Cynthia Levy era la nonna paterna di Amy Winehouse, un’ex cantante jazz e una delle persone a cui Amy fu più legata. Frequentò il sassofonista Ronnie Scott, influenzò l’immaginario musicale della nipote e Amy le dedicò un tatuaggio. Back to Black, però, rende molto più diretto un particolare: non fu Cynthia a creare il celebre beehive di Amy.
Mercoledì 26 agosto Back to Black arriva in prima TV su Canale 5 alle 21:20. Nel film di Sam Taylor-Johnson, Lesley Manville interpreta Cynthia, una presenza molto più importante di quanto possa sembrare a chi conosce Amy Winehouse soltanto attraverso le sue canzoni e la relazione con Blake Fielder-Civil.
Chi ha già visto la nostra recensione di Back to Black sa che il biopic sceglie di raccontare Amy soprattutto attraverso i suoi legami personali. Con Cynthia questa scelta funziona particolarmente bene perché il personaggio è reale e il rapporto tra le due era molto stretto, ma il film comprime diverse influenze nella figura della nonna per costruire una storia più lineare.
Il punto più interessante riguarda proprio l’immagine di Amy: Cynthia contribuì al suo amore per il jazz e rappresentò per lei un modello femminile glamour, ma il celebre alveare di capelli nacque in modo diverso.
Chi era Cynthia Levy, la nonna di Amy Winehouse

Cynthia Levy, conosciuta anche come Cynthia Winehouse, era la madre di Mitch Winehouse e quindi la nonna paterna di Amy.
Nata a Londra nel 1927, apparteneva a quella parte della famiglia Winehouse profondamente legata alla cultura ebraica londinese. Era descritta come una donna elegante, indipendente e appassionata di jazz.
La documentazione raccolta dal Jewish Museum London per la mostra Amy Winehouse: A Family Portrait, realizzata con il fratello di Amy, Alex Winehouse, racconta che Amy era particolarmente vicina a Cynthia e conserva fotografie e oggetti legati alla loro vita familiare.
Non si tratta quindi di un rapporto ingigantito completamente dal film. Cynthia occupava realmente uno spazio importante nella vita della nipote.
Cynthia Winehouse era una cantante?
Sì, Cynthia aveva cantato jazz.
Le ricostruzioni biografiche la descrivono come una cantante e Focus Features, nei materiali dedicati al film, la definisce una ex cantante jazz. La sua carriera non è documentata con la stessa precisione di quella di Amy e sarebbe quindi eccessivo trasformarla retroattivamente in una celebrità della scena britannica.
Il dato importante è un altro: Amy cresceva in una famiglia nella quale il jazz non era qualcosa di astratto o lontano.
Il padre Mitch cantava e ascoltava jazz, Cynthia aveva frequentato quell’ambiente e il fratello Alex avrebbe fatto conoscere ad Amy altri artisti. Il gusto musicale della futura cantante nasce quindi da un insieme di influenze familiari, non da una sola persona.
Il film preferisce concentrare una parte di questa eredità su Cynthia perché funziona meglio dal punto di vista narrativo: Amy può vedere nella nonna una donna che rappresenta contemporaneamente famiglia, jazz, indipendenza e stile.
Cynthia ebbe una relazione con Ronnie Scott?

Sì. La relazione tra Cynthia e Ronnie Scott è reale.
Il Jewish Museum London conferma che Cynthia frequentò il musicista negli anni Quaranta, molto prima che il suo nome diventasse indissolubilmente legato al famoso jazz club londinese.
Ed è qui che vale la pena fare una precisazione che spesso si perde nei racconti sul film.
Ronnie Scott era già un sassofonista della scena jazz quando conobbe Cynthia, ma il Ronnie Scott’s Jazz Club sarebbe stato fondato soltanto nel 1959, insieme a Pete King.
Quindi la sequenza corretta è:
| Periodo | Cosa succede |
|---|---|
| Anni Quaranta | Cynthia frequenta il musicista Ronnie Scott |
| 1959 | Ronnie Scott e Pete King aprono il Ronnie Scott’s Jazz Club |
| Anni Novanta | Amy cresce circondata dalle influenze jazz della famiglia |
| Primi anni Duemila | Amy avvia la propria carriera musicale |
| 2006 | Muore Cynthia e pochi mesi dopo esce Back to Black |
È una distinzione piccola, ma racconta meglio la storia. Cynthia non entrò nel mondo del jazz perché frequentava il famoso locale: conosceva Ronnie Scott prima ancora che quel locale esistesse.
Back to Black: cosa è vero su Cynthia e cosa cambia il film

