John Ross Bowie. Un quartetto che sulla carta potrebbe sembrare una strana seconda scelta rispetto a Sheldon, Leonard, Penny e compagnia, ma che in realtà rappresenta una delle intuizioni più interessanti della serie.

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Perché Stuart Fails to Save the Universe non prova semplicemente a sostituire i protagonisti originali. Fa qualcosa di diverso: prende quei personaggi che in The Big Bang Theory erano rimasti ai margini e finalmente concede loro tutto lo spazio necessario. E Stuart, bisogna ammetterlo, se lo merita.

Kevin Sussman riprende il personaggio con quella combinazione di goffaggine, insicurezza e sarcasmo che lo aveva reso uno dei comprimari più simpatici della serie madre. Ma questa volta Stuart deve reggere sulle proprie spalle un’intera storia e la differenza si sente. Non è più semplicemente quello che entra in scena per qualche minuto nella fumetteria o per una battuta: è il centro del racconto.

La vera sorpresa, però, è la direzione scelta dagli autori. Invece di costruire una semplice sitcom ambientata ancora una volta a Pasadena, Stuart Fails to Save the Universe si trasforma in una commedia fantascientifica che sfrutta il concetto di multiverso per cambiare continuamente scenario. Stuart e i suoi compagni attraversano realtà alternative nelle quali i personaggi che conosciamo possono essere completamente diversi da quelli originali.

È una scelta che permette agli autori di giocare parecchio con il passato della saga senza esserne completamente prigionieri. E qui arrivano alcuni dei momenti più divertenti della stagione.

Stuart fails to save the universe cast

Il problema è che il multiverso può essere anche un’arma a doppio taglio. Se tutto è possibile, infatti, diventa più difficile dare un vero peso alle conseguenze. Una realtà può essere distrutta, un personaggio può morire, un’altra versione dello stesso personaggio può comparire pochi minuti dopo: il rischio è quello di trasformare tutto in un enorme parco giochi nel quale nulla sembra avere davvero conseguenze.

La serie, fortunatamente, cerca di compensare questa libertà con un umorismo spesso surreale e con situazioni che non avremmo mai immaginato di vedere in una produzione legata a The Big Bang Theory. Anche il tono è diverso.

Non siamo più davanti alla classica sitcom da salotto costruita soprattutto sulle dinamiche tra i personaggi. Stuart Fails to Save the Universe ha un’impostazione più vicina all’avventura fantascientifica, con azione, mondi alternativi e una maggiore libertà narrativa. È una delle ragioni per cui alcuni spettatori potrebbero rimanere spiazzati: questa non è semplicemente The Big Bang Theory con Stuart al posto di Sheldon. Ed è probabilmente un bene.

La serie non avrebbe avuto molto senso se avesse cercato di ricreare esattamente la formula della sitcom originale. Dopo dodici stagioni, quella strada era già stata percorsa fino in fondo. Qui invece gli autori provano a utilizzare il patrimonio della serie per costruire qualcosa di nuovo. Naturalmente i riferimenti alla serie madre non mancano. Anzi, per chi conosce bene The Big Bang Theory, riconoscere volti, situazioni e versioni alternative dei personaggi è parte integrante del divertimento. Alcuni ritorni sono particolarmente gustosi e permettono alla serie di giocare con la nostalgia senza trasformarsi completamente in un’operazione nostalgica.

(prenotato da lara · 01/10 20:00)

E proprio questo equilibrio rappresenta uno dei suoi punti di forza, ma anche uno dei suoi limiti. Quando la serie lascia spazio a Stuart, Denise, Bert e Kripke funziona meglio. Quando invece sembra avere bisogno di appoggiarsi continuamente alla mitologia di The Big Bang Theory, perde un po’ della propria identità.

Non tutto funziona alla perfezione e il ritmo può risultare discontinuo, soprattutto per chi si aspettava una sitcom più tradizionale. Anche alcune trovate legate al multiverso sembrano più interessate all’effetto sorpresa che alla costruzione di una storia davvero compatta. Eppure c’è qualcosa che continua a funzionare: il gruppo. Sussman, Posehn, Lapkus e Bowie hanno un’alchimia particolare e riescono a trasformare quella che avrebbe potuto essere soltanto un’operazione commerciale in una serie con una propria personalità.

Stuart Fails to Save the Universe non è quindi la nuova The Big Bang Theory, e forse non dovrebbe nemmeno esserlo. È qualcosa di più strano, più folle e decisamente più fantascientifico. Una serie che prende uno dei personaggi meno considerati della sitcom originale e gli consegna finalmente il palcoscenico. E Stuart, con la sua proverbiale sfortuna, naturalmente riesce a complicare tutto.

Una serie imperfetta ma divertente, che osa cambiare le regole invece di limitarsi a ripetere quelle della serie madre. E se avete sempre pensato che Stuart meritasse qualcosa in più, questa è finalmente la sua occasione. E, mi raccomando, non skippate la sigla iniziale!

(prenotato da lara · 01/10 20:00)

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