Quentin Tarantino torna a criticare Hollywood, ma salva The Rip, thriller poliziesco Netflix con Ben Affleck e Matt Damon. Il regista ha indicato il film di Joe Carnahan come una delle rare opere recenti capaci di catturarlo, mentre il cinema mainstream continua a sembrargli privo di rischio e personalità.
Quentin Tarantino promuove The Rip: cosa ha apprezzato

Quentin Tarantino ha lodato The Rip per suspense, regia, cast e scrittura. Il film Netflix, diretto da Joe Carnahan, viene descritto dal regista come un thriller poliziesco solido, costruito su una premessa efficace e sostenuto dalla sceneggiatura firmata da Carnahan con Michael McGrale.
Il giudizio pesa perché Tarantino, autore legato a film come Pulp Fiction, negli ultimi anni ha espresso più volte un rapporto complicato con la produzione contemporanea. Nel caso di The Rip, invece, cita anche il lavoro visivo del direttore della fotografia Juan Miguel Azpiroz e la tenuta complessiva del racconto.
The Rip ha inoltre registrato una partenza forte su Netflix, con circa 41,6 milioni di visualizzazioni al debutto. Il dato conferma quanto il crime thriller con star riconoscibili resti una formula centrale per la piattaforma, soprattutto quando il progetto unisce nomi come Affleck e Damon.
Hollywood secondo Tarantino: perché il giudizio è così duro
Il commento positivo su The Rip arriva insieme a un attacco netto al sistema hollywoodiano recente. Tarantino ha parlato di film spesso indeboliti da ricerca del consenso, scelte di casting discutibili, implausibilità narrative e mancanza di gusto produttivo.
Il regista ha spiegato di trovare più stimolante leggere un libro che guardare molte uscite recenti. Una posizione estrema, ma coerente con il suo percorso: Quentin Tarantino ha costruito la propria identità su cinema di genere, scrittura dialogica e controllo autoriale, elementi che considera meno presenti nella filiera industriale attuale.
Tra le eccezioni recenti, Tarantino ha citato anche West Side Story di Steven Spielberg e i due capitoli di Horizon: An American Saga di Kevin Costner. Il dato interessante non è solo la lista, ma il criterio: opere riconoscibili per impronta registica, struttura narrativa e ambizione produttiva.
The Rip, Netflix e il futuro di Quentin Tarantino
Il caso The Rip si inserisce in una fase sospesa della carriera di Tarantino. Dopo l’abbandono di The Movie Critic, progetto che avrebbe potuto diventare il suo decimo film, il regista ha spostato l’attenzione verso il teatro, con The Popinjay Cavalier atteso nel West End londinese nel 2027.
La scelta ha riaperto il dibattito sul futuro del suo cinema, già affrontato nel nostro speciale sui 61 anni di Quentin Tarantino e nelle precedenti ipotesi legate a Brad Pitt in The Movie Critic. Il decimo film resta senza titolo ufficiale e senza calendario.
Il punto ora è capire se l’elogio a The Rip resterà un caso isolato o se segnalerà un interesse più concreto verso un cinema di genere adulto, teso e meno addomesticato dagli algoritmi. Per Netflix è una promozione pesante; per Hollywood, una critica che arriva da uno dei suoi autori meno disposti a mediare.