Back to Black utilizza diversi elementi documentati della vita della famiglia Winehouse, ma li organizza per creare una relazione cinematografica immediatamente comprensibile.
| Quello che vediamo o capiamo dal film | Nella realtà |
|---|---|
| Cynthia è la nonna paterna di Amy | Vero |
| Cynthia era stata una cantante jazz | Vero |
| Era appassionata di jazz | Vero |
| Frequentò Ronnie Scott | Vero |
| Amy era molto legata alla nonna | Vero |
| Cynthia contribuì alla formazione musicale di Amy | Sì, ma insieme ad altre influenze familiari |
| Amy aveva un tatuaggio dedicato a Cynthia | Vero |
| Lo stile glamour della nonna influenzò Amy | Plausibile e documentato come influenza generale |
| Cynthia creò il beehive di Amy | No |
| La morte della nonna fu dolorosa per Amy | Vero |
È soprattutto il penultimo punto a separare il racconto cinematografico dalla ricostruzione biografica.
Fu Cynthia a inventare i capelli ad alveare di Amy Winehouse?

No. Il celebre beehive di Amy Winehouse non fu creato dalla nonna.
Back to Black costruisce un collegamento molto forte tra le fotografie di Cynthia, il suo aspetto da pin-up e il look che Amy adotterà da adulta. È una soluzione cinematografica efficace perché permette di trasformare un insieme di influenze in una singola origine facilmente riconoscibile.
La nascita dell’acconciatura è però documentata direttamente dalla hairstylist Tracey Cahoon, che lavorò con Amy dal 2003 al 2010 e viene indicata come una delle figure centrali nella definizione del suo beehive.
Sul proprio archivio professionale, Tracey Cahoon ricostruisce la creazione dell’acconciatura di Amy Winehouse e conserva anche materiale relativo alle prime versioni del look.
Cahoon ha raccontato che fu Amy stessa a chiederle di provare un beehive durante uno dei loro primi servizi fotografici. In seguito l’acconciatura venne sviluppata fino alla versione enorme e volutamente imperfetta associata agli anni di Back to Black.
Nel look finale confluirono varie influenze:
- i girl group degli anni Sessanta;
- Ronnie Spector e le Ronettes;
- le pin-up degli anni Cinquanta;
- il rockabilly;
- l’eyeliner molto marcato;
- l’immaginario familiare e lo stile di Cynthia.
La conclusione più precisa è quindi questa: Cynthia può essere considerata una delle fonti dell’immaginario estetico di Amy, ma non l’autrice del suo beehive.
Il film trasforma un’influenza in una causa diretta.
Amy Winehouse aveva un tatuaggio dedicato alla nonna Cynthia

