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Dahomey: formidabile novità su Mubi dal 13 dicembre

Il film vincitore dell'Orso d'Oro alla Berlinale dell'acclamata regista Diop arriva in streaming

2 min di lettura
Dahomey

Dahomey, il vivace e accattivante documentario di Mati Diop, sarà disponibile in esclusiva su MUBI dal 13 dicembre 2024, come annunciato dal noto distributore globale, servizio di streaming e società di produzione. Vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale 2024, il nuovo sorprendente documentario di Mati Diop (Atlantics) approfondisce le prospettive su questioni che riguardano l’appropriazione, l’autodeterminazione e la restituzione; questo acclamato lungometraggio è uno sguardo poetico su una storia che è stata raramente raccontata.

Dahomey: formidabile novità su mubi dal 13 dicembre

Dahomey, il nuovo film di Mati Diop

“Rinvigorente e vivace… Una creativa riflessione su colonialismo, cultura, passato e presente” ★★★★ The Guardian

“Accattivante… lascia una forte impressione” ★★★★ Time Out

“Straordinario” Little White Lies

Ambientato nel novembre 2021, il film racconta dei ventisei tesori reali del Regno del Dahomey che, insieme a migliaia di altri, sono stati saccheggiati dalle truppe coloniali francesi nel 1892. Nel momento in cui questi manufatti stanno per lasciare Parigi per tornare nel loro Paese d’origine, l’attuale Repubblica del Benin, Diop si interroga su come dovrebbero essere accolti in un Paese che, nel frattempo, si è reinventato in loro assenza, e lo fa utilizzando un’eterea voce fuori campo e filmati di studenti che dibattono all’Università di Abomey-Calavi su come offrire molteplici prospettive.

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Dahomey: formidabile novità su mubi dal 13 dicembre

Profondo e coinvolgente, Dahomey utilizza tecniche di narrazione non tradizionali e avvincenti per portare il passato nel presente, offrendo una conversazione del tutto singolare, tanto affascinante quanto essenziale.

Il primo lungometraggio di Mati Diop, Atlantics (2019), ha vinto il Grand Prix al 72° Festival di Cannes, consacrando la regista come una delle figure di spicco del cinema d’essai internazionale e della nuova generazione di cinema africano della Diaspora. Il suo cinema, nomade, lirico e politico, attraversa i confini dei generi e dei formati, come estensione della sua doppia identità franco-senegalese e della sua orgogliosa creolanità. Vedremo questi aspetti anche in Dahomey.

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