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Moulin riporta László Nemes nella Francia occupata

Il regista de Il figlio di Saul torna a Cannes con un thriller storico sulla Resistenza francese

Massimo 2 settimane fa 4
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Contenuti
Moulin racconta Jean Moulin attraverso un thriller storicoLászló Nemes usa la Resistenza francese per parlare del presenteCannes 2026 rilancia il cinema storico europeo

Moulin segna il ritorno di László Nemes al Festival di Cannes undici anni dopo Il figlio di Saul. Il regista ungherese porta in concorso un nuovo film ambientato durante la Seconda guerra mondiale, concentrato sugli ultimi giorni del leader della Resistenza francese Jean Moulin.

Moulin racconta Jean Moulin attraverso un thriller storico

Moulin riporta László Nemes nella Francia occupata

Più che un classico biopic, Moulin sceglie una struttura narrativa concentrata sugli ultimi 10 giorni prima della morte di Jean Moulin. Il film segue il confronto tra il dirigente della Resistenza e Klaus Barbie, ufficiale nazista noto come il macellaio di Lione.

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Nemes costruisce il racconto come un thriller psicologico e politico, alternando tensione da spy story e riflessione morale. Gilles Lellouche interpreta Jean Moulin, mentre Lars Eidinger veste i panni di Barbie con un approccio distante dalle rappresentazioni caricaturali spesso viste nel cinema bellico.

Il regista aveva già affrontato la memoria dell’Olocausto con Il figlio di Saul, vincitore del Grand Prix a Cannes e dell’Oscar come miglior film internazionale nel 2016. Con Moulin, Nemes torna a lavorare sul rapporto tra totalitarismo, paura e responsabilità individuale.

Il Festival di Cannes 2026 continua a ospitare opere fortemente politiche e storiche, tema presente anche nel dibattito sulla libertà artistica affrontato in Demi Moore a Cannes 2026 contro l’autocensura nel cinema.

László Nemes usa la Resistenza francese per parlare del presente

Nemes ha spiegato più volte di sentirsi personalmente legato al tema della perdita della libertà. Nato in Ungheria, il regista ha vissuto parte dell’infanzia sotto il regime comunista prima della caduta del Muro di Berlino, esperienza che continua a influenzare il suo cinema.

Moulin non si limita a ricostruire eventi storici. Il film prova a riflettere sul modo in cui le società democratiche reagiscono davanti alla crescita dell’autoritarismo. La figura di Jean Moulin viene mostrata come simbolo di scelta morale più che come eroe tradizionale.

Il progetto è prodotto da Alain Goldman con Pitchipoï Productions e TF1 Films Production. Si tratta del primo lungometraggio in lingua francese diretto da Nemes, elemento che segna anche un’evoluzione importante nella sua carriera internazionale.

Il cinema europeo continua a utilizzare la Seconda guerra mondiale come strumento per rileggere il presente. Lo stesso Festival di Cannes ospita quest’anno diversi film ambientati durante il conflitto, segno di un interesse ancora forte verso le radici politiche dell’Europa contemporanea.

Cannes 2026 rilancia il cinema storico europeo

Negli ultimi anni il cinema storico europeo ha trovato nuova centralità nei festival internazionali grazie a produzioni che uniscono ambizione autoriale e forte impatto politico. Moulin si inserisce in questo filone insieme a opere francesi e tedesche dedicate alla memoria del Novecento.

Anche il pubblico sembra tornare verso storie legate alla storia europea e ai conflitti del passato, soprattutto quando vengono raccontate con linguaggi moderni e tensione narrativa. Il percorso festivaliero di Moulin potrebbe influenzare anche la prossima stagione premi, già osservata dopo gli Oscar 2026 e i recenti David di Donatello 2026.

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