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Il 6° giorno, chi è il clone? Finale spiegato e destino dei due Adam

Come finisce Il 6° giorno? Chi è il vero Adam, quale Schwarzenegger è il clone, cosa succede a Drucker e dove va il secondo Adam nel finale.

Massimo 1 ora fa Commenta! 10
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Il film con Schwarzenegger ribalta l’identità del protagonista: ecco chi è l’originale, cosa accade a Drucker e perché i due Adam si separano.

Contenuti
Il 6° giorno, chi è il clone? La risposta del finalePerché Adam non sa di essere un cloneCome finisce Il 6° giorno: Adam contro Michael DruckerQuale Adam torna dalla moglie e dalla figlia?Cosa significa l’ultima scena de Il 6° giornoPerché si chiama Il 6° giorno?Che fine fa il clone di Adam?

Il 6° giorno torna stasera, 6 agosto 2026 alle 21:10 su Rai Movie, e il suo finale conserva un piccolo trucco narrativo che può facilmente creare confusione: per buona parte del film crediamo di sapere quale Adam Gibson sia l’originale e quale la copia. La rivelazione finale cambia completamente prospettiva.

Da questo punto in poi ci sono spoiler completi sul finale de Il 6° giorno.

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Il film del 2000 è diretto da Roger Spottiswoode e vede Arnold Schwarzenegger accanto a Tony Goldwyn, Michael Rapaport, Michael Rooker, Sarah Wynter, Wendy Crewson e Robert Duvall. Sony Pictures presenta la storia proprio attorno all’incubo di Adam, che torna a casa e trova un uomo identico a lui intento a vivere con la sua famiglia.

Il 6° giorno, chi è il clone? La risposta del finale

Dual - Il clone - fotogramma del film

La rivelazione è questa: l’Adam Gibson che seguiamo per quasi tutto Il 6° giorno è il clone. L’uomo che Adam vede inizialmente dentro casa insieme a Natalie e alla figlia Clara è invece il vero Adam, l’originale. Michael Drucker rivela l’inganno nel finale, ribaltando ciò che il film aveva fatto credere fino a quel momento.

Ed è proprio questo dettaglio a rendere il finale più interessante di quanto sembri.

All’inizio Adam è convinto che qualcuno abbia duplicato la sua identità e piazzato una copia nella sua casa. Anche lo spettatore viene portato naturalmente alla stessa conclusione: Schwarzenegger è il protagonista che abbiamo seguito, quindi deve essere lui quello “vero”.

Non è così.

Prima della missione organizzata per Michael Drucker, Adam e Hank erano stati sottoposti a controlli attraverso i quali Replacement Technologies aveva ottenuto i dati necessari alla clonazione, compresa la registrazione dei ricordi.

Hank finisce per pilotare l’elicottero al posto di Adam. Quando l’attacco contro Drucker provoca la morte delle persone coinvolte, la società ritiene erroneamente che anche Adam sia morto e mette in funzione la procedura preparata per sostituirlo.

Il risultato è un nuovo Adam Gibson convinto di essere quello originale, perché possiede i suoi ricordi.

Perché Adam non sa di essere un clone

Dual - Il clone - fotogramma del film

Il meccanismo è fondamentale per comprendere tutto il film. Il clone non nasce pensando di essere una copia: possiede la memoria dell’Adam precedente fino al momento in cui è stata effettuata la registrazione.

Per questo, quando torna verso casa e vede un altro uomo con sua moglie, la sua reazione è perfettamente coerente. Dal suo punto di vista, qualcuno gli ha rubato la vita.

Il vero Adam, invece, non è mai morto.

Replacement Technologies ha quindi commesso un errore: ha creato una seconda versione di una persona ancora viva.

Quando i due finalmente comprendono cosa è accaduto, il film smette anche di trattare il clone come un semplice duplicato da eliminare. Entrambi hanno gli stessi ricordi, amano Natalie e Clara e percepiscono la propria esistenza come autentica.

È qui che Il 6° giorno sposta la domanda da “qual è l’originale?” a qualcosa di più scomodo: se una copia possiede gli stessi ricordi, sentimenti e coscienza, perché dovrebbe essere considerata meno umana?

Come finisce Il 6° giorno: Adam contro Michael Drucker

Dual - Il clone - fotogramma del film

Michael Drucker ha costruito il proprio potere sulla clonazione umana clandestina, nonostante le cosiddette Leggi del Sesto Giorno la proibiscano.

Adam e il suo doppio finiscono così per collaborare. L’obiettivo non è più eliminarsi reciprocamente, ma salvare Natalie e Clara e fermare definitivamente Replacement Technologies.

Nel confronto finale il sistema di Drucker comincia a collassare. Anche il miliardario è legato direttamente alla tecnologia che vende: è stato clonato e considera la duplicazione un modo per aggirare la morte.

Quando viene ferito mortalmente, Drucker tenta ancora una volta di sostituire se stesso con una nuova copia.

Questa volta però il processo viene compromesso.

