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Final Destination 5 è un prequel? Il finale e il Volo 180 spiegati

Massimo 1 ora fa Commenta! 11
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Il quinto film nasconde fino agli ultimi minuti il suo vero posto nella saga: Sam e Molly salgono sull’aereo che dà origine a tutto.

Contenuti
Final Destination 5 è davvero un prequel?Come finisce Final Destination 5?Perché compare il Volo 180 nel finale?Sam e Molly potevano salvarsi?Perché Nathan muore dopo il Volo 180?Il finale cambia l’ordine cronologico della sagaPerché il twist del Volo 180 funziona così beneFinal Destination 5 e Bloodlines sono collegati?

Final Destination 5 è un prequel, anche se il film evita accuratamente di rivelarlo fino al finale. Negli ultimi minuti Sam e Molly salgono su un volo diretto a Parigi e assistono a un ragazzo che viene fatto scendere dall’aereo dopo aver avuto una terribile premonizione. Quel ragazzo è Alex Browning e quell’aereo è il Volo 180 del primo Final Destination.

È il dettaglio che cambia retroattivamente tutto ciò che abbiamo appena visto.

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Da questo punto ci sono spoiler completi su Final Destination 5, sul destino di Sam, Molly e Nathan e sul collegamento con il film del 2000.

Final Destination 5 è davvero un prequel?

Final Destination 5 - fotogramma del film

Sì. Final Destination 5 si svolge prima degli eventi del primo Final Destination. La rivelazione arriva soltanto nell’ultima scena, quando Sam e Molly salgono sul Volo 180 e assistono alla premonizione di Alex Browning. Il quinto capitolo termina quindi esattamente dove comincia il primo film della saga.

È una scelta particolarmente efficace perché per quasi tutta la durata non ci sono elementi evidenti che facciano pensare a un prequel.

La struttura sembra quella classica della saga: Sam Lawton ha una visione del crollo del North Bay Bridge, riesce a salvare alcune persone e scopre poi che la Morte sta tornando a reclamare chi avrebbe dovuto morire.

Solo alla fine viene mostrata la posizione cronologica della storia.

La stessa ricostruzione della saga proposta da Entertainment Weekly colloca Final Destination 5 prima del film originale proprio per il twist del Volo 180.

Sul sito abbiamo già affrontato un altro capitolo della saga con Final Destination 4 e il suo finale spiegato, utile per vedere come la serie continui a modificare le regole con cui i protagonisti tentano inutilmente di sottrarsi alla Morte.

Come finisce Final Destination 5?

Final Destination 5 - fotogramma del film

Negli ultimi atti Sam e Molly devono affrontare Peter Friedkin, che ha ormai perso ogni equilibrio dopo la morte di Candice.

Peter ha capito una delle possibili regole introdotte dal film: uccidere qualcuno che non era destinato a morire potrebbe permettere di appropriarsi degli anni che quella persona aveva ancora da vivere.

Per questo tenta di uccidere Molly.

L’agente Block interviene, ma Peter lo uccide. A quel punto Peter ritiene di aver ottenuto la vita che restava al poliziotto e quindi di essere riuscito a ingannare il piano della Morte.

Lo scontro però continua.

Sam riesce infine a uccidere Peter e conclude che, avendo eliminato qualcuno che aveva appena acquisito gli anni di Block, potrebbe essere riuscito a salvare anche se stesso.

Per qualche minuto sembra che abbia ragione.

Due settimane dopo Sam e Molly partono per Parigi.

Ed è proprio qui che Final Destination 5 mostra la sua vera carta.

Perché compare il Volo 180 nel finale?

Final Destination 5 - fotogramma del film

Sam e Molly salgono su un aereo della Volée Airlines.

Poco prima del decollo vedono alcuni studenti discutere e vengono informati che uno dei ragazzi ha avuto una sorta di crisi. Diversi passeggeri vengono fatti scendere.

Chi conosce la saga comprende immediatamente ciò che sta accadendo.

Il ragazzo è Alex Browning.

Il volo è il Volée Airlines Flight 180.

È lo stesso aereo che esplode all’inizio di Final Destination del 2000.

Nel primo film Alex ha una premonizione dell’esplosione pochi istanti prima del decollo e riesce a scendere insieme ad alcuni compagni. Quella premonizione dà origine all’intero meccanismo narrativo della saga: i sopravvissuti erano destinati a morire sull’aereo e la Morte comincia quindi a eliminarli uno dopo l’altro.

Sam e Molly, però, non fanno parte del gruppo che scende.

Quando l’aereo decolla, Sam sente parlare della premonizione del ragazzo e comincia a capire che qualcosa non va.

È troppo tardi.

Il Volo 180 esplode e Sam e Molly muoiono.

Il finale del quinto film si sovrappone così direttamente all’inizio del primo.

Sam e Molly potevano salvarsi?

Final Destination 5 - fotogramma del film

È qui che il film rende ancora più crudele il proprio twist.

Sam pensava di essere riuscito a uscire dalla lista della Morte dopo aver ucciso Peter.

Ma Peter aveva a sua volta ucciso l’agente Block.

