Al Lucca Comics 2026 avevo l’obbiettivo di vedere Jonathan Hickman, ospite internazionale per la prima volta in fiera: ho avuto questa possibilità grazie al presscafè del 30 ottobre alla Sala dell’Oro nell’Area stampa e, al termine della conferenza, il fumettista statunitense è stato disponibile anche a firmare alcune suoi fumetti, tra cui il mio cartonato di Ultimate Spider-Man appena acquistato nell’area Panini Comics.

Questo evento riservato ai giornalisti è stato ricco di domande e spunti interessanti sulle sue opere, sul rapporto tra fumetti e cinema (soprattutto in vista della trasposizione delle sue opere nei prossimi film Marvel) e sull’attualità. Jonathan Hickman ha parlato del suo approccio alla scrittura e al design nelle storie, concentrandosi sui suoi progetti Marvel e sui lavori su X-Men; in particolare ha espresso entusiasmo per il suo attuale progetto Midnight e ha confermato di aver pianificato sei archi narrativi iniziali.
L’autore ha sottolineato l’importanza di rispettare la continuità dei personaggi mentre cerca di aggiungere nuove dimensioni alle loro storie. Ha parlato del suo interesse per l’aspetto spirituale e mitologico, utilizzando elementi religiosi per dare profondità ai suoi racconti. Inoltre, ha condiviso la sua metodologia di lavoro, evidenziando l’importanza di pianificare in anticipo per garantire coerenza narrativa. Jonathan Hickman ha poi discusso dell’importanza della competizione nel settore dei fumetti e del suo desiderio di continuare a creare storie significative e coinvolgenti; vediamo alcuni passaggi della conferenza nel dettaglio.

Il presscafé con Jonathan Hickman al Lucca Comics & Games 2026
La prima risposta del fumettista riguarda il rapporto, anche emotivo, con le sue opere: ha raccontato di avvicinarsi alle testate che scrive con un interesse personale e, soprattutto in passato, con la gioia di un bambino; Joanthan Hickman è diventato poi, con la carriera e con l’esperienza, più conscio del suo lavoro e ora cerca di ragionare su come configurare le cose, in un senso o nell’altro, possa dare una diversa esperienza al lettore.
La seconda domanda riguarda il rapporto con gli iconici supergruppi della Marvel Comics, come i Fantastici Quattro e gli Avengers: l’obiettivo era capire se l’autore avesse intenzione di rivoluzionare le loro storie o di seguire un percorso più lineare. Jonathan Hickman ha risposto di avere un profondo rispetto per il passato e per una continuity che conosce benissimo; al contempo, cerca sempre di aggiungere un tocco personale senza però snaturare l’opera originale. Si tratta di un concetto che divide il pubblico: molti lettori sono convinti che il suo approccio di Jonathan Hickman sia, al contrario, fortemente destabilizzante.

Jonathan Hickman ha spiegato che, nonostante la sua educazione cristiana, utilizza le figure religiose all’interno delle sue storie principalmente come un’utile mitologia e uno strumento narrativo. Il suo obiettivo è mettere a confronto diverse credenze, come quella tradizionale e quella interna al mondo degli X-Men, sfruttando la religione come una lente d’ingrandimento per dare maggiore rilevanza e profondità agli eventi che racconta. In un mondo moderno che sembra perdere progressivamente il proprio significato, questi elementi offrono ai personaggi una bussola etica, un codice morale chiaro per distinguere il bene dal male.
Riguardo alla sua recente visita in Vaticano con la famiglia, Jonathan Hickman ha chiarito che non si è trattato di un viaggio di lavoro o di una sessione di ricerca per i suoi fumetti. Ha confessato di non esserci mai stato prima e di aver desiderato visitarlo semplicemente per l’immensa importanza storica del luogo. Trovandosi all’interno della Basilica di San Pietro, è rimasto profondamente colpito e sopraffatto dalla straordinaria bellezza millenaria del posto, che gli ha portato un senso di profonda meraviglia e umiltà, senza però scopi professionali legati alle sue trame.

La mia domanda preferita è stata quella riguardante i prossimi crossover Marvel al cinema e il suo possibile coinvolgimento. Jonathan Hickman ha risposto di aver avuto il privilegio di collaborare, di essere considerato dai Marvel Studios nella creazione di questi film, in particolare di Doomsday: “mi chiedono spesso di leggere appunto il materiale, lo script su quello che stanno facendo e mi chiedono di dare la mia opinione, quindi di dirgli se mi piace, se non mi piace e perché; e poi loro ovviamente magari concordano, oppure magari no, non sono d’accordo.”
Ha poi aggiunto di avere un ottimo rapporto con lo sceneggiatore Stephen McFeely, i Fratelli Russo e il presidente Kevin Feige. Jonathan Hickman ha poi approfondito le curiosità sul suo trascorso con gli X-Men nei fumetti, da Krakoa al nuovissimo Midnight:
“Non avrei accettato ovviamente un lavoro se non avessi pensato di essere in grado di poterlo portare a termine. Non è stato un ordine, diciamo, della Marvel. Mi sono offerto volontario. Sì, in effetti, comunque penso di aver detto tutto quello che volevo dire sui Fantastici 4, sugli Avengers, in realtà non penso di aver detto tutto ciò che volevo dire sugli X-Men.
Non ho esaurito le cose, volevo dire con gli X-Men e ovviamente Gracoa è sempre X-Men ma tematicamente, stilisticamente è una cosa diversa questa di Midnight X-Men, quindi sono veramente molto emozionato, è eccitante poter lavorare ancora con gli X-Men ed è una cosa che mi fa molto piacere.”
Infine, Jonathan Hickman ha risposto a una domanda sul film dell’anno prossimo, Avengers: Secret Wars, basato sul suo fumetto omonimo: l’autore non pensa che “perderemo il potere immaginifico delle storie nei fumetti facendo il film, se è questa la domanda, penso che anzi il nostro lavoro debba essere quello di stare sempre 5-10 anni avanti rispetto all’industria cinematografica, in modo che possano essere poi ispirati a partire dai fumetti a fare queste opere da 100 miliardi di dollari e continuiamo ad ispirarli”.

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