Attenzione: da qui in avanti ci sono spoiler completi sul finale de Il miglio verde.
John Coffey muore sulla sedia elettrica perché sceglie di non fuggire e chiede a Paul Edgecomb di lasciarlo andare. Paul ha ormai capito che Coffey è innocente dell’omicidio delle due bambine Detterick e che il vero colpevole è William “Wild Bill” Wharton. Ma Coffey, logorato dal dolore e dalla crudeltà che percepisce negli altri, non vuole continuare a vivere. Il finale trasforma così la sua esecuzione da semplice condanna giudiziaria a sacrificio tragico di un innocente.
Come finisce Il miglio verde
Dopo aver guarito la moglie del direttore Hal Moores, John Coffey trasferisce a Paul una visione che mostra cosa è accaduto davvero alle gemelle Detterick. Le bambine non sono state uccise da Coffey: il responsabile è Wild Bill Wharton, detenuto nello stesso braccio della morte.
Paul e gli altri secondini comprendono quindi di avere davanti un uomo innocente. Il problema è che Coffey è già stato condannato e, soprattutto, non vuole essere salvato. Paul gli fa capire che sarebbe disposto ad aiutarlo a fuggire, ma John rifiuta. È stanco di sentire il dolore del mondo e di assistere alla violenza degli esseri umani.
L’esecuzione avviene sulla sedia elettrica, la “Old Sparky”. Paul e Brutus Howell sono devastati perché sanno di stare mettendo a morte un innocente. Prima dell’esecuzione, Coffey chiede di non avere il cappuccio sul volto perché ha paura del buio. Paul esegue comunque la sentenza e John muore davanti ai testimoni.
Perché John Coffey accetta di morire?
La scelta di Coffey è il cuore del finale. Il personaggio possiede un dono soprannaturale: può guarire, assorbire il male e percepire in modo quasi fisico la sofferenza degli altri. Quel dono, però, è anche una condanna. John vive continuamente a contatto con paura, odio e dolore.
Per questo non considera la fuga una vera salvezza. Continuare a vivere significherebbe continuare a sopportare la stessa sofferenza. Quando Paul gli offre una possibile via d’uscita, Coffey decide consapevolmente di andare incontro alla morte. Il film non presenta la sua decisione come un’ammissione di colpa: al contrario, rende ancora più evidente l’ingiustizia della condanna.
Chi ha davvero ucciso le bambine Detterick?
Il vero assassino è William “Wild Bill” Wharton. Coffey era stato trovato con i corpi delle bambine tra le braccia perché aveva tentato di usare il proprio potere per salvarle, ma era arrivato troppo tardi. La scena iniziale aveva quindi portato investigatori e testimoni a interpretare come prova di colpevolezza ciò che era, in realtà, un tentativo di soccorso.
Coffey fa vedere la verità a Paul attraverso il proprio potere. A quel punto, però, Wild Bill non può più essere processato: Coffey ha già riversato in Percy Wetmore l’energia malata assorbita in precedenza, e Percy ha sparato a Wharton prima di cadere in uno stato catatonico.
Perché Paul Edgecomb vive così a lungo?
Il film torna infine al presente, con Paul ormai anziano. Il contatto con il potere di Coffey ha avuto una conseguenza inattesa: Paul ha ricevuto una longevità fuori dal normale. Anche Mr. Jingles, il topo guarito da Coffey, vive per un tempo impossibile per un animale della sua specie.
Paul interpreta questa lunga vita come un peso legato a ciò che è accaduto nel braccio della morte. Ha partecipato all’esecuzione di un uomo innocente pur sapendo la verità e sembra destinato a sopravvivere alle persone che ama. Il film lascia una parte del significato volutamente aperta: la longevità può essere letta come conseguenza del miracolo di Coffey, ma per Paul assume il valore di una penitenza.
Cosa significa davvero il finale de Il miglio verde
Il finale mette insieme tre idee centrali: innocenza, responsabilità e miracolo. Coffey ha un potere capace di guarire gli altri, ma non può correggere il sistema che lo ha condannato. Paul conosce la verità, ma non riesce a cancellare una sentenza già emessa. Il soprannaturale, quindi, non risolve l’ingiustizia: la rende ancora più dolorosa.
Il nome di John Coffey richiama volutamente una figura sacrificata e compassionevole, mentre Paul resta in vita per custodirne la memoria. Il vero colpo di coda del finale non è la morte di Coffey, annunciata dalla condanna, ma il destino di Paul: il miracolo che sembrava un dono diventa qualcosa che lui percepisce come una lunga attesa.
Il finale nel film e il romanzo di Stephen King
Il film di Frank Darabont adatta il romanzo seriale di Stephen King e conserva il nucleo emotivo della storia: la scoperta dell’innocenza di Coffey, la sua scelta di accettare l’esecuzione e la vita eccezionalmente lunga di Paul. Se vuoi restare sulle trasposizioni dello scrittore, puoi leggere anche il nostro approfondimento sul nuovo adattamento di Cujo.
Per approfondire invece il protagonista del film, trovi anche il nostro ritratto dedicato a Tom Hanks.
Il miglio verde: cast e durata
Il miglio verde è diretto da Frank Darabont e vede Tom Hanks nel ruolo di Paul Edgecomb e Michael Clarke Duncan in quello di John Coffey. La scheda ufficiale Warner Bros. indica il film come un dramma del 1999 della durata di 3 ore e 9 minuti. Questi elementi aiutano anche a capire perché il finale occupi tanto spazio: l’ultima parte chiude sia il mistero sull’omicidio sia la cornice narrativa dell’anziano Paul.
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