«Sono stato sobrio per sette anni». Brad Pitt ha raccontato di aver successivamente ripreso a bere alcolici, precisando però di aver cambiato approccio rispetto al passato. L’attore, 62 anni, ha parlato della propria sobrietà e del ritorno al consumo di vino, spiegando di essersi imposto limiti molto precisi.
Brad Pitt e la sobrietà: perché ha deciso di tornare a bere

Pitt ha spiegato di essere passato dall’astinenza completa a un consumo che definisce più controllato. Durante l’intervista, dopo aver offerto del vino al giornalista, ha chiarito che la bottiglia non era destinata soltanto agli ospiti. L’attore ha aggiunto di poter bere alcuni bicchieri, ma di sapere che quantità maggiori rappresentano per lui un limite da non superare.
Il racconto comprende anche alcuni tentativi in cui Pitt ammette di essersi sentito troppo sicuro della propria capacità di controllo, decidendo successivamente di ridimensionare il consumo. La formulazione utilizzata dall’attore è significativa: non presenta la scelta come una regola valida per altri, ma descrive esclusivamente la gestione personale del proprio rapporto con l’alcol.
Il tema era già entrato pubblicamente nella sua storia nel 2017. Pitt aveva raccontato di aver smesso di bere dopo anni in cui vino, marijuana e altre sostanze avevano accompagnato buona parte della sua vita adulta. Nel 2019 aveva inoltre parlato di circa un anno e mezzo trascorso in un gruppo maschile degli Alcolisti Anonimi.
Sette anni senza alcol, poi il cambio di approccio di Brad Pitt
La cronologia resta parzialmente aperta. Pitt parla di sette anni di sobrietà, ma non indica quando abbia ricominciato a bere. Considerando le precedenti dichiarazioni pubbliche sul percorso iniziato dopo il 2016, il ritorno all’alcol potrebbe essere avvenuto successivamente, senza permettere di stabilire una data precisa.
Pitt aveva parlato pubblicamente anche del sostegno ricevuto da Bradley Cooper nel proprio percorso. È un capitolo personale che negli ultimi anni si è intrecciato con una fase professionale intensa, tra F1, nuovi progetti produttivi e Heart of the Beast, thriller che lo vede nuovamente protagonista.
Le nuove dichiarazioni richiedono una distinzione tra il fatto verificabile e qualsiasi interpretazione esterna: Pitt afferma di aver ripreso a bere e descrive un consumo limitato, ma non fornisce elementi per formulare valutazioni mediche sul suo rapporto attuale con l’alcol. Il punto centrale resta ciò che l’attore ha scelto personalmente di rendere pubblico.
Brad Pitt torna come Cliff Booth, questa volta con David Fincher

La stessa intervista ha aperto anche una finestra sul prossimo progetto cinematografico di Pitt. L’attore tornerà nei panni di Cliff Booth, lo stuntman di C’era una volta a… Hollywood che nel 2020 gli ha fatto vincere l’Oscar come miglior attore non protagonista. Il nuovo film sarà diretto da David Fincher e scritto da Quentin Tarantino.
Il progetto è previsto con una strategia distributiva particolare: il 25 novembre 2026 è indicato come debutto in IMAX per due settimane, seguito dall’arrivo su Netflix il 23 dicembre 2026. Il film amplia la storia di Cliff Booth senza configurarsi necessariamente come un sequel tradizionale di C’era una volta a… Hollywood.
Il progetto, già approfondito nella nostra anteprima su Le avventure di Cliff Booth e l’uscita IMAX prima di Netflix, riporta Pitt a uno dei personaggi più riconoscibili della sua carriera recente. L’attore ha descritto la struttura come più vicina a una successione di segmenti episodici che a un seguito costruito secondo uno schema tradizionale.
Per Pitt, il 2026 mette quindi accanto una dichiarazione personale delicata e un ritorno cinematografico costruito intorno a una collaborazione particolare: una sceneggiatura di Tarantino affidata alla regia di Fincher. La prossima tappa concreta sarà il ritorno di Cliff Booth sullo schermo, mentre le parole dell’attore sulla sobrietà segnano un nuovo capitolo del racconto pubblico del suo rapporto con l’alcol.