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Barbarians, locandina della serie

Barbarians: la nuova serie barbara è atomica

Barbarians, la nuova serie dedicata alla storica battaglia di Teutoburgo che si oppone a Vikings

Barbarians è la nuova serie tv di ambientazione storica prodotta dal colosso Netflix. La serie di produzione tedesca è stata creata da Andreas Heckmann, Arne Nolting e Jan Martin Scharf, ed ecco spiegato perché nella serie troviamo dialoghi sia in latino che in tedesco. Barbarians si compone di sei episodi della durata complessiva tra i 41 e i 51 minuti.

Il telefilm rimette in piedi la storica battaglia di Teutoburgo, battaglia che ha segnato una delle sconfitte peggiori che l’esercito romano abbia mai subito e sconfitta che mise la parola fine all’espansione romana in Germania.

Fin dal suo annuncio la serie si è subito presentata come “copia” di Vikings, cosa che Netflix non ha mai smentito.

Barbarians, la trama:

Barbarians, come detto, è ambientato in linea temporale nel 9 d.C. e narra gli avvenimenti che hanno poi sfociato nella battaglia di Teutoburgo, nella quale l’alleanza delle tribù germaniche, fino ad allora divise, riuscì a sconfiggere tre legioni dell’Impero Romano.

La serie ruota principalmente attorno a tre personaggi, appartenenti a una tribù detta dei Cherusci, Thusnelda (Jeanne Goursaud), una ragazza con uno spirito da combattente e assetata di sangue romano, Folkwin (David Schutter), un abile guerriero e amante e amico d’infanzia di Thusnelda, e Arminio (Laurence Rupp), figlio del capo della tribù dei Cherusci, cresciuto dall’Impero come segno di Pace.

La presenza sul territorio germanico si fa subito palese e con sempre più brama di conquista, difatti se con l’accordo stipulato in precedenza i romani si impegnavano a non richiedere tributi ai locali, ora vediamo che con il nuovo generale Varo, Roma inizia a volere tributi e questo non va a genio al Reik, che vuole ribellarsi ai romani riunendo le divise tribù germaniche.

Barbarians, Jeanne Goursaud in una scena della serie

Sarà  grazie ad Arminio e alla sua unione in matrimonio  con Thusnelda che ciò sarà possibile e il culmine giungerà con la gloriosa vittoria nella battaglia di Teutoburgo.

La serie ci mostra immediatamente la sua drammaticità e l’insensata divisione delle tribù, che si riuniscono in un concilio generale in cui alla fine niente viene deciso, in quanto ciascuna fazione pensa a rafforzarsi o a far valere le proprie ragioni.

È un inizio promettente, esaltato poi da una realizzazione delle scenografie e dei costumi di ottima fattura ed in generale da un’impostazione narrativa intrigante, che trionfa nel mitigare la solita sensazione che può provare chiunque abbia una conoscenza anche minima dei fatti qui raccontati. Il paragone con Vikings, nelle prime battute, non sembra più un’utopia distante ma prende vigore, almeno finché alcune lacune iniziano a far scuotere la produzione dalle fondamenta.

Barbarians, gli aspetti negativi e positivi della serie:

La serie di per sé si prospetta essere una epopea destinata a continuare con un’altra stagione, ma la sua forte pecca sta nella non caratterizzazione dei personaggi; vediamo fin da subito che c’è chi è contro o a favore dei romani, non c’è quindi uno o più personaggi che mostrino un carattere dominante, sì sono personaggi forti, ma per quanto la loro causa sia giusta, il loro mancato spessore non fa affezionare lo spettatore ai protagonisti. Cosa che invece accadeva con il personaggio di Ragnar Lothbrock o a Lagertha in Vikings.

L’unico che nel corso della serie mostra un po’ di carattere ed è coerente è Arminio, che è un personaggio completo, che mostra sempre un conflitto interiore: se seguire l’educazione romana o se invece dare voce alle sue origine germaniche e quindi ribellarsi a Roma.

Vediamo ora che cosa ha funzionato: l’elemento forte della serie è appunto la Battaglia di Teutoburgo, che è rappresentata in maniera magistrale, con pitture facciali, costumi maestosi, che ci ricordano le usanze degli scozzesi, i quali erano soliti dipingersi il volto per incutere timore nel nemico.

La battaglia è epica, gli scontri sono fenomenali, il fragore delle spade che si infrangono sugli scudi, il sangue che scorre a fiumi e l’epica conclusione che porta alla vittoria i germanici.

Concludendo è una serie ben strutturata, sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo, le scene di tortura sono molto realistiche,si sente il dolore che provavano i prigionieri. Se ci fosse mai la possibilità di poter scegliere un periodo storico in cui vivere,sceglierei senza ombra di dubbio l’età romana, con i suoi usi e costumi, le sue formazioni di battaglia e i combattimenti nelle arene.

Barbarians, il cast della serie:

  • Bence Ferenczi (The Last Kingdom) è Berulf Buddy.
  • Laurence Rupp è Arminio.
  • Gaetano Aronica: è Publio Quintilio Varo
  • Attila C. Arpa è Marco Celio.
  • David Schutter (Charlie’s Angels) è Folkwin Wolfspeer.
  • Sergej Onopko è Hadgan.
  • Marlon Boess è Luco.
  • László Demény è Claudio.
  • Nikolai Kinski è Pelagio.
  • Mathis Landwehr è Eigel.
  • Sinha Melina Gierke è Rasklid.
  • Urs Rechn è Kunolf il Brukteer.
  • Jeanne Goursaud è Thusnelda.
  • Eva Verena Muller è Irmina.
  • Bernhard Schultz: é Segeste
  • Jeremy Miliker: é Ansgar.

Barbarians è una serie televisiva di origine tedesca, è graficamente e anche per la storia che racconta molto ben fatta, le scene di battaglia sono equiparabili alle più famose battaglie cinematografiche quali La Battaglia dei campi del Pelennor o quella del fosso di Helm. L’unica nota negativa è il poco carattere dato ai personaggi, speriamo che nella prossima stagione venga dato maggior rilievo ai protagonisti, tuttavia promuovo la serie a pieni voti

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