Club Kid A24 è uno dei casi di mercato più rilevanti emersi da Cannes 2026: il debutto alla regia di Jordan Firstman avrebbe chiuso un accordo globale da 17 milioni di dollari dopo una gara serrata tra distributori, streamer e major interessate al film.
Club Kid A24: cosa prevede l’accordo da 17 milioni

Club Kid A24 significa diritti mondiali nelle mani dello studio americano dopo la première a Cannes. Il film, finanziato e prodotto da Topic Studios, è passato da offerte iniziali a sette cifre a una valutazione finale da 17 milioni di dollari, segno di un forte interesse industriale.
La corsa avrebbe coinvolto Mubi, Focus Features, Searchlight, Netflix e A24, con Warner Bros. interessata attraverso la nuova etichetta indie Clockwork prima del ritiro. Neon, già molto carica sul calendario 2026, sarebbe rimasta un possibile nome sullo sfondo.
La pagina del Festival di Cannes dedicata a Jordan Firstman conferma Club Kid in Un Certain Regard e descrive il film come il primo lungometraggio del regista, girato in 35 mm con un budget contenuto.
Chi è Jordan Firstman e perché Club Kid interessa il mercato
Jordan Firstman arriva a Cannes con una traiettoria insolita: autore, attore, presenza social molto riconoscibile e ora regista di un film che lo vede anche protagonista. Il suo profilo è atipico per il cinema indipendente tradizionale, ma proprio questa ibridazione rende Club Kid interessante per un distributore come A24.
La trama resta essenziale: un promotore di serate newyorkese ormai in declino è costretto a rimettere ordine nella propria vita quando arriva una presenza inattesa. Accanto a Firstman figurano Cara Delevingne, Diego Calva e Reggie Absolom, in un racconto che mescola dramedy, cultura queer, nightlife e paternità imprevista.
L’operazione si collega a una Cannes in cui i titoli fuori dalla competizione principale possono comunque generare forte rumore commerciale. Nello stesso ecosistema festivaliero, il pubblico sta seguendo anche produzioni di genere come Gentle Monster con Léa Seydoux a Cannes, a conferma di un mercato molto attento ai film con identità riconoscibile.
Perché A24 punta su Club Kid dopo Cannes
Per A24, Club Kid può funzionare su più livelli: film da festival, possibile titolo generazionale, racconto urbano con cast noto e prodotto abbastanza accessibile da poter crescere con una campagna mirata. Non è il classico acquisto solo da prestigio, perché il soggetto ha anche una spendibilità commerciale.
La cifra da 17 milioni non va letta solo come prezzo d’acquisto. Include una scommessa sul posizionamento internazionale, sulla finestra theatrical e sulla capacità di trasformare il passaggio a Cannes in una narrativa distributiva. A24 ha costruito parte della propria identità proprio su questa combinazione tra film d’autore e comunicazione pop.
Il confronto con altri fenomeni recenti aiuta a capire il quadro: un titolo come Michael tra i successi musicali del 2026 vive di riconoscibilità immediata, mentre Club Kid deve costruire il proprio pubblico attraverso festival, recensioni e immagine del distributore.
Cannes 2026 e il ritorno delle grandi aste indipendenti
Il caso Club Kid indica che Cannes resta un mercato decisivo anche per film non pensati come blockbuster. Quando più compratori entrano sulla stessa opera, il festival diventa un acceleratore di valore: la proiezione crea reputazione, la stampa costruisce urgenza e l’asta misura quanto un distributore crede nel potenziale del titolo.
Ora la partita si sposta sulla strategia di uscita. A24 dovrà decidere se trattare Club Kid come titolo da stagione premi, come commedia drammatica di culto o come film queer urbano capace di parlare a un pubblico più giovane. La risposta dirà molto anche sul modo in cui il cinema indipendente americano sta cercando spazio tra sala, streaming e festival.