Marjane Satrapi è morta a 56 anni, lasciando una filmografia compatta ma decisiva per il rapporto tra cinema, autobiografia e memoria politica. Autrice franco-iraniana, fumettista e regista, Satrapi aveva trasformato i propri graphic novel in film capaci di parlare al pubblico internazionale senza perdere radice personale.
Il suo nome resta legato soprattutto a Persepolis, adattamento animato firmato con Vincent Paronnaud, e a Pollo alle prugne, passaggio al live action presentato alla Mostra di Venezia. Due opere diverse per linguaggio, unite dallo stesso sguardo sulla storia iraniana, sull’esilio e sulle ferite intime.
Marjane Satrapi: perché Persepolis resta il suo film chiave

Marjane Satrapi ha portato Persepolis al cinema nel 2007, codirigendo con Vincent Paronnaud un film d’animazione tratto dal suo romanzo grafico autobiografico. La pellicola racconta l’infanzia a Teheran durante la rivoluzione islamica e la crescita in Europa, legando formazione personale e storia collettiva.
Il film vinse il Premio della Giuria a Cannes e ottenne una candidatura agli Oscar come miglior film d’animazione. La sua forza stava nella scelta del bianco e nero, nella sintesi grafica e in una narrazione capace di rendere accessibile la repressione senza trasformarla in lezione scolastica.
Nel cast vocale francese figuravano Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni, due presenze che legano Persepolis alla tradizione del cinema europeo. Per un profilo sul peso divistico di Deneuve, il nostro approfondimento su Catherine Deneuve aiuta a collocare quel casting dentro una storia più ampia.
Da Pollo alle prugne a Radioactive: cosa cambia nel suo cinema
Dopo Persepolis, Satrapi tornò ai propri fumetti con Pollo alle prugne, film del 2011 interpretato da attori in carne e ossa. Al centro c’è Nasser Ali Khan, musicista iraniano che si lascia morire dopo la perdita del suo tar, strumento che contiene memoria, identità e amore irrisolto.
La traiettoria successiva la portò fuori dall’autobiografia diretta. The Voices, del 2014, è una commedia nera in lingua inglese con Ryan Reynolds e Anna Kendrick. Radioactive, del 2019, ricostruisce invece la figura di Marie Curie con Rosamund Pike, spostando l’interesse della regista verso la biografia scientifica e il racconto di una donna fuori norma.
Il percorso distributivo italiano di Persepolis passa anche da BIM Distribuzione, realtà che in anni diversi ha sostenuto la circolazione di molto cinema d’autore, come ricordato nel nostro pezzo su BIM Distribuzione e MYmovies.
L’eredità politica e cinematografica di Marjane Satrapi
La morte di Satrapi arriva dopo una fase di forte esposizione pubblica. Nel 2024 aveva ricevuto il Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umane, mentre nel 2025 aveva rifiutato la Legion d’onore francese criticando l’atteggiamento di Parigi verso l’Iran.
Il suo cinema resta legato a una domanda precisa: come raccontare la Storia quando passa attraverso il corpo, la lingua e la memoria di chi è costretto a partire? Da Persepolis a Radioactive, Satrapi ha risposto con forme diverse, lasciando un archivio breve ma difficile da ridurre a una sola etichetta.