Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Cinema
Cinema · Notizie

Primetime è nato da un Cameo da 40 dollari: la strana origine del film con Pattinson

5 min di lettura
Primetime

Primetime, il film A24 con Robert Pattinson nei panni di Chris Hansen, ha un’origine molto più strana di quanto suggerisca il suo soggetto: tutto è partito da un video Cameo da 40 dollari. Lance Oppenheim ha raccontato che nel 2024 sua moglie gli regalò per scherzo un messaggio personalizzato di Hansen. Il regista rimase colpito non tanto dal video in sé, quanto dal modo in cui il giornalista aveva trasformato la propria immagine televisiva in una persona pubblica quasi inseparabile dal meme.

La coincidenza successiva sembra scritta per un film: circa due settimane dopo Oppenheim incontrò Robert Pattinson e gli mostrò quel Cameo. Altre due settimane più tardi, durante una festa di compleanno dell’attore, il produttore Brighton McCloskey gli parlò di una sceneggiatura su To Catch a Predator. Oppenheim la lesse in macchina, nel cuore della notte, e capì di volerla dirigere. Il regista ha ricostruito questa sequenza parlando della nascita di Primetime e del Cameo di Chris Hansen.

Robert pattinson, protagonista di primetime
Robert Pattinson interpreta Chris Hansen in Primetime.

Il regalo da 40 dollari che ha acceso l’idea di Primetime

Oppenheim aveva già un rapporto particolare con To Catch a Predator. Da ragazzino lo aveva scoperto anche attraverso parodie, clip online e meme, senza capire subito dove finisse il giornalismo e dove iniziasse lo spettacolo. Proprio quella confusione sarebbe diventata anni dopo una delle chiavi di Primetime.

Pubblicità

Nel Cameo, Hansen si rivolgeva direttamente a Oppenheim, gli faceva gli auguri per il suo precedente documentario Spermworld e riprendeva alcuni dei modi di dire che il pubblico associa da anni al suo personaggio televisivo. Per il regista era un cortocircuito: una figura nata come giornalista investigativo stava vendendo, per poche decine di dollari, una versione consapevole della propria immagine diventata virale.

Oppenheim ha sintetizzato il punto spiegando che a interessarlo era il passaggio da persona a personaggio pubblico. Non voleva semplicemente raccontare Hansen: voleva capire cosa succede quando una figura reale viene assorbita da vent’anni di televisione, parodie, meme, clip e ricordi collettivi.

Due settimane dopo entra in scena Robert Pattinson

La storia diventa ancora più improbabile quando entra in scena Pattinson. Oppenheim racconta di averlo incontrato circa due settimane dopo aver ricevuto il Cameo e di avergli mostrato il video quasi per caso. L’attore conosceva Hansen e il fenomeno televisivo, quindi la conversazione trovò subito un terreno comune.

Poi arrivò un’altra coincidenza. A una festa di compleanno di Pattinson, il produttore Brighton McCloskey disse a Oppenheim che esisteva una sceneggiatura che avrebbe dovuto leggere. Sul frontespizio compariva proprio To Catch a Predator. Il regista racconta di essersi allontanato dalla festa, aver preso il telefono e aver letto il testo in macchina, intorno all’una e mezza di notte.

È in quel momento che la curiosità nata dal Cameo trovò una forma narrativa. La sceneggiatura non gli sembrava un biopic tradizionale, ma qualcosa di più vicino a un incubo mediatico: una storia sul confine tra informazione, giustizia, spettacolo e desiderio di diventare parte della cultura pop.

Perché Oppenheim non voleva fare un semplice biopic di Chris Hansen

Primetime è presentato come un film ispirato a eventi reali, non come una ricostruzione documentaria scena per scena. Questo è fondamentale per capire il progetto. Oppenheim arriva dal documentario, ma qui usa la finzione per ragionare sul modo in cui un volto televisivo può diventare più grande della persona reale.

Hansen è infatti una figura che molti spettatori conoscono anche senza aver mai visto le trasmissioni originali per intero. Frasi, posture, ingressi in scena e confronti sono stati isolati, rimontati e trasformati in linguaggio internet. Il Cameo ricevuto da Oppenheim gli fece vedere quanto quella trasformazione fosse stata interiorizzata dallo stesso protagonista.

Da qui nasce la domanda al centro del film: che cosa resta della persona quando il pubblico conosce soprattutto la sua persona mediatica? È un tema diverso dalla semplice cronaca della carriera di Hansen e spiega perché Pattinson non cerchi soltanto l’imitazione perfetta, ma interpreti una versione cinematografica costruita attorno a quella fama.

Robert pattinson, attore protagonista di primetime
Pattinson era già coinvolto come produttore e ha poi assunto il ruolo di chris hansen.

Dal Cameo al film A24

Il progetto è diventato Primetime, debutto di Oppenheim nel lungometraggio di finzione. A24 indica Robert Pattinson, Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers tra gli interpreti principali e conferma il debutto statunitense del 25 settembre 2026 nella scheda ufficiale del film.

Per chi vuole sapere data italiana, cast completo, trama e durata, abbiamo raccolto tutto nel nostro approfondimento su Primetime con Robert Pattinson. Il film arriva nei cinema italiani il 15 ottobre 2026 con I Wonder Pictures.

Il titolo è passato anche dalla Mostra del Cinema di Venezia: per collocarlo nel percorso dei film presentati al Lido puoi consultare anche la nostra guida ai film di Venezia 2026 e alle uscite italiane.

La parte più strana della storia è che non esisteva ancora il film

Il dettaglio che rende il retroscena così efficace è l’ordine degli eventi. Quando Oppenheim ricevette il Cameo nel 2024, secondo il suo racconto non aveva ancora ricevuto la sceneggiatura di Primetime. Non stava facendo ricerca per il film e non stava cercando un modo per avvicinarsi a Hansen: era semplicemente un regalo scherzoso.

Solo dopo arrivarono Pattinson, la conversazione sul video e la sceneggiatura. Per questo il regista descrive quella sequenza quasi come una coincidenza inevitabile. Il Cameo non ha scritto Primetime, ma ha dato a Oppenheim la lente con cui leggere quel copione: non soltanto la storia di un programma televisivo controverso, bensì quella di un uomo diventato contemporaneamente giornalista, personaggio e meme.

In altre parole, il film con Pattinson nasce da un oggetto di cultura internet prima ancora che da una ricerca cinematografica. Un video personalizzato da 40 dollari ha messo a fuoco il tema che Oppenheim avrebbe poi riconosciuto nella sceneggiatura: la distanza sempre più sottile tra una persona reale e l’immagine che il pubblico costruisce attorno a lei.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.