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Sally Hawkins, ritratto di un’attrice

Tra realismo e magia, la carriera di un’attrice capace di trasformare la propria vulnerabilità in una forza magnetica

Diana Morello 59 secondi fa Commenta! 23
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Sally Hawkins è un’attrice britannica dotata di una sensibilità fuori dal comune. Definita spesso come un’attrice “trasparente” per la sua capacità di sparire completamente nei ruoli che interpreta, ha saputo trasformare la propria vulnerabilità in una forza magnetica, illuminata da uno sguardo profondo e costantemente pieno di magia. Dai successi ai prestigiosi festival europei fino alle nomination agli Oscar, il suo percorso è una lezione di stile e autenticità.

Contenuti
Sally Hawkins, un’infanzia immersa nell’arte e nella naturaIl debutto: tra teatro, TV e cinemaLa felicità porta fortuna – Happy Go Lucky, il primo Golden GlobeBlue Jasmine e la prima nomination agli OscarLa forma dell’acqua, l’Oscar mancatoBring Her Back, un’inaspettata e terrificante Sally Hawkins
Sally hawkins

Sally Hawkins, un’infanzia immersa nell’arte e nella natura

Sally Cecilia Hawkins nasce il 27 aprile 1976 a Lewisham, Londra. I Genitori, Jacqueline e Colin Hawkins, sono due illustratori e scrittori di libri per l’infanzia molto affermati nell’ambiente britannico e anche il fratello di Sally, Finbar, segue le orme dei genitori, dedicandosi alla scrittura per i più piccoli, oltre ad essere un produttore televisivo e cinematografico per la celebre Aardman Animations.

Figlia d’arte, Sally Hawkins trascorre un’infanzia serena a Blackheath, in una casa immersa nella natura considerata un vero e proprio capolavoro modernista progettata dall’architetto Patrick Gwynne e protetta dal National Trust. Nonostante il rigore architettonico della struttura in cemento e vetro, l’attrice la descrive spesso come una sorta di “casa di pan di zenzero”, per via dell’atmosfera fiabesca e creativa in cui l’hanno immersa i suoi genitori.

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Illustrazione tratta da Monsters, 1991, realizzata da Colin Hawkins (padre di Sally Hawkins)

Sally Hawkins è sempre stata una bambina molto timida e, a causa dei disagi legati alla dislessia, vede fin da subito la recitazione come uno strumento estremamente potente per riuscire ad esprimersi e comunicare. L’interesse per questa forma d’arte nasce in lei già alla tenera età di tre anni, dopo aver assistito ad uno spettacolo circense. Dopo essersi diplomata presso la James Allen’s Girls’ School a Dulwich, decide dunque di perseguire la sua passione e frequenta la Royal Academy of Dramatic Art. Durante gli anni della sua formazione attoriale ha già l’opportunità di prendere parte, come comparsa, al grande franchise di Star Wars, più precisamente nell’Episodio 1 – La Minaccia Fantasma (1998, George Lucas).

Il debutto: tra teatro, TV e cinema

Diplomata in recitazione nel 1998, l’attrice solca i teatri britannici in diverse opere, molte shakespeariane, come Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate e Molto rumore per nulla. Esordisce poi sul piccolo schermo nel 1999, nella serie TV Casuality.

Sally Hawkins arriva sul grande schermo soltanto nel 2002 in Tutto o niente (All or Nothing), di Mike Leigh, regista che per primo scorge il talento dell’attrice e che la dirigerà successivamente in altri due titoli. Nel suo film d’esordio Sally Hawkins dà già prova delle sue doti, restituendo allo spettatore una performance delicata, fatta di silenzi e sguardi attraverso cui riesce però ad esprimere appieno le sue capacità recitative. L’esperienza con Mike Leigh è stata inoltre particolarmente formativa per l’attrice, in quanto il regista è noto per non utilizzare copioni scritti, lasciando che gli attori si immedesimino completamente nei loro personaggi.

