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LA TERRA DEGLI ALBERI CADUTI: Viaggio nell’illegalità messicana, visto dagli occhi di un giornalista italiano

Claudio Cordova, documentarista e giornalista calabrese, ci porta in Messico per farci conoscere la realtà dei Desaparecidos e raccontarci come il Messico sia ormai governato dai cartelli della droga. Negli ultimi tempi il Messico è tornato alla ribalta grazie all’uscita di serie TV dedicati alla storia di Pablo Escobar come Narcos o Escobar – Il fascino del…

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Desaparecidos

Claudio Cordova, documentarista e giornalista calabrese, ci porta in Messico per farci conoscere la realtà dei Desaparecidos e raccontarci come il Messico sia ormai governato dai cartelli della droga.

Negli ultimi tempi il Messico è tornato alla ribalta grazie all’uscita di serie TV dedicati alla storia di Pablo Escobar come Narcos o Escobar – Il fascino del male con Javier Bardem, ma anche al recentissimo Soldado di Stefano Sollima che racconta della tratta di persone che vogliono attraversare il confine per cercare una vita migliore negli Stati Uniti.

Pochi però raccontano dei Desaparecidos, una piaga presente e terribile ma quasi completamente ignorata dai media internazionali, a causa anche di una libertà di stampa ben più compressa che porta molti giornalisti messicani a tacere per paura di ripercussioni da parte dei cartelli o addirittura dello stesso Stato.

E così ci ha pensato un italiano, il giornalista Claudio Cordova, assieme al regista Antonio Morelli che sono andati a documentare il problema direttamente in Messico, terra dove negli ultimi anni sono sparite nel nulla oltre 32 mila persone, più di quante ne siano sparite in Cile e in Argentina fra gli anni ’70 e ’80.

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La terra degli alberi caduti: viaggio nell'illegalità messicana, visto dagli occhi di un giornalista italiano
Il giornalista claudio cordova alla presentazione del suo documentario

Il dramma dei Desaparecidos, raccontato dalle famiglie degli stessi, ci dice che a causa di un governo, controllato quasi del tutto dai cartelli della droga che sono in parte in accordo con alcuni organi dello Stato, non c’è più la possibilità di raccontare del problema senza rischiare di vedersi rapire i figli da sotto gli occhi, a volte dalla stessa polizia. E diventa inutile chiedere aiuto allo Stato in quanto, grazie ad una magistratura corrotta che ha portato il tasso di impunità ad oltre il 90%.

Nonostante questo, il Messico viene ancora definito una meta turistica di altissimo livello e viene pubblicizzata come meta di svago e divertimento, con spiagge bellissime e assolate, ma è evidente che questo cono d’ombra va allargandosi e la speranza è che si cominci a fare qualcosa e presto tutto rimanga solo un argomento per un film o una serie TV.

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