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Lettura: Gareth Edwards e l’IA nel cinema: entusiasmo e limiti
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Gareth Edwards e l’IA nel cinema: entusiasmo e limiti

Il regista di Rogue One sperimenta da nove mesi i modelli di diffusione e punta a un film ibrido generato con l'intelligenza artificiale

Massimo 1 settimana fa Commenta! 3
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Gareth Edwards non teme l’intelligenza artificiale generativa nel cinema, anzi si dice entusiasta. Il regista di Rogue One e Jurassic World: La Rinascita ha rivelato di sperimentare i modelli di diffusione da circa nove mesi, durante un panel sul world-building all’evento AI on the Lot di Amazon a Culver City.

Contenuti
Cosa pensa Gareth Edwards dell’IA nel cinemaIterazione e controllo: come userebbe l’IA un registaHollywood divisa sull’IA generativa

Il suo obiettivo dichiarato è arrivare a un film ibrido che combini riprese tradizionali e materiale generato. Per ora però non procede, perché la tecnologia evolve troppo in fretta per pianificare una produzione su tempi lunghi.

Cosa pensa Gareth Edwards dell’IA nel cinema

Gareth Edwards e l'IA nel cinema: entusiasmo e limiti
Gareth Edwards e l'IA nel cinema: entusiasmo e limiti

Per Gareth Edwards l’IA è uno strumento potenzialmente paragonabile alla macchina da presa e destinato a superare la CGI. Le sue parole più nette riguardano però i limiti creativi: la tecnologia, ha detto, non ha alcun gusto e funziona da assistente geniale, non da autore di storie capaci di emozionare il pubblico.

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La metafora che ha usato è diventata virale: l’IA è come un regista di seconda unità miliardario sotto acidi. Esegue qualsiasi richiesta, a volte impazzisce e ignora le correzioni proponendo qualcosa di completamente diverso. Un collaboratore imprevedibile, ma secondo lui utile nella fase di iterazione.

Il regista ha iniziato la carriera negli effetti visivi e paragona l’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa all’esplosione della CGI negli anni Novanta, pur ritenendola potenzialmente più dirompente. Non a caso aveva già affrontato il tema nel film del 2023 The Creator.

Iterazione e controllo: come userebbe l’IA un regista

Gareth Edwards e l'IA nel cinema: entusiasmo e limiti

Edwards inquadra l’IA come uno strumento per organizzare idee, testare concept e produrre immagini, non per scrivere storie. Permetterebbe a più persone di entrare in competizione realizzando trailer dei propri progetti a costi ridotti, senza però trasformare un appassionato qualsiasi in un buon autore.

Il punto centrale resta la supervisione umana. Pilotare questi strumenti verso una visione precisa richiede prompt continui e un livello di decisioni paragonabile alla progettazione delle inquadrature di un film tradizionale, come quello che ha gestito dirigendo il nuovo capitolo di Jurassic World.

Hollywood divisa sull’IA generativa

La posizione di Edwards resta rara tra i registi a cui vengono affidate grandi proprietà intellettuali. Allo stesso evento, il regista Paul Schrader si è mostrato più ottimista sulle capacità narrative dell’IA, raccontando un esperimento con ChatGPT che giudicava ancora di seconda fascia ma destinato a migliorare presto.

Lo stesso Edwards ammette di non sapere dove porterà tutto questo, sostenendo che chiunque dichiari di prevedere i prossimi cinque anni stia mentendo. Mentre Amazon investe nella tecnologia, il dibattito sull’IA tocca anche i grandi premi del settore, dalle scelte produttive fino alla corsa verso gli Oscar 2026. La domanda aperta resta una: un film ibrido firmato da un autore di primo piano basterà a far cadere le resistenze del pubblico e dell’industria?

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