Palermo Milano – Solo andata arriva al suo epilogo dopo un viaggio segnato da agguati, tradimenti e numerose vittime. Turi Arcangelo Leofonte riesce infine a raggiungere Milano e il tribunale, ma soltanto dopo che la scorta guidata da Nino Di Venanzio ha pagato un prezzo altissimo. Tarcisio muore, mentre Chiara sopravvive. L’ultima marcia attraverso il centro di Milano trasforma poi il finale in qualcosa di più di un semplice arrivo a destinazione.
Attenzione: da questo momento sono presenti spoiler completi sul finale di Palermo Milano – Solo andata.
Come finisce Palermo Milano – Solo andata?

Il piano iniziale prevedeva semplicemente di trasferire Turi Arcangelo Leofonte, interpretato da Giancarlo Giannini, dalla Sicilia a Milano per permettergli di testimoniare contro il boss Scalia.
La missione diventa però una corsa per la sopravvivenza.
Dopo gli agguati e le perdite subite durante il viaggio, Nino Di Venanzio, interpretato da Raoul Bova, riesce a portare ciò che resta della scorta fino a Milano insieme a Leofonte e a sua figlia Chiara.
L’ultimo ostacolo non è rappresentato dalla mafia, ma dal traffico: il pullman sul quale viaggiano rimane bloccato a causa di un corteo di carnevale.
Di Venanzio capisce che non possono più perdere tempo e prende una decisione molto semplice: raggiungere il tribunale a piedi.
È qui che arriva l’immagine più importante del film.
Mentre Leofonte e gli agenti attraversano Milano, altri poliziotti e finanzieri vedono la scorta e decidono di aggregarsi spontaneamente. Il piccolo gruppo sopravvissuto agli attentati diventa progressivamente una formazione molto più numerosa.
Attraversano la Galleria Vittorio Emanuele II e Piazza del Duomo fino a raggiungere il tribunale.
Leofonte ce l’ha fatta: arriva vivo davanti al giudice e può testimoniare.
Tarcisio muore in Palermo Milano – Solo andata?
Sì, Tarcisio Proietti muore prima dell’arrivo a Milano.
Il personaggio interpretato da Valerio Mastandrea è una delle vittime più dolorose della seconda parte del film, anche perché durante il viaggio nasce un legame sentimentale tra lui e Chiara Leofonte.
Dopo aver affittato due automobili, il gruppo si ferma durante il viaggio. Tarcisio riconosce uno degli uomini coinvolti nel precedente agguato e scoppia un’altra sparatoria.
Tarcisio viene ucciso.
La sua morte colpisce particolarmente Chiara, che aveva già scoperto di aver perso la madre Franca e il fratellino Nicola nell’attacco precedente.
Il viaggio verso Milano, quindi, lascia Chiara praticamente senza famiglia, con il padre Leofonte come unico familiare sopravvissuto.
Chi muore in Palermo Milano – Solo andata?
Le vittime sono numerose e arrivano già nelle prime fasi dell’operazione Ulisse.
Durante l’agguato contro le squadre della scorta muoiono:
- Valerio Barreca
- Maria Pia Di Meo
- Franca Leofonte, moglie di Turi
- Nicola Leofonte, il figlio più piccolo
- Tarcisio Proietti, successivamente ucciso durante un’altra sparatoria
Muore inoltre Marinnà, il pentito che aveva inizialmente fatto il nome di Leofonte. Viene assassinato durante la violenta faida nelle carceri che elimina diversi collaboratori di giustizia.
Proprio la morte di Marinnà cambia anche la posizione di Leofonte. Venendo meno chi lo aveva accusato, potrebbe teoricamente sottrarsi alla collaborazione. Dopo l’assassinio della moglie e del figlio, però, decide di andare avanti e di rivelare gli affari del clan Scalia.
Chi arriva vivo a Milano?

Alla conclusione del viaggio Turi Arcangelo Leofonte sopravvive e raggiunge il tribunale di Milano.
Con lui restano alcuni membri della scorta, tra cui Nino Di Venanzio, Remo Matteotti, Paola Terenzi e Saro Ligresti.
Sopravvive anche Chiara Leofonte.
È un dettaglio importante anche per comprendere ciò che accadrà successivamente nella storia, perché diversi personaggi del primo film torneranno nel sequel.
Leofonte muore nel finale?
No. Turi Arcangelo Leofonte non muore in Palermo Milano – Solo andata.
Nonostante sia il principale bersaglio dell’organizzazione criminale per quasi tutto il film, arriva vivo a destinazione.
La sua sopravvivenza permette inoltre alla storia di continuare molti anni dopo.
Giancarlo Giannini riprenderà infatti il personaggio di Leofonte nel sequel.
Se vuoi approfondire la carriera dell’attore, su iCrewPlay Cinema abbiamo raccontato anche il riconoscimento ricevuto da Giancarlo Giannini con la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame.
Che cosa significa la scena finale a Milano?

