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L’isola dei ricordi: cos’è la Manananggal? La creatura spiegata

La creatura del folklore filippino che entra nel mondo fantastico di Nakali

3 min di lettura
L'isola dei ricordi

La Manananggal di L’isola dei ricordi viene dal folklore filippino. È una delle creature più riconoscibili della tradizione popolare delle Filippine e il film DreamWorks la inserisce nel mondo di Nakali insieme ad altre figure legate alle storie che Jo e Raissa conoscono fin dall’infanzia.

Il dettaglio è importante perché Nakali non è costruita come un’isola fantastica generica: il film usa miti e creature filippine per collegare l’avventura alla memoria familiare e culturale delle protagoniste. Se preferisci una valutazione senza spoiler, trovi anche la nostra approfondimento su Il robot selvaggio.

Jo con una creatura di nakali in l'isola dei ricordi
Le creature di nakali richiamano il folklore filippino al centro del film.

Cos’è la Manananggal?

Nelle versioni tradizionali più diffuse del folklore filippino, la Manananggal è una creatura mostruosa capace di separare la parte superiore del corpo da quella inferiore e di muoversi in volo durante la notte. Viene spesso descritta con ali simili a quelle di un pipistrello e appartiene a un insieme di racconti che hanno assunto forme diverse nelle varie regioni delle Filippine.

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Come accade con molte figure del folklore, non esiste una sola versione definitiva del mito. Caratteristiche, paure associate alla creatura e modi per contrastarla possono cambiare da racconto a racconto. Il film prende quindi un’immagine culturale riconoscibile e la adatta al proprio linguaggio d’animazione.

Perché la Manananggal è in L’isola dei ricordi?

DreamWorks presenta Forgotten Island, titolo originale di L’isola dei ricordi, come un’avventura che porta Jo e Raissa nel mondo fantastico di Nakali. Nel film le creature non funzionano soltanto come ostacoli: sono parte delle storie e dell’immaginario culturale che le due ragazze hanno ereditato.

Questo collega direttamente il folklore al tema principale della memoria. Jo e Raissa rischiano di perdere ricordi condivisi proprio in un luogo costruito anche con racconti tramandati. Dimenticare Nakali significa quindi perdere qualcosa di più di una singola avventura.

Jo e raissa sull'isola di nakali
Nakali trasforma miti, ricordi e paure in un mondo fantastico.

Nakali esiste nella mitologia filippina?

Nakali è il mondo fantastico costruito dal film, mentre la Manananggal deriva dal folklore filippino. È una distinzione utile: L’isola dei ricordi non vuole ricostruire un singolo mito tradizionale, ma combina una nuova ambientazione con figure e suggestioni culturali riconoscibili.

Il trailer italiano ufficiale di Universal Pictures International Italy mostra proprio l’impostazione dell’avventura, in cui Jo e Raissa attraversano un ambiente popolato da creature e regole che non appartengono al loro mondo quotidiano.

La Manananggal è il vero villain del film?

No, ridurre L’isola dei ricordi a uno scontro contro una singola creatura sarebbe fuorviante. La Manananggal è una presenza importante dell’immaginario di Nakali, ma il conflitto centrale resta quello legato ai ricordi e al rapporto tra Jo e Raissa.

Il film usa infatti le creature per rendere visibili paure più personali: crescere, separarsi, cambiare strada e temere che un’amicizia possa perdere significato. La mitologia rafforza questo percorso invece di sostituirlo.

Jo e raissa in una scena di l'isola dei ricordi
Il centro della storia resta l’amicizia tra jo e raissa.

Manananggal in L’isola dei ricordi, in breve

  • Origine: folklore filippino.
  • Aspetto tradizionale: creatura notturna capace di separare la parte superiore del corpo.
  • Nel film: fa parte delle creature legate al mondo di Nakali.
  • Nakali: ambientazione fantastica creata per il film.
  • Funzione narrativa: collega l’avventura ai temi di memoria, eredità culturale e crescita.

Per un altro film DreamWorks in cui il design fantastico diventa parte del racconto, puoi leggere anche il nostro approfondimento su Il Gatto con gli stivali 2: L’ultimo desiderio.

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