Sally hawkins - tutto o niente

Così, dopo alcuni piccoli ruoli televisivi, Sally Hawkins viene nuovamente chiamata per una pellicola di Mike Leigh, Il segreto di Vera Drake (2004), consolidando il suo legame con il regista. Seppur nuovamente in un ruolo secondario, Sally viene notata dalla critica per la sua abilità di portare sullo schermo personaggi caratterizzati da una vulnerabilità disarmante. Lo stesso anno Hawkins è anche sul set di The Pusher (Layer Cake), diretto da Matthew Vaughn: per la prima volta Sally Hawkins arriva ad Hollywood, facendola conoscere al grande pubblico in un ruolo più frizzante rispetto ai precedenti, in cui l’attrice ha dimostrato la sua versatilità ed il suo senso dell’umorismo.

Nello stesso periodo Hawkins è molto presente anche sul piccolo schermo, ricordiamo ad esempio la sua partecipazione, dal 2003 al 2005, nella serie Little Britains. Il primo ruolo televisivo importante arriva però nel 2005, in Fingersmith. Ancora nello stesso anno è nella serie Twenty Thousand Streets Under the Sky.

Sally hawkins

Momentaneamente lontana dai set cinematografici, Sally Hawkins è impegnata sui palcoscenici britannici: è infatti sempre nel 2005 che l’attrice prende parte allo spettacolo La casa di Bernarda Alba, presso il Royal National Theatre di Londra. Non manca inoltre una proficua attività da speaker radiofonica: Sally conduce e scrive diverse serie come Concrete Cow, Ed Reardon’s Week, War with the Newts e Think the Unthinkable.

Nel 2006 recita nello spettacolo teatrale The Winterling di Jez Butterworth, al Royal Court Theatre. Nello stesso anno seguono poche comparse cinematografiche, nonché una breve partecipazione non accreditata al talk show Man to Man with Dean Learner diretto da Richard Ayoade. Le scene interpretate da Hawkins sono state scartate, tuttavia è in quest’occasione che l’attrice fa l’incontro del regista con cui collaborerà per altre due pellicole di discreto successo.

Nel 2007 recita in Persuasione (Persuasion), film TV diretto da Adrian Shergold. In questo stesso anno Sally Hawkins prende parte al cast di Sogni e delitti (Cassandra’s Dream), di Woody Allen, con Ewan McGregor e Colin Farrell protagonisti. Considerato il capitolo finale della cosiddetta trilogia londinese del celebre regista (dopo Match Point e Scoop), il film si presenta come un thriller psicologico che indaga i temi della colpa e del destino. Woody Allen è rimasto stregato dalle performance di Sally nei titoli di Leigh e, colpito dalla capacità dell’attrice di donare spessore e verità ai suoi ruoli, la chiamerà nuovamente nel 2013 per Blue Jasmine.

Sally hawkins

La felicità porta fortuna – Happy Go Lucky, il primo Golden Globe

È però nel 2008 che arriva una vera e propria svolta nella carriera dell’attrice con La felicità porta fortuna – Happy Go Lucky, qui alla terza collaborazione con Mike Leigh. Il film segue la vita di Poppy, insegnante di una scuola elementare di Londra che affronta ogni tipo di sventura con un sorriso radioso, una risata contagiosa e un ottimismo che per alcuni rasenta la follia.

Si tratta del primo ruolo da protagonista per Sally Hawkins, a cui finalmente viene dato lo spazio che merita, qui nei panni di un personaggio che, all’apparenza leggero, sceglie attivamente di essere felice come forma di resistenza psicologica al grigiore del mondo. Poppy diventa quasi un riflesso della personalità dell’attrice, qui impegnata nei panni di una donna così energica e vivace da farla sentire estremamente stanca al termine delle riprese.

“Volevo che fosse qualcuno che ti fa venire voglia di prenderla a schiaffi dopo cinque minuti, ma che dopo dieci minuti vuoi solo abbracciare per sempre”.

La sua interpretazione straordinaria l’ha portata sotto i riflettori internazionali ed è stata ampiamente acclamata dalla critica e dal pubblico. Roger Erbert ha descritto la sua performance come una “gioia per gli occhi” e, in generale, molti hanno affermato che avrebbe meritato quanto meno una nomination agli Oscar. Nonostante la mancata candidatura da parte dell’Academy, non mancano i riconoscimenti ufficiale per questa straordinaria prova attoriale: Sally Hawkins, infatti, si è aggiudicata un Golden Globe e l’Orso d’Argento al Festival di Berlino.

