Amanda Seyfried ha rifiutato il ruolo di Gamora perché non si sentiva adatta a un lavoro con lunghe sessioni di trucco ed effetti speciali, e temeva che Guardiani della Galassia potesse fallire. Il personaggio è stato poi interpretato da Zoe Saldaña. L’attrice ha riconosciuto di essersi sbagliata sulle prospettive del film, senza rinnegare la scelta personale.
Il retroscena torna a circolare nell’ottobre 2026, ma il suo racconto dettagliato era già nel podcast Happy Sad Confused del 20 marzo 2025. Distinguere la data dell’intervista da quella del rilancio aiuta a capire che cosa sia davvero nuovo.
Perché Amanda Seyfried disse no a Gamora?
Nella conversazione con Josh Horowitz, Seyfried spiega di aver ricevuto l’offerta e di averci riflettuto per qualche giorno. Il tempo da trascorrere nel trucco la preoccupava: aveva sentito raccontare l’esperienza delle trasformazioni fisiche richieste dai film degli X-Men e non desiderava affrontare un impegno simile.
C’erano anche le riprese lontano da casa e la preferenza per un altro progetto, A Million Ways to Die in the West, con Seth MacFarlane. Nella clip ufficiale di Happy Sad Confused dedicata al rifiuto di Gamora, il punto è la compatibilità del ruolo con il lavoro che voleva fare.
Davvero pensava che Guardiani della Galassia sarebbe stato un flop?
Sì. La presenza di un albero e di un procione parlanti le faceva dubitare della riuscita commerciale. Temeva le conseguenze di un eventuale insuccesso sulla propria carriera. Sono i timori che racconta a posteriori, non una valutazione del risultato del film già uscito.
Ha anche espresso apprezzamento per James Gunn e riconosciuto che quel mondo ha funzionato per gli interpreti che lo hanno realizzato. Per seguire il percorso dell’attrice che ha accettato il ruolo, trovi il nostro approfondimento sui film di Zoe Saldaña.
Il rifiuto fu un rimpianto?
Nel podcast Seyfried separa il pronostico sbagliato dalla decisione che sentiva giusta per sé. Un successo al botteghino non cancella automaticamente le ragioni pratiche di chi sceglie un altro lavoro.
La sua carriera comprende anche il musical: se la ricordi come Sophie, puoi approfondire un altro interrogativo del suo cinema con la nostra analisi di chi è il padre di Sophie in Mamma Mia!. Il mancato ingresso nei Guardiani resta quindi un caso di casting rifiutato, non una parte girata e successivamente sostituita.
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