La tecnologia produce un Drucker incompleto e deformato, una delle immagini più disturbanti del film. L’uomo che voleva trasformare la clonazione in una forma di immortalità finisce davanti a una versione materialmente imperfetta di se stesso.

Drucker non riesce a salvarsi e anche la nuova copia viene distrutta mentre la struttura di Replacement Technologies viene devastata.

Il contrasto è evidente: Drucker considera le copie strumenti sostituibili, mentre i due Adam finiscono per riconoscersi reciprocamente come individui.

Quale Adam torna dalla moglie e dalla figlia?

Dual - Il clone - fotogramma del film

È l’Adam originale a continuare la propria vita con Natalie e Clara.

Il clone, però, non viene ucciso e neppure trattato come un errore da cancellare.

I due arrivano invece a una soluzione che chiude il conflitto sull’identità: il secondo Adam decide di costruirsi una vita autonoma lontano dalla famiglia, partendo per l’Argentina e occupandosi di una nuova attività collegata all’impresa di volo.

L’originale gli permette quindi di andare via e ricominciare.

La separazione è necessaria anche perché entrambi non potrebbero occupare contemporaneamente lo stesso posto nella vita di Natalie e Clara. Possiedono gli stessi ricordi, ma da quel momento le loro esperienze inizieranno inevitabilmente a divergere.

Ed è proprio lì che il clone smette definitivamente di essere una copia.

Cosa significa l’ultima scena de Il 6° giorno

Dual - Il clone - fotogramma del film

Nell’ultima parte i due Adam si salutano e il clone parte verso la propria nuova vita.

Il finale non cerca di stabilire che uno dei due sia moralmente “più vero” dell’altro. La distinzione biologica rimane: uno è nato naturalmente, l’altro è stato prodotto da Replacement Technologies.

Per il film, però, questa differenza diventa progressivamente meno importante.

Il clone ha paura di morire, ama la propria famiglia, ricorda la propria infanzia e prende decisioni autonome. Quando sceglie di partire, crea inoltre qualcosa che l’originale non possiede: un futuro esclusivamente suo.

Da quel momento le due versioni di Adam condividono un passato, ma non la stessa identità.

È il rovesciamento più interessante del film, perché lo spettatore ha trascorso quasi tutta la storia seguendo un uomo che riteneva “autentico”. Quando scopre che è stato creato artificialmente, ciò che ha visto e provato insieme a lui non diventa improvvisamente falso.

Perché si chiama Il 6° giorno?

Dual - Il clone - fotogramma del film

Anche il titolo acquista senso alla luce del finale.

Il riferimento viene dal racconto della Genesi, nel quale l’essere umano viene creato il sesto giorno. Treccani ricorda proprio che, nel primo racconto biblico della creazione, l’uomo viene creato al sesto giorno “a immagine e somiglianza” di Dio.

Nel film le leggi che vietano la clonazione degli esseri umani prendono quindi il nome di Sixth Day Laws.

Il riferimento religioso non serve soltanto come decorazione fantascientifica. La tecnologia di Drucker oltrepassa simbolicamente la soglia della creazione dell’uomo: non replica più animali o organi, ma produce esseri umani dotati di memoria e coscienza.

Il paradosso è che Drucker vuole controllare la vita creando copie, mentre il finale dimostra che quelle copie possono sviluppare una volontà propria.

Che fine fa il clone di Adam?

Dual - Il clone - fotogramma del film

Quindi, ricapitolando il vero gioco d’identità del finale:

  • l’Adam che seguiamo principalmente nel film è il clone;
  • l’Adam visto inizialmente dentro casa è l’originale;
  • entrambi sopravvivono allo scontro con Replacement Technologies;
  • l’Adam originale resta con Natalie e Clara;
  • il clone parte per l’Argentina e comincia una vita indipendente;
  • Michael Drucker muore, mentre il tentativo di creare rapidamente un’altra versione di se stesso fallisce.

La sceneggiatura evita così il finale più prevedibile, nel quale la copia dovrebbe sacrificarsi per permettere all’originale di recuperare la propria esistenza.

Il clone sopravvive.

Ed è proprio questa decisione a completare il discorso del film: se eliminarlo ci sembrasse una morte e non la semplice distruzione di un oggetto, allora abbiamo già accettato che la copia di Adam è diventata una persona.

Il 6° giorno uscì negli Stati Uniti nel novembre 2000 con un budget indicato di circa 82 milioni di dollari e raggiunse circa 96,1 milioni nel mondo, un risultato modesto rispetto ai costi produttivi e al peso che Schwarzenegger aveva avuto al box office negli anni precedenti.

A più di venticinque anni di distanza, però, l’idea centrale funziona meglio di diversi elementi futuristici del film: il vero colpo di scena non consiste semplicemente nello scoprire quale Arnold Schwarzenegger sia stato clonato. Consiste nel rendersi conto che, arrivati alla fine, sapere quale dei due sia nato per primo cambia molto meno di quanto sembrasse all’inizio.

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