Netflix è stata citata in giudizio per almeno 105 milioni di dollari dopo il furto di un hard disk contenente Fortitude, film ancora inedito con Nicolas Cage. La copia era stata consegnata alla piattaforma per una proiezione interna legata alla possibile acquisizione dei diritti di distribuzione.
La causa è stata presentata dallo sceneggiatore e produttore Simon Afram e dalla società britannica Op-Fortitude. I ricorrenti accusano Netflix di non aver custodito adeguatamente il materiale e sostengono che la scomparsa della copia abbia compromesso il valore commerciale del film, la strategia di vendita internazionale e un’eventuale campagna per i premi.
Netflix e Fortitude: come è scomparsa la copia del film

Una copia non criptata di Fortitude sarebbe stata consegnata a Netflix il 15 giugno 2026 per consentire una proiezione interna. I produttori avrebbero precisato che il file doveva essere eliminato dopo la visione. Nove giorni più tardi, la società avrebbe comunicato che diversi dischi erano stati rubati dalle scrivanie dei suoi uffici di Los Angeles.
Il supporto conteneva un Digital Cinema Package, formato utilizzato per proiettare i film nelle sale e nelle strutture professionali. La causa sostiene che Netflix fosse stata informata dell’assenza di cifratura e avesse quindi una responsabilità particolare nella custodia del materiale durante il periodo di valutazione.
La piattaforma presenta una versione diversa. In una dichiarazione riportata da Variety sulla causa per Fortitude, Netflix contesta di dover assumere il rischio per un’opera consegnata senza le misure di sicurezza considerate standard nell’industria. La società afferma inoltre di aver avviato un’indagine e offerto un servizio di monitoraggio contro eventuali pubblicazioni pirata.
Al momento non è stato reso pubblico alcun elemento che dimostri una diffusione del film. Il danno indicato dai produttori è quindi collegato soprattutto al rischio che una copia completa possa essere venduta o caricata online, riducendo l’esclusività necessaria per negoziare con distributori e piattaforme.
Perché i produttori chiedono 105 milioni di dollari
Fortitude sarebbe costato oltre 45 milioni di dollari e avrebbe richiesto sette anni di sviluppo. La richiesta complessiva di almeno 105 milioni comprende il capitale investito, il valore attribuito al film e i ricavi futuri che, nella tesi dei produttori, potrebbero andare perduti a causa dell’incertezza creata dal furto.
Afram sostiene che la scomparsa del supporto abbia interrotto le trattative commerciali e reso più difficile assicurare il progetto. Un distributore interessato all’acquisto dovrebbe infatti considerare la possibilità che una copia non autorizzata preceda l’uscita ufficiale, danneggiando incassi, vendite internazionali e sfruttamento sulle piattaforme.
La domanda economica resta comunque una posizione della parte ricorrente. Il tribunale dovrà stabilire se esistesse un accordo preciso sulla custodia del file, quali obblighi avesse Netflix e se il danno indicato possa essere collegato direttamente al comportamento della società. Dovrà inoltre valutare quanto abbiano inciso le modalità scelte dai produttori per consegnare una copia priva di cifratura.
Fortitude riunisce Nicolas Cage e il regista di Con Air
Fortitude è diretto da Simon West, già regista di Nicolas Cage in Con Air del 1997 e Stolen del 2012. Il film racconta le operazioni di depistaggio organizzate dall’intelligence britannica durante la Seconda guerra mondiale per confondere il comando nazista prima dello sbarco in Normandia.
Cage interpreta Duško Popov, agente doppiogiochista serbo che lavorò per i servizi britannici e viene spesso indicato tra le figure che contribuirono alla creazione letteraria di James Bond. Il cast comprende anche Matthew Goode, Ed Skrein, Alice Eve, Michael Sheen, Ben Kingsley, Ron Perlman, Jordi Mollà e Art Malik.
Le riprese erano iniziate nel settembre 2025 a Londra. Nel marzo successivo, Cinesite aveva annunciato il proprio lavoro sugli effetti visivi di Fortitude, confermando il coinvolgimento nella ricostruzione delle operazioni militari e degli scenari storici. Il film si trovava quindi in una fase avanzata quando la copia è stata consegnata a Netflix.
La vicenda non significa che Netflix possedesse il film. La piattaforma lo stava valutando come possibile acquirente o distributore, mentre i diritti risultavano ancora ai produttori. Questa distinzione sarà centrale nel processo, perché separa la custodia temporanea del supporto dalla responsabilità finanziaria sull’intera produzione.
Il furto può davvero bloccare l’uscita di Fortitude?
Fortitude non risulta cancellato, ma la sua uscita è diventata più incerta. I produttori possono continuare a cercare un distributore, anche se la presenza di una copia non controllata potrebbe complicare le trattative e aumentare i costi assicurativi. Netflix, dal canto suo, sostiene che non vi siano prove di una fuga del materiale.
Il caso riguarda anche le procedure con cui film ancora inediti vengono trasferiti tra produttori, studi e piattaforme durante le vendite. Le proiezioni private sono una pratica ordinaria, ma richiedono sistemi di cifratura, tracciamento e cancellazione capaci di stabilire chi possa accedere ai file e per quanto tempo.
La causa dovrà chiarire se Netflix abbia violato un obbligo contrattuale o se la mancata protezione iniziale della copia ricada sui produttori. Nel frattempo il progetto resta senza una data di uscita e con una domanda concreta: un film costato 45 milioni può ancora trovare un compratore quando la sua copia completa potrebbe trovarsi fuori dal controllo di chi lo ha realizzato?