Black Panther: Wakanda Forever è arrivato al cinema il 9 novembre 2022, oltre due anni dopo la dipartita dell’attore protagonista, Chadwick Boseman, a cui è stato dedicato il cinecomic. Ci aveva lasciato pochi mesi prima di compiere 44 anni. Come per ogni artista, continuerà a vivere nelle sue opere e sarà sempre vivo il ricordo della sua grande umanità: un supereroe che va oltre lo schermo, un’icona per il black power, consolidata con il ruolo di T’Challa nel Marvel Cinematic Universe.

Tra i vari riconoscimenti postumi di Chadwick Boseman, l’ultimo è stata la stella sulla Hollywood Walk of Fame di Los Angeles lo scorso 20 novembre. Ospite del podcast Happy Sad Confused, il regista Ryan Coogler è tornato a ricordare la star rivelando i piani originali per la trama di Black Panther 2, prima della morte di Boseman. Nel primo copione, “una sceneggiatura di 180 pagine che amavo“, la storia era incentrata sul rapporto tra T’Challa e suo figlio con Namor antagonista, come raccontato dal cineasta:
“Una parte importante della sceneggiatura era legata a una cosa chiamata il Rituale degli Otto. Quando un principe compie 8 anni deve passare 8 giorni nella foresta con il padre e fare tutto quello che il padre gli chiede. In quegli 8 giorni il principe può fare al padre qualsiasi domanda e questi gli deve rispondere ed è proprio nel corso degli 8 giorni che Namor prepara il suo attacco.
Ha dovuto affrontare qualcuno di follemente pericoloso, ma a causa di questo rituale, suo figlio doveva essere unito al suo fianco per tutto il tempo, altrimenti avrebbero violato questo rituale che non era mai stato infranto. Era folle. Chadwick sarebbe stato fenomenale, ma purtroppo così va la vita”.

Sempre nella stessa intervista il regista ha rivelato una possibilità non sfruttata per il film del 2018. Ryan Coogler aveva chiesto ai Marvel Studios di usare Kraven il Cacciatore come villain di Black Panther, ma Sony Pictures si oppose:
“Volevo basarmi sulla collana a fumetti “Panther” di Christopher Priest, che inizia proprio con un combattimento in cucina tra Black Panther e Kraven mentre Everett K. Ross si nasconde. Amo il personaggio di Kraven, fin dai tempi di Spider-Man: The Animated Series. Ho chiesto [ai Marvel Studios]: ‘Hey, posso avere Kraven nel film?’, loro hanno contattato Sony Pictures e hanno ricevuto la risposta: ‘Assolutamente no’”.

Nel 2024 Sony Pictures distribuì Kraven – Il Cacciatore (2024), che si rivelò un enorme flop, tanto da far tramontare l’universo dei villain di Spider-Man iniziato con Venom. Molto probabilmente avrebbe avuto un destino diverso nel Marvel Cinematic Universe, ma non lo sapremo mai e soprattutto ora abbiamo difficoltà ad immaginare una trama diversa per Black Panther.
Senza Black Panther non ci sarebbe stato I Peccatori
Sembra scontato affermare che il successo del film del 2018 abbia portato ancor di più alla ribalta Ryan Coogler e che abbia consolidato la sua collaborazione con Michael B. Jordan; ma il regista non avrebbe mai realizzato I peccatori (Sinners) se la morte di Chadwick Boseman, emblema di Black Panther, non l’avesse segnato tanto nel profondo. Ai microfoni del New York Times, Coogler ha rivelato di aver dato per scontato che Chadwick Boseman ci sarebbe sempre stato e la sua scomparsa ha influenzato la decisione di dirigere I Peccatori:
“Lo davo per scontato, pensavo che sarebbe sempre stato qui. Avevo come il timore che tutto mi venisse portato via e che non avessi la possibilità di aprirmi di più al pubblico che mi aveva sostenuto così tanto”.

I Peccatori è un film horror soprannaturale in cui sono presenti vampiri; la storia inizia con due fratelli gemelli che provano a liberarsi dalle minacce e sono entrambi interpretati da Michael B. Jordan. La pellicola ha ricevuto ottime recensioni e si prepara alla stagione dei premi con tante candidature, tra cui cinque ai Golden Globe (Candidatura per il miglior film drammatico, Candidatura per il miglior regista a Ryan Coogler, Candidatura per il miglior attore in un film drammatico a Michael B. Jordan, Candidatura per la miglior sceneggiatura, Candidatura per la miglior colonna sonora a Ludwig Göransson).