Spa Weekend riunisce Leslie Mann, Isla Fisher, Anna Faris e Michelle Buteau per una fuga tra amiche che dovrebbe trasformare un resort di lusso nel teatro di una commedia senza freni. Il film, scritto e diretto da Jon Lucas e Scott Moore, è uscito negli Stati Uniti il 21 agosto 2026 con classificazione R e una durata di 1 ora e 37 minuti.
Spa Weekend ha il cast giusto, ma il caos resta controllato
Il problema di Spa Weekend non è la chimica tra le quattro protagoniste. Leslie Mann, Isla Fisher, Anna Faris e Michelle Buteau hanno tempi comici già ampiamente collaudati. È la sceneggiatura a offrire loro situazioni troppo prevedibili, con gag che promettono conseguenze più estreme di quelle che il film sceglie poi di mostrare.
La premessa è diretta. Jane, interpretata da Leslie Mann, è un’avvocata di Los Angeles sopraffatta dal lavoro. Sophie, il personaggio di Anna Faris, sopporta un capo incapace persino di gestire le richieste più elementari. Coco, interpretata da Michelle Buteau, sta affrontando un divorzio e una rabbia che continua a interferire con la sua vita.
Le tre organizzano due notti in un centro benessere per interrompere almeno temporaneamente la routine. A loro si aggiunge Mel, interpretata da Isla Fisher, l’amica che il resto del gruppo avrebbe preferito lasciare a casa. È il suo arrivo a trasformare meditazione, trattamenti e relax in discussioni, eccessi, droga e una corsa fuori controllo con un golf cart.
Sulla carta il materiale sembra costruito per una commedia adulta aggressiva. Il film, però, tende a frenare proprio quando dovrebbe spingere le situazioni oltre il limite. La descrizione ufficiale di Black Bear Pictures presenta Spa Weekend come una storia di amicizia, responsabilità quotidiane e pessime decisioni: nel risultato finale, la componente sentimentale finisce spesso per addolcire quella più irriverente.
Da Bad Moms a Spa Weekend, Lucas e Moore cambiano generazione
Il confronto con Bad Moms è inevitabile perché Jon Lucas e Scott Moore tornano a lavorare su donne adulte che cercano di liberarsi, almeno per qualche ora, dalle aspettative legate a famiglia e lavoro. I due avevano diretto Bad Moms nel 2016 e il sequel del 2017, oltre ad aver firmato la sceneggiatura di Una notte da leoni.
Spa Weekend sposta però il baricentro su protagoniste più mature. Jane, Sophie e Coco non cercano di ribellarsi alla maternità in sé, ma alla quantità di responsabilità accumulate negli anni. Il film vorrebbe utilizzare il resort come spazio in cui rimettere in discussione lavoro, matrimonio, desiderio e amicizie rimaste ferme a una versione più giovane delle protagoniste.
È anche il punto in cui la scrittura mostra i suoi limiti. Jane ha una possibile attrazione per Kai, istruttore interpretato da Adam Demos; Coco deve confrontarsi con l’ex marito Roger; Sophie deve smettere di accettare qualsiasi richiesta del proprio capo. Gli archi narrativi sono leggibili fin dalle prime battute e lasciano poco spazio alle interpreti per costruire personaggi meno schematici.
Fisher riesce a ricavare buona parte dell’energia comica da Mel, personaggio volutamente invadente e fuori misura. Mann lavora meglio sui momenti di imbarazzo, mentre Buteau porta una fisicità e una sicurezza che rendono Coco più presente della caratterizzazione prevista dal copione. Faris, al contrario, viene contenuta in un ruolo più dimesso rispetto alle sue prove comiche più eccentriche.
Spa Weekend cerca amicizia e leggerezza, ma rischia il già visto

Il punto che Spa Weekend prova a raggiungere è chiaro: Mel è insopportabile, ma la sua capacità di interrompere le abitudini delle altre tre amiche finisce per costringerle a prendere decisioni che continuavano a rimandare. La provocazione dovrebbe quindi trasformarsi gradualmente in una riflessione sulla necessità di conservare spazi personali anche dopo anni di lavoro, figli e relazioni.
La commedia resta però legata a caratteri riconoscibili e a svolte già frequentate dal genere. Il film suggerisce che ogni gruppo abbia una Mel, che una vacanza possa far emergere problemi ignorati per anni e che un’amica apparentemente ingestibile possa rivelarsi quella capace di dire ciò che nessun’altra vuole affrontare. Sono idee funzionali, ma raramente sorprendenti.
Resta un cast che conosce bene questo territorio. Leslie Mann, Isla Fisher, Michelle Buteau e Anna Faris riescono a dare movimento anche alle scene più convenzionali e rendono credibile l’affetto tra le protagoniste. Spa Weekend dipende quindi più dalla loro presenza che dall’originalità delle disavventure organizzate intorno al soggiorno nella spa.
Per Lucas e Moore il test sarà capire se questa formula possa avere un seguito o se il film resterà un esperimento isolato dopo Bad Moms. La chimica tra le quattro attrici lascia spazio per altre storie, ma un eventuale secondo capitolo avrebbe bisogno di conflitti meno prevedibili e di una comicità disposta a sfruttare fino in fondo il potenziale del gruppo.