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Passaparola prepara il ritorno delle Letterine, ma non come prima

Massimo 1 ora fa Commenta! 6
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Il quiz Mediaset può recuperare la ruota alfabetica e il volto pop del passato, ma il ruolo delle Letterine andrebbe riscritto per la tv di oggi.

Contenuti
Passaparola e Letterine: perché il ritorno non è automaticoIlary Blasi e Silvia Toffanin rendono il tema ancora più forteMediaset deve scegliere quanto passato riportare in studio

Passaparola torna nei piani di Canale 5, ma la vera domanda non riguarda solo il conduttore. Se il nome di Gerry Scotti resta legato alla memoria del programma e quello di Max Giusti circola come possibile volto del rilancio, c’è un altro elemento che Mediaset dovrà gestire con molta attenzione: le Letterine.

Il ritorno del quiz è stato indicato tra le mosse dei Palinsesti Mediaset 2026/2027, insieme ad altri titoli storici come Ok! Il prezzo è giusto. L’obiettivo è chiaro: rafforzare il preserale con format riconoscibili, capaci di parlare sia al pubblico nostalgico sia a chi quei programmi li conosce solo per frammenti social o memoria familiare.

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Ma riportare Passaparola non significa soltanto riaccendere uno studio, ricostruire una scenografia e scegliere un nuovo presentatore. Significa decidere quanto del programma originale può tornare davvero e quanto, invece, deve essere aggiornato.

Passaparola e Letterine: perché il ritorno non è automatico

Passaparola, il ritorno delle Letterine è la scelta più delicata

Le Letterine sono state una parte riconoscibile di Passaparola, ma anche il segmento più legato alla televisione di un’altra epoca. Il programma, andato in onda su Canale 5 dal 1999 al 2008, aveva costruito una formula molto precisa: quiz, giochi di parole, ritmo leggero, ruota alfabetica finale e una componente di varietà affidata proprio alle ragazze del cast.

All’epoca funzionava perché Passaparola era figlio di un linguaggio televisivo molto diverso. Le Letterine introducevano i momenti del gioco, partecipavano agli stacchetti e contribuivano all’identità visiva del programma. Non erano un dettaglio marginale: facevano parte del pacchetto pop che rese il quiz immediatamente riconoscibile.

Il punto, però, è che nel 2026 quel modello non può essere riproposto senza un ripensamento. Il pubblico è cambiato, la sensibilità televisiva è cambiata e anche Mediaset sa che un semplice recupero nostalgico rischierebbe di sembrare fuori tempo. Se le Letterine dovessero tornare, dovrebbero avere una funzione diversa: meno decorativa, più integrata nel gioco o nel racconto dello studio.

Ilary Blasi e Silvia Toffanin rendono il tema ancora più forte

Passaparola, il ritorno delle Letterine è la scelta più delicata

Il peso simbolico delle Letterine nasce anche dai nomi che quel ruolo ha lanciato. Da Passaparola sono passate figure poi diventate centrali per la televisione Mediaset, tra cui Ilary Blasi e Silvia Toffanin. Questo rende il tema più interessante, perché il programma non viene ricordato solo come quiz, ma anche come vivaio televisivo.

Per Mediaset, quindi, la domanda è doppia. Da una parte c’è la possibilità di recuperare un elemento identitario, utile per far riconoscere subito Passaparola al pubblico storico. Dall’altra c’è il rischio di riportare in scena una formula che appartiene al passato e che potrebbe attirare critiche se non adattata al contesto attuale.

Una strada possibile sarebbe trasformare le Letterine in una presenza più editoriale: giovani volti capaci di interagire con il conduttore, introdurre le prove, presidiare contenuti social e accompagnare il gioco senza replicare gli stacchetti originali. In questo modo il programma manterrebbe il richiamo alla memoria, ma con una funzione più coerente con la tv contemporanea.

L’alternativa sarebbe tagliare del tutto quel segmento e puntare solo sul quiz. Sarebbe una scelta più sicura, ma anche più fredda. Passaparola senza le Letterine e senza una forte ruota alfabetica rischierebbe di diventare un game show qualunque, riconoscibile solo nel nome.

Mediaset deve scegliere quanto passato riportare in studio

Passaparola, il ritorno delle Letterine è la scelta più delicata

Il ritorno di Passaparola si inserisce in una strategia più ampia: riportare in palinsesto marchi che il pubblico conosce già. La Ruota della Fortuna ha mostrato che un titolo storico può ancora funzionare se viene trattato come prodotto televisivo vivo, non come operazione museo. Per questo Passaparola dovrà trovare un equilibrio simile.

Il conduttore sarà decisivo, ma non basterà. Se Max Giusti dovesse davvero guidare il rilancio, avrebbe bisogno di un format costruito intorno a lui, non soltanto di una copia aggiornata dell’edizione di Gerry Scotti. La stessa cosa vale per le Letterine: non possono tornare solo perché “c’erano anche prima”. Devono avere un motivo televisivo preciso.

La scelta più intelligente sarebbe conservare il nome o il richiamo, ma cambiare funzione. Mediaset potrebbe introdurre un gruppo di presenze giovani, non necessariamente chiamate Letterine nel senso classico, capaci di dare ritmo allo studio e creare contenuti brevi per il pubblico digitale. Sarebbe un modo per non spezzare il legame con il passato, evitando però l’effetto revival fuori fuoco.

Il rilancio di Passaparola, quindi, passa anche da qui. La ruota alfabetica può essere il cuore del gioco, il conduttore il volto della nuova fase, ma le Letterine rappresentano il punto più delicato: se tornano uguali a prima, rischiano di sembrare datate; se spariscono del tutto, il programma perde una parte della sua memoria pop. La vera sfida sarà capire se Mediaset vorrà aggiornarle o archiviarle.

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