Sì, e questo è uno degli elementi più concreti per capire quanto Amy fosse legata a lei.
Sul braccio destro della cantante compariva il nome Cynthia insieme all’immagine di una pin-up.
Il tatuatore Henry Hate, che realizzò il disegno, ha raccontato che Amy arrivò con un’idea molto precisa: voleva rendere omaggio alla nonna paterna e descrisse a Hate l’immagine glamour che aveva di lei.
Non era quindi una pin-up scelta casualmente e successivamente associata a Cynthia.
L’intero tatuaggio nasceva come tributo alla nonna.
Questo dettaglio rende più comprensibile anche una scelta di Back to Black. Il film accentua l’influenza estetica di Cynthia perché Amy stessa collegava la nonna a un ideale femminile molto preciso, fatto di eleganza, sensualità e immagini rétro.
La sceneggiatura esaspera il rapporto con il beehive, ma parte da un legame estetico che nella vita di Amy esisteva.
Quando morì Cynthia Winehouse?
Cynthia morì il 5 maggio 2006, a 78 anni, dopo un cancro ai polmoni.
La data acquista un peso particolare se viene messa accanto a quella del disco che avrebbe cambiato definitivamente la carriera della nipote.
Back to Black uscì nel Regno Unito il 30 ottobre 2006.
Tra la morte di Cynthia e la pubblicazione britannica dell’album passarono appena 178 giorni.
Meno di sei mesi.
È una vicinanza temporale significativa: mentre Amy stava completando il lavoro che l’avrebbe trasformata in una star mondiale, aveva appena perso una delle persone più importanti della propria famiglia.
Questo non significa che la morte di Cynthia possa essere utilizzata come spiegazione unica per i problemi successivi di Amy. La sua storia personale comprende dipendenze, disturbi alimentari, una relazione sentimentale distruttiva, la pressione improvvisa della fama e un’attenzione mediatica estremamente aggressiva.
Ridurre tutto a un singolo trauma sarebbe scorretto.
La cronologia, però, rende molto più comprensibile perché il film decida di attribuire alla perdita della nonna un peso emotivo così forte.
Perché Cynthia ha tanto spazio in Back to Black?
Non è casuale.
Lo sceneggiatore Matt Greenhalgh ha spiegato di aver studiato le persone che circondavano Amy e di aver considerato Cynthia uno dei personaggi necessari per raccontarla dal suo punto di vista. Focus Features presenta inoltre l’influenza della nonna e del padre come parte della formazione dell’identità musicale della giovane Amy.
Il film aveva bisogno di mostrare da dove arrivassero alcuni elementi che, una volta diventata famosa, sembravano appartenere esclusivamente a Winehouse:
il jazz, l’immaginario rétro, la femminilità anni Cinquanta e Sessanta, l’orgoglio per le proprie radici familiari.
Cynthia permette alla sceneggiatura di riunire tutto questo in un solo personaggio.
È una semplificazione, ma non una completa invenzione.
Quando il progetto era ancora in preparazione avevamo seguito anche la nascita del biopic Back to Black, poi diventato il film interpretato da Marisa Abela, Jack O’Connell, Eddie Marsan e Lesley Manville.
Amy Winehouse è sepolta con la nonna Cynthia?
Qui è utile fare un’altra precisazione.
Dopo la morte del 23 luglio 2011, Amy Winehouse venne cremata. Il 16 settembre 2012 le sue ceneri furono sepolte accanto a quelle della nonna Cynthia Levy all’Edgwarebury Lane Cemetery, nel nord di Londra.
Si trova spesso la formula secondo cui le ceneri delle due donne sarebbero state semplicemente “unite”. È più preciso parlare di sepoltura delle ceneri di Amy accanto a quelle di Cynthia, con il memoriale che ricorda entrambe.
È un ultimo dettaglio che completa il rapporto mostrato nel film.
Back to Black modifica alcuni passaggi per rendere Cynthia quasi l’origine diretta dell’immagine pubblica di Amy Winehouse. La realtà è meno semplice, ma probabilmente ancora più interessante: Cynthia fu cantante, frequentò Ronnie Scott, amava il jazz, rappresentava per Amy un ideale di stile e ricevette dalla nipote un omaggio permanente attraverso il tatuaggio.
Il beehive, invece, appartiene a un’altra storia, quella costruita da Amy insieme a Tracey Cahoon e alimentata dall’estetica dei girl group degli anni Sessanta.
Cynthia non inventò l’icona Amy Winehouse.
Fu una delle persone che contribuirono a formare la donna che, qualche anno dopo, sarebbe diventata quell’icona.