Il finale di Triangle of Sadness lascia volutamente senza risposta la domanda più importante: Abigail uccide davvero Yaya oppure rinuncia all’ultimo momento? Il film di Ruben Östlund non mostra l’eventuale omicidio, ma dissemina abbastanza indizi per comprendere quale sia la reale posta in gioco.
Dopo il naufragio, le gerarchie sociali vengono completamente capovolte. I ricchi passeggeri dello yacht non possiedono più nulla che possa garantire loro potere, mentre Abigail, considerata soltanto una donna delle pulizie, diventa indispensabile perché sa pescare, accendere il fuoco e procurare il cibo.
Il finale mette però questa nuova posizione in pericolo. Yaya scopre che l’isola non è deserta e che il gruppo potrebbe tornare alla civiltà. Per Abigail, la salvezza degli altri coinciderebbe con la perdita di tutto ciò che ha conquistato.
Triangle of Sadness: cosa succede nel finale

Abigail e Yaya si allontanano dall’accampamento per esplorare l’isola. Il rapporto tra le due è apparentemente migliorato, anche se resta condizionato dalla nuova gerarchia creatasi dopo il naufragio.
Abigail controlla il cibo e ha assunto il ruolo di comandante del gruppo. Yaya, che prima del disastro viveva grazie alla propria immagine e alla relazione con Carl, è costretta invece a dipendere da lei.
Durante la camminata, le due donne raggiungono una zona sopraelevata e scoprono un ascensore appartenente a un resort di lusso. L’isola non è quindi deserta: la civiltà e la salvezza si trovano a poca distanza.
La scoperta dovrebbe essere una buona notizia per entrambe. Yaya reagisce infatti con sollievo, comprendendo che l’incubo è terminato. Per Abigail, invece, quel momento rappresenta una minaccia.
Nel mondo reale tornerebbe a essere una dipendente invisibile. Perderebbe il controllo sul cibo, il ruolo di leader e soprattutto il potere ottenuto su Carl, con il quale ha iniziato una relazione sessuale.
Abigail vuole uccidere Yaya?

Abigail raccoglie una grossa pietra e si avvicina a Yaya da dietro. Tutto lascia pensare che stia preparando un’aggressione mortale.
Il film, però, non mostra il colpo.
Yaya, ignara del pericolo, propone ad Abigail di lavorare per lei una volta tornate alla vita normale. Le dice che potrebbe diventare la sua assistente. La proposta dovrebbe rappresentare un gesto di riconoscenza, ma rivela quanto Yaya sia ancora incapace di comprendere completamente ciò che è successo.
Anche dopo aver dipendente da Abigail per sopravvivere, Yaya immagina per lei una posizione subordinata. Non le propone una relazione alla pari: le offre un lavoro alle proprie dipendenze.
Queste parole possono essere interpretate in due modi. Potrebbero convincere Abigail a fermarsi, perché le garantiscono un futuro fuori dall’isola. Oppure potrebbero confermare la sua paura: una volta tornata nella società, sarà nuovamente costretta a servire persone come Yaya.
La seconda interpretazione appare più coerente con il tono del film. Abigail non sta difendendo soltanto la relazione con Carl, ma l’unico sistema nel quale il suo valore viene riconosciuto concretamente.
Perché Carl corre nella scena conclusiva
Mentre Abigail solleva la pietra, il film mostra Carl che corre disperatamente attraverso la vegetazione. Non viene spiegato con certezza dove stia andando né che cosa abbia scoperto.
La spiegazione più immediata è che Carl abbia compreso il pericolo corso da Yaya. Potrebbe aver visto il venditore ambulante incontrato da Therese oppure trovato un altro segno della presenza del resort. Capendo che la salvezza distruggerebbe la posizione di Abigail, intuisce che la donna potrebbe cercare di impedire a Yaya di tornare all’accampamento.
La sua corsa può quindi essere letta come un tentativo di salvarla.
Esiste però anche un’interpretazione meno letterale. Carl sta correndo perché i due mondi nei quali ha cercato di trovare una posizione stanno entrando in collisione. Prima del naufragio dipendeva economicamente e socialmente da Yaya; sull’isola ha accettato di diventare il compagno di Abigail in cambio di cibo e protezione.
Il ritorno alla civiltà lo costringerebbe a scegliere e a confrontarsi con il modo in cui ha utilizzato entrambe le relazioni.
Abigail uccide Yaya nel finale di Triangle of Sadness?

