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CinemaNotizie

Il prigioniero: Borghi è il Bey di Algeri per Amenábar

L'attore torna al cinema con un ruolo storico nel film su Cervantes, in sala dal 10 giugno con Lucky Red.

Massimo 3 mesi fa 3
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Il prigioniero Alessandro Borghi: cosa sapere sul filmBorghi cerca ancora le emozioni di ET al cinemaCervantes, Algeri e il cinema storico di Amenábar

Il prigioniero arriva in sala dal 10 giugno 2026: l’attore interpreta Hasan, il Bey di Algeri, nel nuovo film scritto e diretto da Alejandro Amenábar.

Presentato come racconto storico sulle origini creative di Miguel de Cervantes, il film riporta Borghi in un ruolo internazionale dopo una fase segnata da personaggi molto fisici e identitari, da Supersex al cinema d’autore.

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Il prigioniero Alessandro Borghi: cosa sapere sul film

Il prigioniero: borghi è il bey di algeri per amenábar

Il prigioniero Alessandro Borghi racconta la prigionia di Miguel de Cervantes ad Algeri nel 1575. Il giovane soldato, interpretato da Julio Peña, viene catturato dai corsari e trova nella scrittura un modo per resistere, attirando l’attenzione di Hasan, il governatore interpretato da Borghi.

La scheda del Torino Film Festival indica il film come una coproduzione tra Spagna e Italia, con durata di 134 minuti. Nel cast figurano anche Roberto Álamo, José Manuel Poga, Luis Callejo e Fernando Tejero.

La carriera di Borghi resta una delle più versatili del cinema italiano recente. Dal nostro ritratto di Alessandro Borghi emerge proprio questa traiettoria: ruoli popolari, prove fisiche e una crescente attenzione per progetti internazionali.

Borghi cerca ancora le emozioni di ET al cinema

Durante la presentazione romana del film, Borghi ha collegato il proprio rapporto con la sala alle emozioni provate da bambino davanti a ET, I Goonies e Toy Story. Il punto non è la nostalgia, ma il bisogno di ritrovare quella trasformazione che il cinema prometteva quando le luci si spegnevano.

Il riferimento pesa perché arriva da un attore che ha attraversato linguaggi molto diversi. Dopo l’esposizione globale di Supersex con Alessandro Borghi nei panni di Rocco Siffredi, Il prigioniero lo sposta in un territorio storico, letterario e più trattenuto.

Il personaggio di Hasan non è solo il carceriere di Cervantes. È l’uomo che riconosce nel prigioniero un potere diverso: quello del racconto. La relazione tra i due diventa così il centro emotivo del film di Amenábar.

Cervantes, Algeri e il cinema storico di Amenábar

Il film parte da un dato biografico reale: Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte, fu prigioniero ad Algeri per anni dopo essere stato catturato nel Mediterraneo. La figura dello scrittore è ricostruita anche nella pagina dedicata a Miguel de Cervantes.

Amenábar usa questo episodio per raccontare la nascita di uno sguardo: un uomo ferito, rinchiuso, che trasforma la paura in narrazione. La scelta di Borghi come Bey di Algeri aggiunge al film una tensione precisa tra potere, fascino e minaccia.

Per Borghi, Il prigioniero può segnare un’altra tappa nel passaggio da volto forte del cinema italiano ad attore capace di muoversi in produzioni europee di respiro più ampio. La domanda, ora, è se il pubblico italiano seguirà questa svolta anche in sala.

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