Odissea cambia uno dei passaggi più conosciuti del poema di Omero: nel film di Christopher Nolan, Ulisse non inganna Polifemo presentandosi con il nome di Nessuno. La scena rinuncia al celebre gioco linguistico, ma conserva il momento in cui la vittoria dell’eroe si trasforma in una condanna provocata dal suo stesso orgoglio.
La modifica ha diviso gli spettatori dopo l’uscita del film, arrivato nelle sale il 17 luglio 2026. La sequenza punta meno sull’astuzia verbale e più sull’azione: Ulisse riesce a fuggire, ma prima di allontanarsi scocca una freccia contro il Ciclope. Un gesto inutile sul piano della sopravvivenza, decisivo sul piano morale.
Odissea e Polifemo: cosa cambia rispetto al poema

Nel Libro IX dell’Odissea, Ulisse dice a Polifemo di chiamarsi Nessuno. Dopo averlo accecato, sfrutta l’ambiguità del nome: quando il Ciclope chiede aiuto sostenendo che Nessuno lo sta aggredendo, gli altri Ciclopi credono che non ci sia alcun pericolo. Ulisse e i compagni possono così lasciare la grotta nascosti sotto le pecore.
La prima H2 risponde quindi alla differenza centrale: Nolan elimina l’inganno del nome, ma mantiene l’errore successivo. Nel poema, Ulisse rivela la propria identità dalla nave perché vuole che Polifemo sappia chi lo ha sconfitto. Nel film, lo stesso bisogno di superiorità passa attraverso la freccia lanciata quando la fuga è già riuscita.
Chi ha seguito la campagna promozionale può ritrovare il Ciclope anche nel trailer ufficiale di Odissea pubblicato da Universal Pictures. Il film è presentato come un colossal mitologico girato con nuove tecnologie IMAX, con Matt Damon nei panni di Ulisse, Anne Hathaway come Penelope e Tom Holland nel ruolo di Telemaco.
La trasformazione della scena si inserisce nella rilettura più ampia anticipata dal nostro approfondimento sul trailer di Odissea e l’uscita del film. Nolan riduce parte dell’intervento diretto degli dèi e presenta Ulisse come un reduce segnato dalla guerra di Troia, dalla violenza e dalle conseguenze delle proprie decisioni.
La hybris di Ulisse resta il centro della scena
La parola chiave è hybris, termine greco legato alla tracotanza e al superamento del limite. Ulisse ha già ottenuto ciò che gli serve: ha salvato parte dell’equipaggio, sconfitto Polifemo ed è riuscito a lasciare la grotta. Potrebbe andarsene, ma sente il bisogno di aggiungere un ultimo atto alla propria vittoria.
Nel poema pretende che il Ciclope conosca il suo nome. Nel film vuole lasciare un segno fisico. In entrambi i casi, l’eroe smette di agire per necessità e agisce per affermare la propria superiorità. È questa dismisura, più del meccanismo usato per accecare Polifemo, a trasformare l’episodio in uno dei passaggi decisivi del ritorno verso Itaca.
La provocazione permette infatti a Polifemo di rivolgersi al padre Poseidone e chiedere una punizione. Il viaggio di Ulisse si allunga, i compagni vengono esposti a nuovi pericoli e una fuga riuscita diventa l’origine di altre sofferenze. La vittoria militare viene così compromessa dall’incapacità del protagonista di fermarsi.
Il cambio è coerente anche con l’Ulisse mostrato nelle sequenze ambientate a Troia. La guerra ha trasformato l’eroe in un uomo che reagisce attraverso la forza prima ancora di recuperare prudenza e controllo. La freccia contro Polifemo assume quindi il valore di un riflesso: l’avversario è già sconfitto, ma Ulisse continua a comportarsi come se il conflitto non potesse terminare.
Perché Nolan ha eliminato il nome Nessuno
Nolan ha spiegato di aver tentato di conservare il gioco di parole, rinunciandovi perché difficile da rendere con la stessa naturalezza in inglese. Nel testo greco, Oûtis può funzionare contemporaneamente come nome e come negazione. La battuta di Polifemo produce così un equivoco immediato che in traduzione rischia di apparire costruito.
La scelta resta discutibile perché l’inganno definisce Ulisse come eroe della parola, delle identità false e della manipolazione. Eliminandolo, il film riduce uno dei momenti in cui l’intelligenza del protagonista emerge con maggiore precisione. La sostituzione, però, non appare casuale: Nolan sacrifica il meccanismo verbale per concentrare la scena sulla colpa successiva.
Questo approccio rispecchia la scala produttiva già emersa nel trailer del colossal Odissea, costruito attorno a battaglie, ambientazioni reali e immagini IMAX. Per dati generali su cast, produzione e adattamento resta utile anche la scheda del film The Odyssey.
La scena di Polifemo perde quindi una delle invenzioni più brillanti di Omero, ma conserva la conseguenza che conta per il percorso del protagonista. Ulisse potrebbe restare Nessuno e tornare verso casa. Sceglie invece di riaffermare se stesso, offrendo alla vendetta di Poseidone il gesto da cui ripartire.