La questione diventa quindi: quanta vita aveva realmente “ereditato” Peter e cosa è passato a Sam quando lo ha ucciso?

Final Destination non presenta queste regole come un sistema scientifico perfettamente verificabile. Ogni film mostra personaggi che cercano di comprenderle mentre la Morte continua a trovare il modo di correggere le deviazioni.

Il punto del finale è proprio questo.

Sam crede di aver finalmente trovato una soluzione.

La comparsa del Volo 180 dimostra invece che il piano della Morte era ancora in corso.

Non importa che Sam sia sopravvissuto al ponte o abbia sconfitto Peter: il viaggio a Parigi lo porta direttamente dentro un’altra catastrofe già destinata a verificarsi.

Perché Nathan muore dopo il Volo 180?

Final Destination 5 - fotogramma del film

Il destino di Nathan Sears aggiunge un ultimo tassello alla regola introdotta dal film.

Nathan provoca accidentalmente la morte di Roy durante un incidente sul lavoro.

Poiché Roy non apparteneva alla lista originale dei sopravvissuti al ponte, Nathan pensa di aver acquisito gli anni che l’uomo avrebbe ancora dovuto vivere.

Sembrerebbe quindi salvo.

Ma durante il funerale di Roy arriva una notizia decisiva: l’uomo aveva un aneurisma cerebrale non diagnosticato e avrebbe potuto morire in qualsiasi momento.

Nathan capisce immediatamente il problema.

Se la teoria sugli anni rubati è corretta, la vita ottenuta da Roy poteva essere brevissima.

Pochi istanti dopo, una parte del carrello del Volo 180 appena esploso precipita sull’edificio e uccide Nathan.

Anche la sua storia viene quindi collegata direttamente al disastro che apre il primo Final Destination.

Il finale cambia l’ordine cronologico della saga

Final Destination 5 - fotogramma del film

Sì.

Se guardiamo i film in ordine di uscita, Final Destination 5 arriva naturalmente dopo The Final Destination del 2009.

Se invece vogliamo seguire la cronologia degli eventi, il quinto film va collocato prima del Final Destination originale.

Il collegamento essenziale è:

  • Final Destination 5: Sam ha la premonizione del crollo del ponte e alla fine sale sul Volo 180;
  • Final Destination: Alex Browning prevede l’esplosione del Volo 180 e scende dall’aereo;
  • la Morte comincia quindi a inseguire Alex e gli altri sopravvissuti.

È per questo che definire Final Destination 5 semplicemente “quinto capitolo” può essere fuorviante dal punto di vista narrativo.

È il quinto film realizzato, ma il suo finale lo trasforma nel prologo diretto del primo.

La scheda ufficiale di Warner Bros. dedicata a Final Destination 5 conferma Steven Quale alla regia e una durata di 92 minuti, oltre al cast con Nicholas D’Agosto, Emma Bell, Miles Fisher, Courtney B. Vance e Tony Todd.

Perché il twist del Volo 180 funziona così bene

Final Destination 5 - fotogramma del film

Il film avrebbe potuto dichiarare immediatamente di essere un prequel.

Sceglie invece di sfruttare la familiarità dello spettatore con la saga.

Per quasi tutto Final Destination 5 non mostra abbastanza elementi per stabilire con certezza quando si svolgano gli eventi. L’assenza di riferimenti evidenti permette alla storia di sembrare un normale seguito.

Poi arrivano pochi dettagli:

Parigi.

Volée Airlines.

Gli studenti in gita.

Un ragazzo terrorizzato che sostiene che l’aereo esploderà.

A quel punto non serve più alcuna spiegazione.

Il pubblico conosce già il destino di quel volo.

Sam e Molly credono di essere finalmente usciti dall’incubo proprio mentre stanno entrando nell’incidente che ha dato origine alla saga.

È una forma di ironia narrativa particolarmente adatta a Final Destination: i personaggi pensano di conoscere le regole, mentre lo spettatore possiede improvvisamente un’informazione che loro non hanno.

Final Destination 5 e Bloodlines sono collegati?

Final Destination 5 - fotogramma del film

Non direttamente attraverso Sam o Molly, ma appartengono alla stessa mitologia della Morte.

Final Destination: Bloodlines ha riportato la saga al cinema nel 2025 ampliando ulteriormente il concetto alla base dei film: le conseguenze dell’aver sottratto qualcuno a una morte prevista possono propagarsi anche molto tempo dopo.

Su cinema.icrewplay.com trovi sia la nostra recensione di Final Destination: Bloodlines sia l’approfondimento sul trailer e sul ritorno della saga con Bloodlines.

Il quinto capitolo resta però particolare per un’altra ragione.

Non aggiunge soltanto una nuova catastrofe alla serie.

Chiude un cerchio.

Il ponte che crolla sembra inizialmente l’ennesimo punto di partenza indipendente, ma il Volo 180 rivela che Sam, Molly e Nathan erano già parte della storia che conoscevamo.

Final Destination 5 termina quindi pochi istanti prima che tutto ricominci.

Ed è proprio questo che rende il suo finale uno dei collegamenti più riusciti dell’intera saga.

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