Il finale di Palermo Milano – Solo andata funziona perché cambia improvvisamente la dimensione della scorta.
Per quasi tutto il film abbiamo seguito un gruppo relativamente piccolo di poliziotti che viene progressivamente decimato. Gli uomini di Scalia cercano di isolarli, anticiparne gli spostamenti e impedire a Leofonte di arrivare davanti al giudice.
A Milano succede l’opposto.
Quando Di Venanzio decide di continuare a piedi, altri rappresentanti delle forze dell’ordine si uniscono spontaneamente al gruppo.
La scorta non appartiene più soltanto agli uomini che hanno iniziato l’operazione Ulisse.
Diventa simbolicamente una scorta collettiva.
Dopo un film costruito sulla vulnerabilità di pochi agenti costantemente braccati, l’inquadratura finale mostra quindi un fronte che continua ad allargarsi. Ogni nuovo agente che si aggiunge rende più difficile isolare Leofonte.
L’arrivo davanti al tribunale rappresenta per questo non soltanto il completamento della missione, ma anche la risposta simbolica alle perdite subite durante il viaggio.
Gli uomini della scorta possono essere uccisi, ma il loro compito viene raccolto da altri.
Cosa succede a Chiara?
Chiara Leofonte sopravvive al film.
È probabilmente il personaggio che subisce le conseguenze emotive più pesanti dell’intera vicenda.
Durante il viaggio scopre che sua madre Franca e suo fratello Nicola sono stati assassinati. Poco dopo perde anche Tarcisio, con il quale aveva iniziato a sviluppare un rapporto sentimentale.
Chiara riesce comunque ad arrivare a Milano insieme al padre.
La sua storia non termina qui e avrà un ruolo importante anche nel secondo film.
Palermo Milano – Solo andata ha un sequel?

Sì. Il sequel è Milano Palermo – Il ritorno, diretto ancora una volta da Claudio Fragasso e uscito nel 2007, dodici anni dopo il primo film.
La storia è ambientata undici anni dopo gli eventi di Palermo Milano – Solo andata.
Leofonte ha trascorso quegli anni in carcere e, grazie alle sue confessioni, gran parte del clan Scalia è stata colpita dalla giustizia. Al momento della sua scarcerazione deve però essere nuovamente protetto.
Il pericolo questa volta arriva da Rocco Scalia, figlio del vecchio boss, intenzionato a vendicarsi e a recuperare il denaro legato a Leofonte.
Tornano diversi personaggi del primo film, tra cui:
- Turi Arcangelo Leofonte, interpretato da Giancarlo Giannini
- Nino Di Venanzio, interpretato da Raoul Bova
- Remo Matteotti, interpretato da Ricky Memphis
- Chiara Leofonte, interpretata da Romina Mondello
Il sequel chiarisce anche cosa è successo ad alcuni dei sopravvissuti negli anni trascorsi dal primo viaggio.
Il finale prepara Milano Palermo – Il ritorno?
Il primo film può essere visto tranquillamente come una storia conclusa: l’obiettivo dell’operazione Ulisse viene raggiunto e Leofonte arriva al tribunale.
Il sequel del 2007 utilizza però proprio le conseguenze di quella testimonianza per costruire una nuova storia.
La decisione di Leofonte di collaborare ha infatti effetti sul clan Scalia che continueranno per anni.
Per questo Milano Palermo – Il ritorno non è semplicemente una nuova avventura con gli stessi personaggi: parte direttamente dalle conseguenze della missione raccontata nel primo film.
La Rai ha riportato Palermo Milano – Solo andata in prima serata su Rai 2 il 18 agosto 2026, riportando l’action italiano di Claudio Fragasso all’attenzione del pubblico. Per informazioni sulla programmazione è possibile consultare anche la presentazione ufficiale Rai dedicata al film.
Nel cast troviamo, tra gli altri, Giancarlo Giannini, Raoul Bova, Ricky Memphis, Valerio Mastandrea, Romina Mondello, Francesco Benigno, Rosalinda Celentano, Stefania Sandrelli e Stefania Rocca.
E proprio l’ultima camminata verso il tribunale rimane la sintesi più efficace del film: il viaggio iniziato con una piccola scorta termina con una città nella quale altri uomini in divisa scelgono di unirsi al gruppo, trasformando l’arrivo di Leofonte in qualcosa di più grande della semplice conclusione dell’operazione.