I dinosauri di 65 – Fuga dalla Terra non sono tutti animali che avrebbero potuto vivere insieme 66 milioni di anni fa. Il T-Rex è compatibile con la fine del Cretaceo, ma altre creature richiamano animali vissuti decine o perfino oltre 150 milioni di anni prima. Alcuni mostri, inoltre, non corrispondono chiaramente ad alcuna specie conosciuta.
È proprio questo uno degli aspetti più curiosi del film con Adam Driver: 65 non cerca una ricostruzione paleontologica precisa, ma utilizza dinosauri e rettili preistorici come creature da survival horror.
E c’è già una prima sorpresa. L’asteroide che conclude il film richiama quello di Chicxulub, responsabile dell’estinzione di massa avvenuta circa 66 milioni di anni fa, non esattamente 65. Il Natural History Museum ricorda che le datazioni moderne hanno corretto il vecchio valore di 65 milioni di anni portandolo a circa 66 milioni.
Quali dinosauri ci sono in 65 – Fuga dalla Terra?

Non tutte le creature vengono nominate all’interno del film. Per questo è utile distinguere tra specie identificabili con buona sicurezza, animali ai quali il design sembra ispirarsi e creature sostanzialmente inventate.
| Creatura nel film | Identificazione | Era reale? | Poteva vivere circa 66 milioni di anni fa? |
|---|---|---|---|
| Due grandi predatori nel finale | Tyrannosaurus rex | Sì | Sì |
| Predatore della caverna | Simile a Oviraptor | Sì, ma il design è molto alterato | No, il genere noto è precedente |
| Piccoli predatori agili | Spesso associati a Lagosuchus o dinosauriformi simili | Sì, ma non erano veri dinosauri | No, appartengono al Triassico |
| Creature simili a raptor | Dromaeosauridi o creature ispirate ai raptor | Gruppo reale | Possibile, ma la specie non è identificabile |
| Rettili volanti | Pterosauri non identificati | Sì come gruppo | Sì, alcuni pterosauri vivevano alla fine del Cretaceo |
| Grande mostro quadrupede | Spesso chiamato Fasolasuchus | Fasolasuchus era reale, ma la creatura del film è fortemente reinventata | No |
| Altre creature minori | Design originali o ibridi | Non sempre identificabili | Non determinabile |
La cosa importante è quindi non leggere 65 come se fosse un documentario.
Alcuni nomi usati online sono identificazioni attribuite successivamente alle creature e non necessariamente nomi canonici forniti dalla sceneggiatura. Anche Sony, nella sinossi ufficiale, parla genericamente di “dangerous prehistoric creatures” senza presentare un catalogo scientifico delle specie.
I T-Rex di 65 sono corretti?
Dal punto di vista temporale, il Tyrannosaurus rex è uno degli animali più plausibili del film.
Il Natural History Museum colloca T. rex tra circa 68 e 66 milioni di anni fa, quindi praticamente alla fine del Cretaceo e immediatamente prima dell’estinzione di massa.
Quando Mills e Koa raggiungono la navetta di salvataggio vengono affrontati da due grandi tirannosauri. In questo caso, almeno l’epoca funziona.
Il problema è che 65 non specifica chiaramente in quale parte della Terra preistorica siano precipitati i protagonisti.
I fossili di Tyrannosaurus sono conosciuti nel Nord America occidentale. Senza una posizione geografica precisa nel film, quindi, possiamo dire che la data è plausibile, mentre non possiamo verificare la geografia.
Anche l’aspetto rimane volutamente cinematografico. I registi Scott Beck e Bryan Woods costruiscono i predatori come mostri da thriller molto più che come animali osservati in un ecosistema naturale.
È un approccio diverso da quello che ci si aspetterebbe da un’opera paleontologica e più vicino alla tradizione del monster movie.
Sul sito abbiamo già analizzato un altro dei T-Rex più celebri del cinema spiegando perché il T-Rex interviene nel finale di Jurassic Park.
L’Oviraptor della caverna è realmente esistito?

Una delle creature che attaccano Mills nella zona sotterranea viene normalmente identificata come Oviraptor.
Oviraptor è realmente esistito, ma la versione di 65 è molto lontana dall’animale conosciuto attraverso i fossili.
Il Natural History Museum descrive Oviraptor come un piccolo teropode lungo circa 2 metri, con becco e senza denti, vissuto tra circa 85 e 75 milioni di anni fa nell’area dell’attuale Mongolia.
