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Contraband è una storia vera? Il film islandese dietro il remake

Il thriller con Mark Wahlberg nasce da un remake islandese: le origini reali dietro una vicenda inventata.

Locandina ufficiale di contraband con mark wahlberg
Locandina ufficiale di Contraband con Mark Wahlberg
Tempo di lettura3 minuti
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No, Contraband non è basato su una specifica storia vera. Il thriller del 2012 con Mark Wahlberg racconta una vicenda di contrabbando inventata per il cinema. La sua origine, però, è particolare: è il remake statunitense del film islandese Reykjavík–Rotterdam, uscito nel 2008, e il regista della nuova versione era proprio il protagonista di quella originale.

Contraband è tratto da fatti realmente accaduti?

Non risulta che Chris Farraday, il contrabbandiere interpretato da Mark Wahlberg, corrisponda a una persona realmente esistita o che gli eventi narrati ricostruiscano un singolo caso di cronaca. Il film usa un contesto credibile, quello delle merci illegali trasportate attraverso rotte marittime e container, ma costruisce un racconto di finzione. La casa di produzione Working Title Films presenta il film come un thriller sul contrabbando ambientato tra New Orleans e Panama.

Chris ha abbandonato il crimine e vuole proteggere la famiglia. Quando il cognato Andy si mette nei guai con un trafficante, però, l’uomo torna a occuparsi di traffici illegali per saldare il debito. La trama è quindi costruita intorno a una scelta morale e alle conseguenze di un ultimo colpo, non alla biografia documentata di un vero contrabbandiere.

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Il film islandese da cui nasce Contraband

La vera storia interessante è quella della produzione. Contraband riprende Reykjavík–Rotterdam, thriller islandese del 2008 diretto da Óskar Jónasson. Il film originale raccontava un ex contrabbandiere costretto a tornare nel giro per aiutare la propria famiglia. A confermare il rapporto diretto fra i due titoli è anche Rotterdam Films, coproduttrice dell’originale.

Il passaggio da Reykjavík e Rotterdam a New Orleans e Panama non è dunque un semplice cambio di lingua: modifica l’ambientazione, le rotte e il contesto del racconto, mantenendo l’idea di un uomo trascinato nuovamente nel contrabbando. Il progetto americano è stato scritto da Aaron Guzikowski.

Il retroscena: l’attore originale è diventato il regista

Nel film islandese il protagonista era Baltasar Kormákur. Quando la storia è stata rifatta a Hollywood, Kormákur non ha ripreso il ruolo: è passato dietro la macchina da presa e ha diretto Mark Wahlberg. Working Title Films conferma espressamente questo cambio di ruolo e l’intenzione di conservare un tono ruvido e realistico.

È questo il dettaglio che rende Contraband diverso da molti remake: a guidare l’adattamento c’era un interprete che conosceva già la storia dall’interno. Nel nuovo cast figurano anche Kate Beckinsale, Ben Foster, Giovanni Ribisi e J. K. Simmons.

Perché il contrabbando nel film sembra così realistico?

La credibilità dipende soprattutto dall’ambientazione portuale e dai container, un mondo criminale che il regista voleva rappresentare in modo concreto. Ma realismo non significa storia vera: le dinamiche del traffico marittimo fanno da sfondo a personaggi ed eventi di fantasia.

Se ti interessano altri film con Mark Wahlberg e il rapporto tra cinema e realtà, puoi leggere anche la storia vera dietro Arthur the King oppure che cosa accadde davvero nel caso raccontato da Lone Survivor. A differenza di Contraband, entrambi prendono esplicitamente spunto da vicende reali.

In sintesi: che cosa è vero e che cosa è inventato?

Il contrabbando marittimo è un fenomeno reale, ma la missione di Chris Farraday è narrativa. È reale, invece, l’insolito percorso dell’opera: da Reykjavík–Rotterdam al remake americano diretto dall’ex protagonista Baltasar Kormákur. Per comprendere le origini del film, quindi, bisogna guardare alla sua produzione islandese, non cercare un singolo episodio criminale realmente accaduto.

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