Brad Pitt è pronto a tornare nel ruolo di Cliff Booth per David Fincher, che avrebbe accettato di dirigere una sceneggiatura scritta da Quentin Tarantino come seguito del suo C’era una Volta a Hollywood. La notizia del film (che uscirebbe direttamente su Netflix) non ha ancora ricevuto conferme ufficiali, ma è stata riportata da più fonti autorevoli e non sembra essere un pesce d’aprile in leggero ritardo.
Cosa sappiamo sulla collaborazione tra Fincher e Tarantino
Secondo clamorose indiscrezioni che stanno trovando conferma in queste ore, David Fincher proseguirebbe la sua collaborazione con Netflix tornando a lavorare con Brad Pitt, che avrebbe apprezzato talmente tanto la sceneggiatura scritta da Tarantino per il suo personaggio da aver lottato per portarla sullo schermo. Tarantino ha lavorato alla sceneggiatura di The Movie Critic per mesi, prima di rinunciare a girarlo aumentando così l’attesa dei fan per il suo decimo e (teoricamente) ultimo film.

In un paio di occasioni, il regista aveva dichiarato che The Movie Critic sarebbe stato ambientato in California nel 1977, e il protagonista inizialmente traeva ispirazione da un cinico e irriverente critico cinematografico realmente esistito che poteva in parte ricordare il Travis Bickle di Taxi Driver. L’Hollywood Reporter fece sapere che Brad Pitt sarebbe probabilmente tornato a indossare i panni di Cliff Booth, il personaggio di C’era una volta a Hollywood per cui ha vinto un Oscar. Già nella novellizzazione di quel film, lo stuntman interpretato da Pitt riscopriva l’amore per la cinefilia, in uno dei capitoli iniziali.
Secondo un insider, Leonardo DiCaprio potrebbe tornare a vestire i panni di Rick Dalton in un cameo, ma per ora non si hanno conferme in tal senso. Il film non sarebbe da considerarsi un vero e proprio seguito, ma più uno spin-off.

I dubbi sull’operazione
La parabola di David Fincher (fatta eccezione per la riuscitissima serie Mindhunter) sembra essere in fase discendente da quando il regista ha iniziato a collaborare con Netflix. Non da un punto di vista tecnico, ma contenutistico, e questa notizia sembra confermare il particolare momento artistico vissuto dal regista di Zodiac e Fight Club. Non è inoltre semplice immaginarsi questa collaborazione con un altro regista di alto profilo come Tarantino: uno è un maestro del digitale, l’altro gira solamente in pellicola; Fincher da anni lavora per le piattaforme, Tarantino è un integralista della fruizione dei film in sala. I due registi hanno anche stili molto diversi.

Il regista di Pulp Fiction, inoltre, considera C’era una volta a Hollywood il proprio capolavoro e The Movie Critic (stando alle indiscrezioni degli scorsi mesi) sarebbe dovuto essere un altro lavoro molto personale nella filmografia del regista. Non può non provocare stupore la scelta di Tarantino di “cedere” la propria creatura a un altro regista ingombrante, adeguandosi anche al criticato modello distributivo dello streaming. Aspettiamo ulteriori novità e dichiarazioni su quello che, in ogni caso, si profila come uno dei progetti più strani e interessanti degli ultimi tempi.