Questo crea almeno due problemi.
Il primo è temporale: se Mills arriva sulla Terra poco prima dell’impatto di Chicxulub, siamo circa 66 milioni di anni fa. L’Oviraptor conosciuto dai fossili era già molto precedente.
Il secondo riguarda l’aspetto.
La creatura del film viene resa più aggressiva, massiccia e mostruosa, con caratteristiche che non corrispondono bene alla ricostruzione dell’Oviraptor reale.
Quindi:
Oviraptor è un vero dinosauro, ma quello mostrato in 65 non è una ricostruzione scientificamente attendibile dell’animale.
I piccoli dinosauri che attaccano Mills sono Lagosuchus?
Qui la situazione diventa ancora più interessante.
Alcune delle creature snelle e aggressive di 65 vengono frequentemente identificate online come Lagosuchus.
Ma Lagosuchus presenta due problemi enormi rispetto all’ambientazione.
Prima di tutto, non era propriamente un dinosauro. Era un dinosauriforme, cioè un animale molto vicino alla linea evolutiva dalla quale sarebbero comparsi i dinosauri.
Soprattutto, visse nel Triassico.
Uno studio scientifico recente descrive Lagosuchus talampayensis come un piccolo arcosauro dinosauriforme argentino lungo circa mezzo metro e vissuto all’inizio del Triassico superiore.
Stiamo quindi parlando di un animale separato dall’epoca di T. rex da qualcosa nell’ordine di oltre 160 milioni di anni.
Mettere insieme Lagosuchus e Tyrannosaurus sarebbe un po’ come riunire nello stesso ambiente animali appartenenti a mondi preistorici completamente differenti.
Anche le dimensioni vengono esasperate.
Il Lagosuchus reale era piccolo e leggero. Quello associato alle creature del film assume invece proporzioni e comportamento da predatore horror.
Il dinosauro gigante del finale è un Fasolasuchus?

È probabilmente la domanda più interessante dell’intero bestiario di 65.
Poco prima della fuga definitiva, Mills viene nuovamente attaccato da una gigantesca creatura quadrupede che finisce contro una sorgente geotermica dopo l’intervento di Koa.
Molte pagine e database identificano l’animale come Fasolasuchus.
Ma è meglio essere più prudenti.
Il mostro del film ricorda molto liberamente Fasolasuchus, ma non va considerato una ricostruzione fedele dell’animale reale.
Fasolasuchus tenax esistette realmente, ma non era un dinosauro. Apparteneva ai grandi pseudosuchi carnivori del Triassico.
Uno studio pubblicato sul Journal of Anatomy colloca Fasolasuchus tra i grandi rauisuchi sudamericani del Triassico medio-superiore.
Significa che anche qui l’errore temporale sarebbe gigantesco.
Fasolasuchus appartiene a un mondo che precede di oltre 140 milioni di anni l’epoca nella quale 65 colloca Mills e Koa.
Inoltre la creatura cinematografica possiede caratteristiche estremamente fantasiose e proporzioni costruite per trasformarla nel boss finale del film.
La formulazione più corretta è quindi:
il predatore finale di 65 viene comunemente associato a Fasolasuchus, ma è una creatura fortemente reinventata e non una rappresentazione paleontologica precisa della specie.
E i raptor?
Nel film compaiono anche piccoli predatori che ricordano inevitabilmente i raptor resi popolari da Jurassic Park.
Qui è difficile attribuire una specie precisa.
I dromaeosauridi, il gruppo al quale appartiene Velociraptor, sono realmente esistiti durante il Cretaceo e alcune forme arrivarono fino alle fasi finali del periodo.
Questo significa che un piccolo teropode predatore simile a un raptor non è automaticamente fuori posto su una Terra del tardo Cretaceo.
Il problema è identificarlo.
65 utilizza design ibridi e volutamente minacciosi, quindi assegnare ogni creatura vista sullo schermo a una specie specifica rischia di dare un’accuratezza che il film stesso non possiede.
Meglio parlare di creature ispirate ai dromaeosauridi piuttosto che dichiarare che si tratti sicuramente di Velociraptor.
I rettili volanti sono dinosauri?

No.
Un altro errore frequente quando si parla di cinema preistorico consiste nel chiamare dinosauri tutti i grandi rettili vissuti nel Mesozoico.
I pterosauri non erano dinosauri.
Erano un gruppo distinto di rettili volanti, anche se appartenevano allo stesso grande ramo degli arcosauri.
