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C’era una volta… l’eccidio di Charles Manson

Cronaca della più lunga notte a Cielo Drive

charles manson
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Nella notte tra l’8 e il 9 agosto 1969, la brutalità criminale di Charles Manson bussa alla porta di una splendida residenza sulle colline di Bel Air e a Cielo Drive il sogno si infrange

Quentin Tarantino, con C’era una volta…a Hollywood, ci racconta una favola, rielabora con delicatezza e grinta una storia che purtroppo non ha avuto affatto un lieto fine. A cinquant’anni dalla vicenda che ha cambiato per sempre la vita di Roman Polanski e spezzato l’esistenza di sua moglie Sharon Tate e del figlio che stavano aspettando, distruggendo l’innocenza di una intera generazione cinematografica, vi sono ancora molti aspetti ignoti, dunque ho raccolto più informazioni possibili ed ho ricostruito la notte del 9 agosto 1969.

Roman era lontano e sarebbe tornato a casa il 12 agosto, era in Inghilterra per lavoro poiché aveva appena terminato le riprese di Rosemary’s Baby, ma la casa al 10050 di Cielo Drive non era mai vuota e Sharon non era mai sola. Con lei, l’inseparabile ex fidanzato, diventato migliore amico della coppia Jay Sebring ed una coppia di amici: il parrucchiere, aspirante sceneggiatore di Polanski, Wojciech Frykowski e la sua fidanzata Abigail Folger, figlia di Peter Folger proprietario dell’industria del caffè Folgers.

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Nella casa di Sharon e Roman, avevano abitato il produttore discografico Terry Melcher, la sua compagna Candice Bergen ed il musicista Mark Lindsay. L’aspirante musicista Charles Manson era stato da Terry con lo scopo di fare un provino ed ottenere un contratto discografico, ma non aveva il talento di cui era convinto di essere dotato e il provino fu un fallimento. Ferito nell’orgoglio, Charles decise che si sarebbe vendicato di Melcher, ma quando tornò a casa dell’uomo, fu informato del fatto che si era trasferito e che quella era diventata la residenza della famiglia Polanski.

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La sera dell’8 agosto 1969, Jay, Wojciech, Abigail e Sharon cenano al ristorante messicano El Coyote Restaurant di Beverly Hills e tornano a casa intorno alle 22.30 dove iniziano a divertirsi ascoltando musica nel corso di quella che doveva essere una festicciola tra amici. E’ diventato poi noto che quella sera a casa Polanski erano stati invitati Quincy Jones, Steve McQueen e Sergio Leone e che nessuno di loro riuscì ad unirsi alla festa inconsapevoli di essersi così salvati dalla furia omicida della setta di Charles Manson.

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Manson ordinò ai membri della sua “famiglia”: Tex Watson, Susan Atkins, Linda Kasabian e Patricia Krenwinkel (che giorni prima, facendo l’autostop, era stata accompagnata da Dennis Wilson dei Beach Boys nella comune dello Spahn Ranch) hippies con nessuna reale conoscenza o rispetto dei principi della cultura hippy, di sterminare nel modo più atroce possibile gli occupanti della casa di Cielo Drive.

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Verso mezzanotte, giunti all’ingresso della proprietà, Watson salì su un palo del telefono tagliò i cavi della linea telefonica della casa.  Proprio in quel momento, lo studente Steven Earl Parent che vendeva oggetti porta a porta, stava lasciando Cielo Drive dopo essere stato dal custode, egli fu la prima vittima di quella notte, ucciso con quattro colpi di pistola. Introdottisi in casa, i seguaci di Manson si imbatterono subito in Frykowski a cui Tex si annunciò con le parole: ‘Sono il diavolo e sono qui per fare gli affari del diavolo’.

Riuniti i quattro malcapitati nel soggiorno, Watson legò Sharon e Abigail con una corda intorno al collo, ma Jay si ribellò e fu inizialmente colpito da un proiettile esploso da Watson che poco dopo, lo pugnalò per ben 7 volte. Sebbene Frykowski fosse stato legato con un asciugamano, riuscì a liberarsi ed ingaggiò una lotta con Atkins e, colpito alle gambe, si trascinò fuori per poter fuggire. Watson però lo raggiunse rapidamente, gli sparò e lo pugnalò in diversi momenti per un totale di 51 coltellate. L’unica a mostrare un minimo pentimento, fu Linda Kasabian che finse di aver sentito arrivare qualcuno nella speranza che i suoi “compari” si dessero alla macchia. All’interno della casa, anche Abigail era riuscita a fuggire, ma raggiunta da Krenwinkel, fu uccisa con 28 coltellate. La sorte peggiore toccò a Sharon, la dolce attrice implorò pietà per il suo bambino ed offrendosi come ostaggio, chiese di poter vivere solo altre due settimane, il tempo necessario per partorire. Ma le sue preghiere furono vane e dopo essere stata picchiata e torturata con un filo di nylon, fu pugnalata 16 volte gridando (così almeno ha riferito Watson) ‘Madre… madre…’.

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Poiché Manson aveva ordinato di ‘lasciare un segno… qualcosa di stregato’, Atkins scrisse “PIG” (maiale) sulla porta di casa con il sangue della povera Sharon Tate. La donna è stata sepolta con il suo bambino, per cui ha strenuamente lottato sino all’ultimo respiro, tra le braccia.

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Interessante e tristemente esilarante curiosità: la casa di Cielo Drive era in affitto a circa 1.200 dollari al mese, che oggi corrisponderebbero a circa 8000 dollari e il proprietario di casa Rudi Altobelli, dopo essere tornato a vivere nella villa a seguito dell’eccidio, fece causa alla famiglia Tate per danni alla proprietà per 15.000 dollari e per violazione del contratto di locazione (vista la presenza di due ospiti extra che pernottavano nella residenza) per 30.000 dollari.

Quentin Tarantino ci ha voluto raccontare una favola e dopo tanta cruda realtà e tanta brutalità, noi gli siamo grati e siamo lieti della “vita” con cui ha omaggiato Sharon e i suoi amici. Perché è lei la vera stella, la vera luce della pellicola, lei è l’anima di una Hollywood che non c’è più ed il film a me sembra uno splendido omaggio alla sua eterea grazia.

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