Nonostante il live-action di Masters of the Universe targato Amazon MGM Studios e Mattel sia stato uno dei più grandi fallimenti al box office dell’ultimo periodo, i vertici della produzione non chiuderanno qui le avventure di He-Man. I motivi sono diversi, dai budget faraonici alla necessità di alimentare l’ecosistema di streaming Prime Video e il mercato dei giocattoli.

Nel 2026, il concetto di “successo” di un film non si misura più soltanto con il totale incassato nei cinema durante le prime settimane di programmazione. Per colossi come Amazon, i lungometraggi sono spesso visti come assaggi pensati per avvicinare poi il cliente al proprio catalogo di contenuti in abbonamento. Un’opera mastodontica come Masters of the Universe, diretto da Travis Knight, ha un valore che oltrepassa la sola vendita dei biglietti.
Costato tra i 170 e i 200 milioni di dollari, il film ha incassato circa 110 milioni a livello globale, ma la strategia dell’azienda di Seattle è a lungo termine: un franchise di questo genere consente ad Amazon di attirare utenti, spingere le iscrizioni a Prime e creare un universo narrativo che possa generare spin-off, serie TV e contenuti esclusivi per la piattaforma. Pur dividendo pubblico e critica, ha trovato un suo gruppo di appassionati e sarebbe uno spreco non continuare ora questo progetto.

Masters of the Universe è solo il primo capitolo della trasposizione di un impero di giocattoli
Prima del grande schermo, He-Man, Skeletor e il castello di Grayskull sono alla base di una delle macchine da soldi più potenti del pianeta: il business dei giocattoli e del merchandising di Mattel. Per quest’azienda il live action di Masters of the Universe è una grande operazione di marketing volta a rilanciare e mantenere rilevanti i personaggi agli occhi delle nuove generazioni.
Anche se il riscontro nelle sale è stato deludente, il merchandising legato al brand continua a generare ottimi profitti. La produzione di un sequel garantisce a Mattel la possibilità di mantenere alta l’attenzione sul marchio, continuando a vendere action figure, videogiochi, abbigliamento e oggetti da collezione a tema Masters of the Universe. Sotto quest’aspetto, l’eventuale perdita al botteghino è considerata quasi come un costo di marketing preventivato, un investimento necessario per mantenere vitale un brand storico.

E per le nuove generazioni serviva un film introduttivo, diversamente da quanto accaduto con il live action degli anni ottanta. La pellicola con Nicholas Galitzine nel ruolo di He-Man ha dedicato molto tempo a spiegare al pubblico il mondo di Eternia, mostrando un principe Adam in esilio sulla Terra prima di tornare sul suo pianeta d’origine. Questo approccio ha diviso i fan, ma un secondo capitolo avrebbe la strada spianata per entrare subito nel vivo dell’azione.
Ciò permetterebbe agli sceneggiatori di Masters of the Universe 2 di concentrarsi su battaglie epiche, sull’espansione del regno di Eternia e su scontri serrati tra eroi e malvagi, eliminando i tempi morti e offrendo quel tipo di spettacolo adrenalinico che molti spettatori speravano di vedere fin dal primo minuto.

Inoltre, il mondo di He-Man è un universo vastissimo, con un intero cast di alleati e nemici che non ha ancora trovato spazio sul grande schermo o che è stato appena accennato. La possibilità di esplorare nuove storyline, introdurre nuovi cattivi e alleati iconici, rappresenta una risorsa troppo preziosa per essere cestinata dopo un singolo passo falso commerciale.
Un altro elemento fondamentale è la fiducia che Amazon e Mattel ripongono nel regista Travis Knight. Il regista di Masters of the Universe in passato ha dimostrato grande sensibilità nel maneggiare franchise nostalgici come dimostrato con Bumblebee, riuscendo a infondere nella pellicola un certo cuore e un’estetica visiva di tutto rispetto. La produzione riconosce il talento di Knight e sa che, con una sceneggiatura più mirata e un focus maggiore sui punti di forza del franchise, il secondo tentativo potrebbe correggere facilmente gli errori del passato.