Non esiste una conferma definitiva. Triangle of Sadness termina prima di mostrare se Abigail colpisca Yaya con la pietra.
Il gesto viene preparato in maniera molto esplicita, quindi l’intenzione iniziale di Abigail appare evidente. La proposta di lavoro pronunciata da Yaya introduce però un ultimo momento di esitazione.
Le possibilità sono tre:
- Abigail colpisce Yaya per impedire che riveli l’esistenza del resort;
- Abigail rinuncia dopo aver ascoltato la sua proposta;
- Carl arriva in tempo e interrompe l’aggressione.
Östlund non sceglie una risposta perché il punto del finale non è stabilire materialmente se Yaya muoia. Il regista vuole mostrare quanto velocemente il potere possa modificare il comportamento di chiunque riesca a possederlo.
Abigail era una delle persone più sfruttate sullo yacht. Una volta diventata indispensabile, riproduce però gli stessi meccanismi di controllo, dipendenza e abuso utilizzati in precedenza dai passeggeri ricchi.
Il significato del finale di Triangle of Sadness
Il naufragio non crea una società più giusta. Si limita a cambiare la qualità che determina il potere.
Sullo yacht comandavano i passeggeri perché possedevano denaro. Sull’isola comanda Abigail perché possiede competenze pratiche e controlla il cibo. In entrambi i casi, chi dispone della risorsa più importante la utilizza per ottenere obbedienza, privilegi e accesso ai corpi degli altri.
Anche la relazione tra Abigail e Carl riproduce questa dinamica. Carl riceve cibo e protezione in cambio di compagnia e rapporti sessuali. Il film ribalta così il rapporto tradizionalmente mostrato tra uomini ricchi e donne economicamente dipendenti.
Il titolo richiama il piccolo triangolo tra le sopracciglia che, all’inizio del film, viene indicato come un’imperfezione estetica da correggere. Ma la vera “tristezza” osservata dal film riguarda un sistema nel quale aspetto, denaro e utilità decidono continuamente quanto vale una persona.
La scoperta del resort dimostra infine che il potere di Abigail è temporaneo. Non dipende da una trasformazione reale della società, ma soltanto dall’isolamento del gruppo. Per conservarlo dovrebbe impedire agli altri di tornare nel mondo esterno, arrivando forse anche a uccidere.
Perché il finale resta aperto
Il finale aperto coinvolge direttamente lo spettatore. Chi considera Abigail ormai trasformata dal potere tende a immaginare che colpisca Yaya. Chi vede nella proposta della modella una possibilità di riconoscimento può credere che rinunci.
In entrambi i casi, però, il risultato morale non cambia: Abigail è arrivata a considerare l’omicidio pur di non tornare nella propria precedente condizione sociale.
Il film non afferma semplicemente che i ricchi siano crudeli e i poveri virtuosi. La conclusione è più amara: quando il potere resta concentrato nelle mani di una sola persona, cambiano i protagonisti, ma non necessariamente il sistema.
Triangle of Sadness ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes 2022 ed è diretto da Ruben Östlund, già autore di The Square. Il film viene trasmesso questa sera, venerdì 17 luglio 2026 alle 21:20 su Cielo, come confermato dalla programmazione televisiva del 17 luglio.
Possiamo collegare internamente il riferimento al regista all’articolo su Ruben Östlund e gli Slano Film Days 2026.