Alcuni pterosauri giganteschi vissero effettivamente verso la fine del Cretaceo, quindi la presenza di animali volanti di questo tipo nella ricostruzione di 65 non è di per sé impossibile.
Il film però non permette di attribuire con sicurezza tutti gli esemplari a una specie precisa.
Curiosamente, durante una sessione di domande con il pubblico prima dell’uscita del film, Beck e Woods indicarono proprio Quetzalcoatlus come il loro animale preistorico preferito, pur chiamandolo informalmente dinosauro.
Perché ci sono animali di epoche differenti?
Non sembra essere un errore accidentale isolato.
L’intera costruzione delle creature di 65 suggerisce che la priorità fosse ottenere silhouette e comportamenti efficaci per un thriller, non ricostruire un ecosistema del Maastrichtiano con precisione scientifica.
Il concept artist Keita Okada ha confermato di aver lavorato alla progettazione e ai modelli delle creature per il film. I suoi materiali mostrano proprio quanto il processo fosse orientato alla creature design cinematografica.
Framestore, responsabile di una parte importante degli effetti visivi, classifica a sua volta il lavoro su 65 nell’area “Creatures”.
Questo aiuta a capire il risultato.
Il film vuole che Mills entri in una foresta senza sapere quale mostro possa comparire cinque minuti più tardi.
La domanda progettuale non sembra essere stata soltanto:
“Quali animali vivevano qui?”
Quanto:
“Quale creatura rende più pericoloso questo momento?”
È anche il motivo per cui alcuni animali sembrano appartenere più a un videogioco survival che a una ricostruzione paleontologica.
Il meteorite di 65 è quello che ha sterminato i dinosauri?
Sì. Il film collega esplicitamente la fuga di Mills e Koa all’impatto che porterà all’estinzione dei dinosauri non aviani.
Il riferimento è all’impatto di Chicxulub, avvenuto nell’area dell’attuale penisola dello Yucatán.
L’asteroide aveva probabilmente un diametro compreso tra circa 10 e 15 chilometri e produsse un cratere enorme. Le conseguenze ambientali contribuirono all’estinzione di circa tre quarti delle specie esistenti.
Il dettaglio curioso riguarda il titolo.
Per molti anni l’estinzione veniva comunemente indicata come avvenuta “65 milioni di anni fa”. Le datazioni moderne hanno affinato il valore a circa 66,0 milioni di anni fa.
65 utilizza quindi il numero entrato nell’immaginario popolare, non quello oggi più preciso.
65 – Fuga dalla Terra è scientificamente accurato?
No, e non sembra volerlo essere.
Il film mescola:
- animali realmente presenti alla fine del Cretaceo;
- creature appartenenti a epoche completamente differenti;
- ricostruzioni fortemente alterate di animali reali;
- mostri difficili da associare a una specie conosciuta;
- comportamenti estremamente aggressivi costruiti per il thriller.
Il T-Rex funziona abbastanza bene dal punto di vista cronologico.
Un Oviraptor nel momento dell’impatto di Chicxulub è invece problematico.
Lagosuchus e un eventuale Fasolasuchus sono completamente fuori tempo.
E alcune delle altre creature sembrano essere state concepite principalmente come mostri originali.
Il risultato ha quindi molto più senso se consideriamo 65 un film survival con creature preistoriche, non un tentativo di mostrare fedelmente la Terra alla fine del Cretaceo.
È la stessa distinzione che diventa importante quando un film contemporaneo utilizza i dinosauri come gancio visivo: abbiamo affrontato il tema anche spiegando perché La fine di Oak Street non vuole essere semplicemente un nuovo Jurassic Park.
Dove vedere 65 – Fuga dalla Terra oggi
Domenica 23 agosto 2026, 65 – Fuga dalla Terra va in onda su Rai 4 alle 21:20. La programmazione televisiva colloca subito dopo Cloverfield.
Al momento del nostro ultimo controllo, il film risulta inoltre disponibile sulla piattaforma Mediaset Infinity. La disponibilità dei cataloghi streaming può però cambiare, quindi questa informazione va verificata periodicamente.
Sony Pictures Italia continua inoltre a indicare il film tra i titoli disponibili per noleggio o acquisto digitale.
La cosa più curiosa da controllare durante la visione, quindi, non è soltanto quanti dinosauri riesca ad affrontare Adam Driver.
È quanti di quegli animali avrebbero realmente potuto incontrarsi sulla stessa Terra.
La risposta è: molti meno di quanto 65 faccia credere.