Sì, Instant Family è ispirato alla storia vera di Sean Anders e di sua moglie Beth, che hanno accolto e poi adottato tre fratelli attraverso il sistema statunitense di affido. Il film, però, combina la loro esperienza con quelle di altre famiglie. La differenza più evidente riguarda Lizzie: Anders non ha adottato un’adolescente come la ragazza interpretata da Isabela Moner.
Chi è la famiglia vera dietro Instant Family?
Il punto di partenza è la vita del regista e co-sceneggiatore Sean Anders. Pete ed Ellie, interpretati da Mark Wahlberg e Rose Byrne, riprendono la situazione di una coppia che si avvicina all’affido e si ritrova a crescere tre fratelli.
Nell’intervista alla Motion Picture Association, Anders chiarisce che la sceneggiatura è una finzione ispirata alla propria vita e alle storie raccolte da altre famiglie. Insieme a John Morris ha svolto un lavoro di ricerca e ascolto, oltre a utilizzare i ricordi personali.
Per leggere il giudizio sul film e sulle interpretazioni, puoi recuperare anche la nostra recensione di Instant Family.
Quanti anni avevano davvero i bambini degli Anders?
Quando Sean e Beth li incontrarono, i tre bambini avevano sei anni, tre anni e un anno e mezzo. Sono le età indicate dal regista nell’intervista diretta a Peter T. Chattaway. Non coincidevano quindi con quelle dei personaggi del film, dove la maggiore è un’adolescente.
Questa differenza cambia il modo di leggere la storia: Lizzie, Juan e Lita non sono tre ritratti fedeli dei figli del regista. Il loro nucleo familiare nasce da più esperienze riunite in una sola vicenda.

Lizzie è esistita davvero?
Lizzie è un personaggio di finzione con un’ispirazione reale. Anders racconta di aver conosciuto, durante un incontro per aspiranti genitori, un’adolescente con due fratelli più piccoli. Lui e Beth erano stati abbinati a loro, ma la ragazza scelse di non accettare il collocamento: sperava ancora di ricongiungersi con la madre biologica.
Successivamente, un’assistente sociale propose alla coppia altri tre bambini, che sarebbero diventati i loro figli. Il ricordo dell’adolescente rimase al regista e contribuì alla nascita di Lizzie. Per sviluppare il personaggio, gli sceneggiatori ascoltarono anche ragazze adottate da adolescenti e famiglie con esperienze simili.
Mark Wahlberg interpreta esattamente Sean Anders?
Pete riprende il punto di partenza del regista, ma appartiene alla storia costruita per il cinema. Presentarlo come una ricostruzione esatta di Anders significherebbe attribuire alla persona reale ogni scelta o battuta del personaggio.
Lo stesso criterio vale per Ellie e per i bambini: l’origine autobiografica spiega la vicinanza del regista al tema, senza trasformare ogni scena in un fatto documentato.
Quanto del film si può considerare realmente accaduto?
Il nucleo verificabile è l’esperienza di una coppia diventata famiglia attraverso l’affido e l’adozione di tre fratelli. Dialoghi, personaggi e situazioni sono organizzati per una commedia che intreccia difficoltà quotidiane e momenti affettuosi. Anders ha spiegato di voler raccontare anche la gioia di questi legami, insieme alle parti dolorose.
Per un altro film che trasforma un’esperienza familiare in racconto cinematografico, abbiamo approfondito anche Fatherhood e il memoir da cui è tratto. In Instant Family, invece, il confronto tra realtà e finzione parte dal racconto del regista e dalle testimonianze raccolte durante la scrittura.
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