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La vera storia di Olli Mäki, il pugile umano e innamorato

La vera storia di olli mäki, il pugile umano e innamorato
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Opera prima di Juho Kuosmanen, miglior film al Festival di Cannes a Un Certain Regard, La vera storia di Olli Mäki porta la figura del pugile a una dimensione umana, abbastanza rara al cinema

Per la maggior parte di noi il cinema finlandese è Aki Kaurismaki, ma questo film lascia sperare che presto Juho Kuosmanen possa affiancare il noto regista nella stima degli spettatori.

A parte il prestigioso premio ricevuto, questo film in bianco e nero, dissacrante, divertente e anti eroico potrebbe essere una boccata d’aria in un cinema, soprattutto hollywoodiano, fatto di eroi e miti.

La vera storia di olli mäki, il pugile umano e innamoratoOlli Mäki è stato veramente un pugile finlandese, campione europeo dei pesi piuma e nel 1962 ha avuto la grande occasione: la sfida per il titolo mondiale contro Davey Moore proprio a Helsinki, in casa. Ed è qui che inizia il film. Potrebbe diventare famoso, addirittura un eroe nazionale, ma dovrebbe perdere tre chili per rientrare nella categoria e a lui piace mangiare ma, sopra ogni altra cosa, si è appena innamorato di Raija e figuriamoci se ha voglia di concentrarsi sull’incontro. Addirittura, quando Raija lo lascia all’improvviso per tornare al suo paesello, Olli abbandona gli allenamenti e le corre dietro. Neppure il suo manager è un ringhioso cerbero che lo incita a vincere a tutti i costi, anzi, ospita Ollie e Raija nella stanza dei bambini.

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Olli perderà la sfida al titolo mondiale, ma è felice lo stesso, non per nulla il titolo originale del film è The Happiest Day in the Life of Olli Mäki.

Se questa può sembrare una parodia dei Rambo e Tori scatenati di hollywoodiana memoria, quando ci si allontana dal ring il film riacquista la serietà e la semplicità di un personaggio che non ci tiene a diventare un eroe, ma è contento di quel che è e di quel che ha.

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