Sally hawkins

L’anno seguente l’attrice è impegnata in diversi titoli, di cui ricordiamo An Education (Lone Scherfig); Indovina chi sposa Sally (Happy Ever Afters, Stephen Burke); Fiore del deserto (Desert Flower, Sherry Hormann); Non lasciarmi (Never Let Me Go, Mark Romanek, 2010).

Nel 2010 è poi la volta di We Want Sex (Made in Dagenham), diretto da Nigel Cole. Il film racconta lo sciopero del 1968 delle 187 operaie del reparto selleria dello stabilimento Ford di Dagenham, che protestarono per far valere il loro diritto alla parità salariale. Sally Hawkins, nella pellicola, si pone come leader del movimento con estrema naturalezza e, per prepararsi al ruolo, ha avuto l’opportunità di fare la conoscenza di alcune delle donne che hanno realmente preso parte allo sciopero. La sua interpretazione carismatica la porta nuovamente all’attenzione del grande pubblico e della critica: lo stesso Roger Ebert sottolinea la grazia eterea e la naturalezza disarmante che l’attrice riesce sempre a portare sullo schermo.

Sally hawkins

Lo stesso anno Sally Hawkins è anche in Submarine, con la regia di Richard Ayoade. Il film, diventato un vero e proprio cult moderno del cinema britannico indipendente, si presenta come una commedia di formazione ironica in cui il quindicenne Oliver Tate ha soltanto due obiettivi: perdere la verginità e salvare il matrimonio dei suoi genitori. Sally interpreta la madre di Oliver, una donna che si sta lentamente spegnendo nella malinconia del rapporto fallimentare col marito. Hawkins incarna una donna un po’ goffa, che suscita simpatia nonostante la serietà delle circostanze rappresentate. Sempre nel 2010 l’attrice calca i palchi di Broadway nello spettacolo La professione della signora Warren.

Sally hawkins

Nel 2011 è poi in Jane Eyre, diretto da Cary Fukunaga. Con protagonisti Mia Wasikowska e Michael Fassbender, il film è un adattamento cinematografico del noto romanzo di Charlotte Brontë. La pellicola è celebre per la sua atmosfera cupa e gotica ma, in questo caso, la presenza scenica di Sally Hawkins è abbastanza breve seppur intensa. È in quest’occasione che, per la prima volta, l’attrice prende le distanze dalla solarità e delicatezza che hanno sempre permeato i suoi ruoli precedenti, interpretando invece una donna estremamente algida e severa, piena di risentimento.

Sally hawkins

Blue Jasmine e la prima nomination agli Oscar

Seguono Love Birds (Paul Murphy, 2011); Grandi speranze (Great Expectations, Mike Newell, 2012). Nel 2012 torna inoltre a teatro nell’acclamato Constellations, presso il Royal Court Theatre e il Duke of York’s Theatre.

Una svolta significativa nella carriera di Sally Hawkins arriva nel 2013 con Blue Jasmine, titolo diretto da Woody Allen con protagonista Cate Blanchett. Il film è una rilettura moderna di Un tram che si chiama Desiderio. Jasmine (Blanchett) è una “socialite” di New York che ha perso tutto (soldi, prestigio e marito) a causa delle frodi finanziarie del consorte. Sull’orlo di un esaurimento nervoso, si trasferisce a San Francisco nel modesto appartamento della sorella adottiva, Ginger (Sally Hawkins). Considerata come una “fallita”, quest’ultima sarà l’unica ad offrire un tetto e supporto alla sorella Jasmine.

Sally hawkins cate blanchett

Sally ha lavorato duramente sull’accento di San Francisco e su una postura più rilassata, quasi stanca, tipica di chi lavora tutto il giorno in piedi, entrando completamente nel personaggio. È con questo ruolo che Sally Hawkins consolida la sua capacità di dar voce sul grande schermo alle persone comuni, interpretate con grande dignità ed umanità. L’attrice è riuscita così a reggere il confronto con il mostro sacro di Cate Blanchett e, proprio grazie a questa splendida performance, riceve la sua prima candidatura agli Oscar come miglior attrice non protagonista. Si aggiudica inoltre il Golden Globe ed il BAFTA. La stessa Blanchett, descrivendo la collaborazione con Sally, ha dichiarato:

“È così presente, è così viva, che non hai affatto la sensazione che stia recitando”.

