La vita da grandi è ispirato alla storia vera di Damiano e Margherita Tercon, fratello e sorella che da anni raccontano con ironia e consapevolezza l’autismo, l’autonomia e il rapporto tra siblings. Il film di Greta Scarano non è però una biografia scena per scena: Irene e Omar nascono dalla loro esperienza, mentre molti eventi e personaggi sono stati rielaborati per il cinema.
La storia torna al centro dell’attenzione perché La vita da grandi va in onda giovedì 10 settembre 2026 alle 21:30 su Rai 1. Prima della visione, ecco cosa viene dalla realtà, chi sono i fratelli Tercon e cosa cambia nel film con Matilda De Angelis e Yuri Tuci.
| Nel film | Nella realtà |
|---|---|
| Omar | È ispirato a Damiano Tercon |
| Irene | È ispirata a Margherita Tercon |
| Omar vuole diventare autonomo | L’autonomia è uno dei temi centrali della storia pubblica di Damiano |
| Irene torna a Rimini per occuparsi del fratello | Il rapporto tra fratello autistico e sorella sibling nasce dall’esperienza dei Tercon |
| Il racconto ha una struttura da commedia | La storia reale è stata rielaborata per il cinema |
| Il film segue Irene e Omar | La principale fonte autobiografica è il libro dei fratelli Tercon |
Chi sono Damiano e Margherita Tercon
Damiano e Margherita Tercon sono fratello e sorella. Damiano è autistico e insieme a Margherita ha trasformato esperienze familiari, difficoltà, desideri e obiettivi di autonomia in un percorso artistico e divulgativo.
Il loro rapporto è diventato noto al grande pubblico anche attraverso spettacoli, televisione e contenuti online. La loro storia non ruota soltanto attorno alla diagnosi di Damiano: parla soprattutto di identità, aspirazioni, indipendenza e del modo in cui una famiglia impara a cambiare prospettiva.
La biografia ufficiale dei Terconauti ricostruisce il percorso dei due fratelli e il lavoro sviluppato insieme. È proprio questa relazione a diventare il punto di partenza del film di Greta Scarano.
La vita da grandi è una storia vera?
Sì, ma non nel senso di un biopic tradizionale. La vita da grandi prende ispirazione dalla vita di Damiano e Margherita Tercon e dal loro racconto autobiografico, poi costruisce una storia cinematografica autonoma.
Omar, interpretato da Yuri Tuci, richiama Damiano. Irene, interpretata da Matilda De Angelis, è invece modellata sulla figura di Margherita e sul punto di vista di una sorella che ha dovuto confrontarsi molto presto con responsabilità, paure e aspettative familiari.
Il film conserva quindi il nucleo emotivo della storia reale, ma non chiede allo spettatore di leggere ogni scena come la riproduzione di un episodio realmente accaduto.
Cosa c’è di vero nel rapporto tra Irene e Omar
La parte più fedele alla realtà è il tema di fondo: come cambia il rapporto tra un fratello autistico e una sorella che cerca il proprio spazio. Irene all’inizio vive lontano dalla famiglia e torna a Rimini quando la madre le chiede di occuparsi per qualche giorno di Omar.
Omar, però, non vuole essere trattato come una persona da proteggere per sempre. Vuole diventare autonomo, sposarsi, costruire una famiglia e inseguire la musica. Da qui nasce il percorso che costringe entrambi a conoscersi di nuovo.
Questa tensione tra protezione e autodeterminazione viene dalla storia dei Tercon. Il film la rende più compatta e narrativa, ma mantiene il punto centrale: l’autonomia non coincide con l’assenza di sostegno e la relazione familiare può cambiare quando si smette di decidere al posto dell’altro.
Il libro che ha ispirato La vita da grandi
Una delle basi del progetto è Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale, il libro scritto da Damiano e Margherita Tercon. Il titolo anticipa già il tono che il film conserva: parlare di autismo senza trasformare ogni momento in un racconto pietistico.
Greta Scarano ha spiegato di essere arrivata alla storia dei Tercon prima attraverso il loro percorso pubblico e poi attraverso il libro. Da quel materiale è nato un film che usa la commedia per raccontare due persone, non una diagnosi.
Cosa cambia tra la storia vera e il film
La differenza principale è che Irene e Omar non sono copie letterali di Margherita e Damiano. I nomi cambiano e la sceneggiatura costruisce un arco narrativo preciso, con incontri, conflitti e obiettivi pensati per il film.
Anche il percorso di Irene viene modellato per dare alla protagonista una trasformazione personale. Il suo ritorno a Rimini non serve soltanto a occuparsi di Omar: la costringe a interrogarsi sulle scelte fatte da adulta, sui sogni lasciati indietro e sul posto che vuole avere nella propria famiglia.
Omar, allo stesso modo, concentra in un unico personaggio desideri e battaglie che nella vita reale si sono sviluppati lungo un percorso più ampio. Il risultato è una storia ispirata a fatti reali, ma libera di utilizzare gli strumenti della commedia.
Yuri Tuci e la scelta del protagonista
Un elemento importante del film riguarda il casting di Omar. Yuri Tuci è un attore autistico e interpreta un personaggio autistico, una scelta che permette al film di lavorare sulla rappresentazione senza affidarsi soltanto all’imitazione esterna di comportamenti e caratteristiche.
Accanto a lui Matilda De Angelis costruisce Irene come una sorella che non possiede subito tutte le risposte. Il rapporto funziona proprio perché entrambi devono rivedere l’idea che hanno dell’altro.
Nel nostro approfondimento su La vita da grandi e il rapporto tra Irene e Omar trovi anche le dichiarazioni del cast e della regista sul percorso che ha portato il progetto sullo schermo.
Quando vedere La vita da grandi in TV
La vita da grandi va in onda giovedì 10 settembre 2026 alle 21:30 su Rai 1. Il film è inserito nella programmazione ufficiale di RaiPlay, dove la diretta consente di seguirlo anche online.
Per chi lo scopre con il passaggio televisivo, la chiave più utile resta questa: La vita da grandi nasce da una storia vera, ma non ricostruisce fedelmente la vita dei Tercon. Usa la loro esperienza per raccontare autonomia, famiglia e diritto di immaginare il proprio futuro.
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