Dove non mi hai portata entra ufficialmente in produzione. Sono iniziate le riprese del nuovo film diretto da Daniele Luchetti, adattamento del romanzo autobiografico di Maria Grazia Calandrone, finalista al Premio Strega 2023. Il progetto ricostruisce una vicenda familiare segnata dall’abbandono, dal silenzio e dal bisogno di conoscere le proprie origini.
Le riprese si svolgeranno tra Roma, Milano, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia. Nel cast figurano Tecla Insolia, Margherita Buy, Alessandro Preziosi, Marcello Fonte, Nicola Rignanese, Sara Ciocca, Chiara Bersani e Francesca De Sapio. Vision Distribution porterà il film nelle sale italiane, ma non ha ancora fissato una data di uscita.
Dove non mi hai portata: la storia vera al centro del film

Il film parte da un fatto avvenuto a Roma nel 1965: una bambina di pochi mesi viene trovata sola a Villa Borghese. Quella bambina è Maria Grazia Calandrone, che molti anni dopo decide di ricostruire la vita della madre biologica Lucia e le ragioni che portarono alla separazione.
La narrazione attraversa passato e presente. Da una parte segue la giovane Lucia, costretta a misurarsi con le regole sociali e familiari dell’Italia del dopoguerra; dall’altra accompagna la figlia adulta nella ricerca di documenti, luoghi e testimonianze capaci di restituire un volto alla madre scomparsa.
Il romanzo non usa l’indagine soltanto per chiarire una vicenda privata. Attraverso la storia di Lucia emerge la condizione di molte donne alle quali venivano negate autonomia economica, libertà sentimentale e possibilità concrete di sottrarsi alle decisioni familiari. Il film dovrà tradurre questa prospettiva storica senza perdere la dimensione intima del racconto.
Dove non mi hai portata fu pubblicato nel 2022 e arrivò tra i finalisti del Premio Strega 2023. Il libro unisce autobiografia, ricostruzione documentaria e riflessione sulla maternità, seguendo un percorso in cui la ricerca della verità coincide anche con il tentativo di comprendere una scelta estrema.
Daniele Luchetti torna ai conflitti familiari e generazionali
Per Daniele Luchetti, il progetto prosegue una filmografia spesso concentrata sui rapporti familiari e sulle conseguenze private dei cambiamenti sociali. Film come Mio fratello è figlio unico, La nostra vita e Lacci hanno osservato famiglie attraversate da separazioni, differenze di classe e conflitti tra generazioni.
Luchetti firma la sceneggiatura insieme a Laura Paolucci e Francesco Piccolo. La collaborazione riunisce tre autori abituati a lavorare su materiali letterari e storie familiari, ma il passaggio al cinema richiederà una selezione netta tra indagine, memoria e ricostruzione della vita di Lucia.
La fotografia è affidata a Ivan Casalgrandi, mentre Massimo Cantini Parrini cura i costumi. Il montaggio sarà firmato da Aël Dallier Vega. La presenza di più periodi temporali rende questi reparti centrali per distinguere le fasi del racconto senza trasformare il film in una semplice successione di ricordi.
La scelta di girare in quattro aree italiane suggerisce una produzione costruita attorno ai luoghi reali attraversati dalla vicenda. Roma rappresenta il punto di partenza pubblico della storia, ma Milano, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia permetteranno di ricomporre geografie familiari e spostamenti decisivi nella vita dei personaggi.
Il cast e la produzione del nuovo film di Luchetti
Il cast mette insieme generazioni e percorsi differenti. Tecla Insolia arriva dopo lavori che ne hanno consolidato la presenza nel cinema e nella serialità italiana, mentre Margherita Buy e Alessandro Preziosi portano nel progetto una lunga esperienza tra grande schermo, televisione e teatro.
Completano il gruppo Marcello Fonte, Nicola Rignanese, Sara Ciocca, Chiara Bersani e Francesca De Sapio. I materiali diffusi non hanno ancora chiarito la distribuzione completa dei ruoli, compresa l’identità delle attrici che interpreteranno Lucia e Maria Grazia nelle diverse fasi temporali.
Il film è prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango, in coproduzione con Vision Distribution e la società spagnola BTeam Prods. La partecipazione internazionale amplia la struttura produttiva, pur mantenendo il progetto legato a una storia e a un contesto culturale italiani.
Dove non mi hai portata arriva in una fase in cui il cinema italiano continua a cercare nei libri storie personali capaci di parlare a un pubblico più ampio. Il punto decisivo sarà il modo in cui Luchetti unirà l’indagine della figlia e la vita della madre, evitando che una delle due prospettive riduca l’altra a semplice spiegazione.
La produzione non ha ancora comunicato la fine delle riprese né il periodo previsto per l’uscita. Resta quindi aperta anche la possibilità di un passaggio festivaliero prima dell’arrivo nelle sale: il film punterà su un debutto italiano oppure cercherà una vetrina internazionale per presentare la storia di Lucia e Maria Grazia?