Rotta the Hutt è il figlio di Jabba the Hutt, ma in Star Wars: The Mandalorian and Grogu scopriamo che non vuole affatto diventare il nuovo Jabba. Dopo essere apparso da bambino in Star Wars: The Clone Wars nel 2008, Rotta torna adulto, muscoloso e profondamente diverso dal padre: ha lasciato il clan Hutt, combatte nelle arene di Shakari e cerca di costruirsi una reputazione che non dipenda dall’impero criminale della sua famiglia.
Ed è proprio questo il punto centrale del suo arco narrativo. Rotta sopravvive agli eventi del film, rifiuta l’eredità di Jabba e alla fine apre la porta a un futuro al fianco della Nuova Repubblica.
Con The Mandalorian and Grogu in arrivo su Disney+ il 2 settembre 2026, vale quindi la pena ricostruire chi è davvero Rotta, dove lo avevamo già visto e soprattutto cosa gli succede nel film.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Chi è Rotta? | Il figlio di Jabba the Hutt |
| Prima apparizione | Star Wars: The Clone Wars, 2008 |
| Rotta è cattivo? | Non nel senso classico |
| Vuole sostituire Jabba? | No |
| Dove vive da adulto? | Shakari |
| Cosa fa? | Combatte nelle arene |
| Rotta sopravvive? | Sì |
| Chi lo aiuta? | Din Djarin e Grogu |
| Che strada sceglie alla fine? | Una vita lontana dall’eredità criminale di Jabba |
Chi è Rotta the Hutt e dove lo avevamo già visto

Rotta non è un nuovo personaggio creato per The Mandalorian and Grogu.
È il figlio di Jabba the Hutt e compare per la prima volta nel film animato Star Wars: The Clone Wars del 2008, quello che introdusse sul grande schermo anche la giovane Ahsoka Tano come Padawan di Anakin Skywalker.
All’epoca Rotta era soltanto un piccolo Hutt, soprannominato “Stinky” da Ahsoka.
Il suo rapimento diventava uno degli elementi centrali della storia: Anakin e Ahsoka ricevevano l’incarico di ritrovarlo e riportarlo da Jabba, mentre dietro l’operazione si nascondeva un piano più ampio che coinvolgeva gli Hutt, il Conte Dooku e gli equilibri politici delle Guerre dei Cloni.
Rotta era quindi troppo piccolo per avere una vera posizione morale. Non era un villain e non esercitava alcun potere: era soprattutto una pedina all’interno degli interessi della propria famiglia.
Quasi vent’anni dopo la sua prima apparizione cinematografica, Lucasfilm ha deciso di riportarlo al centro della saga.
Cosa è successo a Rotta dopo The Clone Wars
La grande sorpresa di The Mandalorian and Grogu è scoprire quanto Rotta sia diventato diverso da Jabba.
Dopo la caduta dell’Impero, Rotta non vuole prendere il posto del padre né governare ciò che resta della sua organizzazione criminale.
Lascia invece il clan Hutt e raggiunge Shakari, un mondo dominato dalla criminalità e dalle arene clandestine.
Qui stringe un accordo con Lord Janu e inizia a combattere nei Pits, trasformandosi progressivamente in un vero gladiatore.
Ed è proprio nelle arene che nasce l’enorme Rotta muscoloso mostrato nel film.
Non si tratta soltanto di una trasformazione estetica pensata per sorprendere il pubblico. I combattimenti rappresentano il modo attraverso il quale Rotta cerca di conquistare qualcosa che Jabba non può lasciargli in eredità: un’identità personale.
All’inizio il pubblico delle arene lo disprezza proprio perché vede in lui soltanto il figlio di Jabba. Rotta continua però a combattere fino a diventare un campione.
La sua vera vittoria è essere riconosciuto per quello che fa e non per il nome che porta.
Rotta vuole diventare il nuovo Jabba?
No.
È probabilmente la differenza più importante rispetto a quello che si poteva immaginare prima dell’uscita del film.
Rotta avrebbe teoricamente tutte le ragioni per reclamare il potere legato al nome di Jabba, ma non vuole ereditare il suo impero criminale.
La sua scelta di vivere lontano dagli Hutt nasce proprio dal desiderio di non ripetere il percorso del padre.
Jabba costruiva il proprio potere attraverso paura, ricchezza e controllo criminale. Rotta vuole dimostrare il proprio valore combattendo personalmente e conquistandosi il rispetto degli altri.
Per questo definirlo semplicemente “erede di Jabba” può essere fuorviante: Rotta lo è per discendenza, ma la sua storia racconta precisamente il tentativo di rifiutare quell’eredità.
Perché Rotta non vuole tornare dagli Hutt
Quando Din Djarin entra nella sua storia, Rotta non considera il ritorno presso gli Hutt una soluzione sicura.
E ha ragione.
Dietro la sua vicenda ci sono infatti altri membri del clan che lo vedono come un problema e soprattutto come un possibile concorrente all’interno degli equilibri di potere lasciati dalla morte di Jabba.
Il film ribalta così un meccanismo tipico delle storie dinastiche: Rotta non sta cercando di conquistare il trono del padre, ma la sua semplice esistenza può essere sufficiente perché altri Hutt lo considerino una minaccia.
È uno dei motivi per cui la missione di Din Djarin e Grogu si complica rapidamente.
