Digger mostra Tom Cruise come il pubblico lo ha visto raramente: capelli bianchi, corporatura appesantita e un marcato accento del Sud degli Stati Uniti. Nel film di Alejandro González Iñárritu interpreta un miliardario convinto di poter salvare il mondo dal disastro provocato dalla propria azienda.
Warner Bros. porterà il film nelle sale il 2 ottobre 2026. Il primo trailer presenta una commedia satirica dalle conseguenze planetarie e segna il ritorno di Cruise a un ruolo originale lontano da Mission: Impossible, Top Gun e dagli altri franchise che hanno definito la fase più recente della sua carriera.
Digger cambia Tom Cruise: perché il ruolo è così diverso

Tom Cruise interpreta Digger Rockwell, un uomo ricchissimo, arrogante e incapace di riconoscere le proprie responsabilità. Quando un progetto della sua società provoca una catastrofe ambientale, il miliardario avvia una missione frenetica per dimostrare di essere l’unica persona in grado di riparare il danno.
La trasformazione fisica serve a rompere l’immagine dell’eroe atletico e apparentemente invulnerabile. Cruise indossa stivali, cappello da cowboy e protesi che modificano volto e corporatura. Digger parla con sicurezza assoluta, manipola chi gli sta attorno e interpreta ogni crisi come un’occasione per riaffermare la propria superiorità.
L’attore ha definito il personaggio la prova più difficile affrontata nella sua carriera. La difficoltà, questa volta, non dipende da salti in moto o sequenze girate in condizioni estreme, ma dalla necessità di rendere credibile un uomo grottesco, comico e allo stesso tempo responsabile di conseguenze potenzialmente irreversibili.
Il progetto arriva inoltre dopo l’incontro tra Tom Cruise e Steven Spielberg diventato virale, altro segnale della posizione particolare occupata dall’attore nell’industria. Digger prova però a spostare l’attenzione dalla star che difende il cinema in sala all’interprete disposto a deformare la propria immagine.
Tom Cruise aspettava Iñárritu dai tempi di Amores perros
La collaborazione nasce da un interesse lungo circa 25 anni. Cruise rimase colpito da Amores perros, esordio cinematografico di Iñárritu presentato nel 2000. L’attore ha ricordato l’uso della macchina da presa, le interpretazioni e il lavoro visivo realizzato con il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki.
Il contatto concreto arrivò diversi anni dopo. Iñárritu non inviò la sceneggiatura per posta elettronica, ma chiese a Cruise di incontrarsi personalmente. Il confronto durò più giorni e servì a definire Digger Rockwell, le sue contraddizioni e il modo in cui distorce la realtà per adattarla alla propria visione.
Il regista lavorava all’idea dalla conclusione di Revenant – Redivivo, uscito nel 2015. Ha impiegato circa dieci anni per individuare la struttura adatta a raccontarla. Digger è il suo primo lungometraggio in lingua inglese dopo quel film, che gli consegnò il secondo Oscar consecutivo per la regia dopo Birdman.
Il legame professionale tra i due aveva già avuto un momento pubblico importante nel novembre 2025, quando Iñárritu consegnò a Cruise l’Oscar onorario dell’Academy. Il riconoscimento arrivò dopo quattro candidature competitive, tre come attore e una come produttore di Top Gun: Maverick.
Il cast di Digger e la catastrofe da 18 trilioni di dollari
Attorno a Cruise, Iñárritu ha costruito un cast internazionale. John Goodman interpreta un presidente degli Stati Uniti malato, mentre Riz Ahmed, Sandra Hüller, Jesse Plemons, Michael Stuhlbarg, Sophie Wilde ed Emma D’Arcy occupano ruoli ancora in parte coperti dal riserbo.
- Tom Cruise interpreta Digger Rockwell
- John Goodman interpreta il presidente degli Stati Uniti
- Riz Ahmed fa parte dello staff presidenziale
- Sandra Hüller e Jesse Plemons completano il cast principale
- Sophie Wilde, Emma D’Arcy e Michael Stuhlbarg figurano nell’ensemble
Nel trailer, il presidente scopre che per affrontare la crisi potrebbero servire 18 trilioni di dollari. La cifra stabilisce la scala assurda della vicenda e chiarisce il tono scelto da Iñárritu: una satira sul potere economico, sulla responsabilità ambientale e sulla convinzione che chi crea un problema possa presentarsi anche come il suo salvatore.
La pagina ufficiale di Digger sul sito Warner Bros. classifica il film come commedia e conferma l’uscita cinematografica nell’ottobre 2026. Il progetto è stato girato in VistaVision, formato che rafforza l’ambizione visiva della produzione e il ritorno di Emmanuel Lubezki al fianco del regista.
Per Cruise, Digger rappresenta una verifica precisa: capire se il pubblico disposto a seguirlo negli spettacoli d’azione accetterà anche un protagonista sgradevole e deformato dalla propria ambizione. Per Iñárritu, invece, sarà il primo confronto con la commedia satirica su una scala produttiva così ampia.