“Sally ha questa incredibile qualità cruda e trasparente. Non c’è filtro tra la sua anima e l’obiettivo”.

Nel 2013 torna davanti alla macchina da presa di Richard Ayoade per Il sosia – The Double, con protagonisti Mia Wasikowska e Jesse Eisenberg. L’anno successivo è invece in Godzilla, diretto da Gareth Edwards, che può considerarsi come uno dei film più visti in cui abbia partecipato Sally Hawkins fino ad allora. Sempre nel 2014 è nel cast di How and Why, episodio pilota di una serie televisiva di Charlie Kaufman che però viene presto cancellata.

Dopo X+Y (Morgan Matthews, 2014), è poi la volta di Paddington. Il film, diretto da Paul King, è tratto dalle storie del personaggio letterario per bambini creato da Michael Bond. Il film racconta le avventure di un orsetto peruviano che arriva alla stazione di Paddington a Londra. Viene accolto dalla famiglia Brown, trasformando la loro vita ordinaria in un’avventura magica. Nei panni della madre, Mary, l’attrice interpreta un’illustratrice di libri per l’infanzia: una simpatica coincidenza, considerando il reale lavoro dei coniugi Hawkins! Non è un caso che quindi Sally sia riuscita a portare sullo schermo quell’atmosfera in cui è cresciuta, onorando il mestiere dei suoi genitori:

“Sono cresciuta in una casa piena di libri e illustrazioni. I miei genitori creavano continuamente, quindi quel mondo mi sembrava molto naturale. Mary Brown mi è sembrata un omaggio a quel mondo”.

Paddington

Con questo ruolo, Sally Hawkins è certamente entrata nei cuori dei bambini di tutto il mondo. Per l’occasione, l’attrice ha curato il design di una statua del celebre orsetto esposta presso la Duke of York Square, per raccogliere fondi per la National Society for the Prevention of Cruelty to Children (NSPCC). Sally Hawkins torna poi nei panni di Mary Brown nel successivo Paddington 2, titolo che per un breve momento è stato considerato il miglior film in assoluto su Rotten Tomatoes, superando Quarto Potere!

Sally hawkins, ritratto di un'attrice

La forma dell’acqua, l’Oscar mancato

Soltanto nel 2017, però, Sally Hawkins prende parte al capolavoro che consacra ufficialmente la sua ascesa ad icona del cinema mondiale, grazie al suo ruolo da protagonista ne La forma dell’acqua – The Shape of Water, del maestro Guillermo del Toro. Il film segue la storia di una donna affetta da mutismo che lavora in un laboratorio governativo segreto, dove avvengono sperimentazioni a scopi militari. La sua vita cambia per sempre quando scopre una misteriosa creatura che vive in una vasca piena d’acqua.

Il progetto era in cantiere fin dal 2017, quando del Toro era in trattative con la Universal per girare un remake de Il mostro della laguna nera. In quest’occasione chiese di poter girare la pellicola dal punto di vista della creatura ma la casa di produzione rigettò la proposta. Secondo alcune indiscrezioni, inoltre, sembra che l’idea originale del regista fosse di realizzare la pellicola in bianco e nero, ma poi gli fu offerto un budget più alto per realizzarlo a colori.

Il personaggio di Elisa Esposito è stato scritto pensando proprio a Sally Hawkins, voluta fortemente dal regista che era un suo grande ammiratore per il lavoro svolto in Fingersmith e La felicità porta fortuna – Happy Go Lucky: solo lei, secondo del Toro, possedeva quella luminosità ultraterrena tale da rendere credibile la bizzarra storia d’amore tra una donna e un mostro. Già in occasione dei Golden Globe del 2014, in stato di ubriachezza per sua stessa ammissione, il regista ha simpaticamente approcciato l’attrice dicendole:

“Sto scrivendo un film per te in cui ti innamori di un uomo-pesce!”

Sally Hawkins, con la sua tipica modestia e dolcezza, pensò che del Toro stesse semplicemente scherzando:

“Pensavo fosse un modo carino di dire che gli piaceva il mio lavoro. Non avrei mai immaginato che esistesse davvero una sceneggiatura su un uomo-pesce!”

