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Anticipazioni · Cinema

Parthenope di Sorrentino in concorso a Cannes 77

Il nuovo film del regista italiano Premio Oscar sarà presentato in anteprima mondiale al 77° Festival di Cannes

2 min di lettura
Parthenope

Parthenope, del regista premio Oscar® Paolo Sorrentino, sarà presentato in anteprima mondiale al 77° Festival di Cannes. Nel cast del film troviamo, in ordine alfabetico, Dario Aita, Celeste Dalla Porta, Silvia Degrandi, Isabella Ferrari, Lorenzo Gleijeses, Biagio Izzo, Marlon Joubert, Peppe Lanzetta, Nello Mascia, Gary Oldman, Silvio Orlando, Luisa Ranieri, Daniele Rienzo, Stefania Sandrelli e Alfonso Santagata.

Parthenope di sorrentino in concorso a cannes 77
Set of a new movie by Paolo Sorrentino. In the picture Celeste Dalla Porta. and Stefania Sandrelli. Photo by Gianni Fiorito

Parthenope, girato tra Napoli e Capri, è una co-produzione Italia-Francia. Scritto e diretto da Paolo Sorrentino, è un film Fremantle prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, una società del gruppo Fremantle, Anthony Vaccarello per Saint Laurent, Paolo Sorrentino per Numero 10 e Ardavan Safaee per Pathé.

Parthenope di sorrentino in concorso a cannes 77

Daria D’antonio riveste il ruolo di direttore della fotografia, il Costume Artistic Director è Anthony Vaccarello per Saint Laurent, il costumista è Carlo Poggioli, il montatore è Cristiano Travaglioli, lo scenografo è Carmine Guarino, il casting è di Annamaria Sambucco e Massimo Appolloni. Le vendite internazionali di Parthenope saranno gestite da Fremantle.

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La sinossi di Parthenope

Parthenope di sorrentino in concorso a cannes 77

Il film racconta, nelle parole di Paolo Sorrentino, Il lungo viaggio della vita di Parthenope, dal 1950, quando nasce, fino a oggi. Un’epica del femminile senza eroismi, ma abitata dalla passione inesorabile per la libertà, per Napoli e gli imprevedibili volti dell’amore. I veri, gli inutili e quelli indicibili, che ti condannano al dolore. E poi ti fanno ricominciare. La perfetta estate di Capri, da ragazzi, avvolta nella spensieratezza. E l’agguato della fine. Le giovinezze hanno questo in comune: la brevità.

E poi tutti gli altri, i napoletani, vissuti, osservati, amati, uomini e donne, disillusi e vitali, le loro derive malinconiche, le ironie tragiche, gli occhi un po’ avviliti, le impazienze, la perdita della speranza di poter ridere ancora una volta per un uomo distinto che inciampa e cade in una via del centro. Sa essere lunghissima la vita, memorabile o ordinaria. Lo scorrere del tempo regala tutto il repertorio di sentimenti. E lì in fondo, vicina e lontana, questa città indefinibile, Napoli, che ammalia, incanta, urla, ride e poi sa farti male.

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