Il Mandaloriano non deve semplicemente recuperare il figlio perduto di Jabba. Deve capire perché Rotta non vuole essere “salvato” nel modo previsto da chi ha organizzato la missione.
Rotta è cattivo?

Non realmente.
Essere un Hutt e soprattutto essere il figlio di Jabba spinge inevitabilmente a considerarlo un possibile villain, ma The Mandalorian and Grogu gioca intenzionalmente con questa aspettativa.
Rotta è un combattente e vive all’interno di ambienti criminali, ma non condivide la filosofia del padre.
Lucasfilm sottolinea anche un lato del personaggio molto più gentile di quello di Jabba. Rotta sviluppa un rapporto positivo con Din e soprattutto con Grogu, con il quale condivide anche momenti decisamente più leggeri.
La contrapposizione è deliberata: stesso sangue, due modi completamente diversi di vivere il potere.
Che rapporto ha Rotta con Grogu
Grogu diventa uno degli elementi che permettono di vedere Rotta al di fuori dello stereotipo dell’Hutt criminale.
I due sviluppano rapidamente una certa sintonia e Rotta si dimostra molto più amichevole di quanto il suo aspetto possa inizialmente suggerire.
Ma Grogu diventa importante soprattutto quando la situazione precipita.
Durante lo scontro finale usa la Forza per aiutare Rotta e impedirne la morte, rafforzando ulteriormente il legame nato durante la missione.
È un passaggio significativo anche dal punto di vista tematico.
Rotta è il figlio di uno dei più famosi criminali di Star Wars. Grogu è il giovane apprendista di un Mandaloriano che per anni ha vissuto lavorando come cacciatore di taglie. Entrambi stanno crescendo lontano dalle identità che qualcuno avrebbe potuto scegliere per loro.
Rotta the Hutt muore?
No, Rotta sopravvive a The Mandalorian and Grogu.
Il film porta il personaggio molto vicino alla morte durante lo scontro che coinvolge gli Hutt rivali, ma Din Djarin e soprattutto Grogu contribuiscono a salvarlo.
È importante perché il ritorno di Rotta non viene utilizzato come semplice nostalgia legata a The Clone Wars.
Lucasfilm lascia il personaggio vivo e soprattutto gli assegna una nuova direzione narrativa.
Il figlio di Jabba potrebbe quindi tornare ancora.
Che fine fa Rotta alla fine di The Mandalorian and Grogu
Il vero finale della storia di Rotta non consiste nella conquista del vecchio dominio di Jabba.
Accade praticamente il contrario.
Dopo aver dimostrato di non voler seguire il percorso del padre, Rotta guarda verso la Nuova Repubblica e verso una possibile nuova vita lontana dal clan Hutt.
StarWars.com descrive esplicitamente il suo futuro come compatibile con un possibile ruolo al servizio della Nuova Repubblica.
Non significa necessariamente che Rotta sia già diventato un soldato o un membro stabile delle sue forze, ma il messaggio narrativo è molto chiaro: il personaggio ha finalmente spezzato il legame tra il proprio cognome e il destino che gli altri immaginavano per lui.
Il figlio di Jabba non diventa il nuovo Jabba.
Decide di essere Rotta.
Chi dà la voce a Rotta the Hutt
Nella versione originale di The Mandalorian and Grogu, Rotta è interpretato vocalmente da Jeremy Allen White, protagonista di The Bear.
Si tratta di un’altra differenza rispetto alla sua prima apparizione.
Nel film animato The Clone Wars del 2008, il piccolo Rotta aveva la voce di David Acord, che nel nuovo film continua a lavorare nell’universo di Star Wars come sound designer.
Jeremy Allen White interpreta quindi la versione adulta del personaggio, contribuendo a trasformare quello che nel 2008 era essenzialmente un piccolo Hutt da salvare in una vera personalità autonoma.
Perché Rotta è così muscoloso
L’aspetto di Rotta ha attirato immediatamente l’attenzione perché è molto diverso dall’immagine tradizionale degli Hutt associata soprattutto a Jabba.
La spiegazione è dentro la sua stessa storia.
Rotta ha trascorso parte della propria vita adulta combattendo nelle arene di Shakari. È diventato un campione dei Pits e il suo corpo riflette quindi un’esistenza completamente diversa da quella sedentaria e aristocratica del padre.
Anche visivamente Lucasfilm comunica così la distanza tra i due.
Jabba comandava dal proprio palazzo.
Rotta combatte in prima persona.
Rotta potrebbe tornare ancora in Star Wars?
Il film non chiude definitivamente la sua storia.
Anzi, il fatto che Rotta sopravviva, abbia abbandonato l’eredità di Jabba e sia potenzialmente pronto a collaborare con la Nuova Repubblica crea diverse possibilità per il futuro.
Lucasfilm potrebbe utilizzarlo come alleato di Din Djarin e Grogu oppure inserirlo nuovamente nelle storie dedicate al mondo criminale della galassia.
La cosa più interessante è che Rotta permette agli Hutt di esistere in Star Wars senza riproporre semplicemente un nuovo Jabba.
Il personaggio rappresenta quasi una negazione di suo padre: appartiene alla stessa famiglia, porta con sé la stessa eredità e potrebbe reclamarne il potere, ma sceglie una strada completamente diversa.
Ed è proprio per questo che il ritorno del piccolo “Stinky” di The Clone Wars si è trasformato in qualcosa di molto più importante di un semplice cameo.