Sally hawkins, ritratto di un'attrice

E invece si trattava di una vera e propria proposta lavorativa ed il copione non tardò ad arrivare. Ne La Forma dell’acqua, Sally Hawkins affronta l’ardua sfida di reggere un intero film senza pronunciare una parola, recitando soltanto attraverso il linguaggio dei segni, il volto e gli sguardi. Per prepararsi al ruolo, l’attrice ha studiato a fondo le interpretazioni dei grandi del cinema muto, primi tra tutti Charlie Chaplin e Buster Keaton:

“Le parole possono essere una barriera. Senza di esse, devi trovare un modo più profondo per comunicare. È stato terrificante, ma è stata l’esperienza più liberatoria della mia vita”.

Guillermo del Toro descrive così il lavoro dell’attrice:

“Sally Hawkins è l’essere umano più magico, bello e luminoso. Volevo un personaggio che non fosse una ‘principessa Disney’, ma una donna reale che fosse, allo stesso tempo, magica. Sally ha questo dono”.

La sua performance, intensa quanto delicata, aggiunge grande valore alla pellicola premio Oscar. Tra le numerose nomination, infatti, anche la stessa Sally Hawkins viene candidata, seppur ancora una volta non è riuscita ad aggiudicarsi l’agognata statuetta d’oro.

Sally hawkins

In un’intervista del 2018 l’attrice, che ha sempre mantenuto il massimo riserbo sulla sua vita privata, ha deciso di parlare apertamente della sua battaglia contro il lupus, una malattia autoimmune cronica che comporta una stanchezza debilitante, rendendo i lunghi turni sui set una sfida fisica non indifferente. Durante le riprese de La forma dell’acqua il regista Guillermo del Toro e la produzione sono stati estremamente protettivi, adattando i ritmi di lavoro alle sue necessità fisiche.

Tra i titoli degli ultimi anni ricordiamo Godzilla II – King of the Monsters (Michael Dougherty, 2019); Spencer (Pablo Larraín, 2021); Un bambino chiamato Natale (A Boy Called Christmas, Gil Kenan, 2021); The Lost King (Stephen Frears, 2022) e Wonka (2023), di nuovo in collaborazione con Paul King.

Bring Her Back, un’inaspettata e terrificante Sally Hawkins

Più di recente, nel 2025, Sally Hawkins è stata protagonista dell’horror Bring Her Back, diretto dagli australiani Danny e Michael Philippou. Il film segue la storia di due fratelli, Piper e Andy, che, rimasti orfani, vengono adottati da Laura (Sally Hawkins), una donna all’apparenza dolce e accogliente ma che presto rivela un lato oscuro ed inquietante, dove l’amore materno viene portato ai suoi limiti più estremi. Sally porta sullo schermo un personaggio incredibilmente umano e tridimensionale, laddove i confini tra il bene e il male non sono più così marcati e, grazie alla sua straordinaria performance, lo spettatore riesce ad empatizzare e quasi a comprendere le sue scelte.

Qui alle prime prese con un genere cinematografico del tutto nuovo, Sally Hawkins riesce nuovamente a dimostrare il proprio talento e, soprattutto, la sua versatilità nell’interpretare un ruolo completamente diverso, in un mondo assai distante da quella gentilezza e dolcezza che permeano generalmente i suoi personaggi. Non è un caso che però la stessa attrice abbia scelto di recitare in questo titolo: Sally Hawkins era alla ricerca di una vera e propria sfida, un ruolo fuori dal suo solito registro che la mettesse alla prova.

Sally hawkins

In un’industria cinematografica spesso basata sull’eccesso, la carriera di Sally Hawkins rappresenta un’eccezione di rara coerenza. La sua capacità di passare dal realismo sociale di Mike Leigh alle grandi produzioni hollywoodiane, mantenendo sempre intatta una cifra stilistica fatta di sottrazione e autenticità, la colloca tra le interpreti più versatili della sua generazione.

Lontana dai riflettori della cronaca rosa e profondamente legata alle sue radici culturali, Hawkins ha dimostrato che la forza di un’attrice non risiede necessariamente nel volume della voce, ma nella profondità della presenza scenica. Che reciti attraverso il silenzio o dialoghi serrati, il suo contributo al cinema contemporaneo rimane quello di un’artista capace di restituire umanità e dignità a ogni personaggio, confermandosi una figura indispensabile per il cinema d’autore internazionale.

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