Pierpaolo Capovilla Venezia: l’attore e cantautore ha pubblicato un duro sfogo sui social dopo il voto comunale, annunciando l’intenzione di vendere il suo appartamento. Il caso pesa perché arriva mentre Le città di pianura ha riportato Capovilla al centro del cinema italiano.
Pierpaolo Capovilla Venezia: cosa ha detto dopo il voto

Pierpaolo Capovilla ha legato la sua critica al futuro della città storica, accusando il modello turistico di aver svuotato Venezia. Nel post parla di una città consegnata a B&B, rendite e interessi privati, fino alla frase più dura: Venezia è morta.
Il messaggio non è una dichiarazione istituzionale, ma un intervento personale dai toni frontali. Capovilla chiama in causa la politica locale, il rapporto tra centro storico e Città Metropolitana, la pressione degli affitti brevi e la perdita di residenti. La parte più concreta è l’annuncio: vendere casa e andarsene.
Il nome di Capovilla circola con forza anche grazie a Le città di pianura su Filmitalia, film di Francesco Sossai con Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran e Andrea Pennacchi. La sua uscita pubblica, quindi, non resta confinata alla cronaca locale: entra nel discorso culturale sul Veneto raccontato dal cinema.
Le città di pianura, Capovilla e il peso dei David 2026
La tempistica amplifica il caso. Le città di pianura è passato dai festival alla consacrazione nazionale, con una presenza forte nella stagione dei premi. Nel nostro riepilogo sui David di Donatello 2026, il film è uno dei titoli che hanno segnato il cinema italiano dell’anno.
Capovilla, già noto come voce del Teatro degli Orrori e figura centrale della scena alternative italiana, nel film interpreta Doriano. Il suo intervento su Venezia diventa così anche una prosecuzione laterale del discorso aperto da Sossai: il Nordest, le sue fratture sociali, la provincia, il rapporto tra identità e trasformazione economica.
Non è la prima volta che il cinema italiano intercetta nodi territoriali e politici. Festival e rassegne, come il Sudestival 2026 dedicato al cinema italiano, mostrano quanto il racconto dei luoghi sia tornato centrale: non più solo sfondo, ma materia narrativa, economica e civile.
Turismo a Venezia: quanto incide sul dibattito pubblico
La reazione di Capovilla tocca una questione misurabile. Il Comune di Venezia indica una popolazione residente di 251.294 persone al 31 dicembre 2025 nell’intero territorio comunale, dato consultabile nelle serie storiche sulla popolazione residente. Il problema discusso da anni riguarda soprattutto il centro storico, più esposto alla sostituzione tra abitanti stabili e posti letto turistici.
Il punto politico non è solo quante persone visitano Venezia, ma chi riesce ancora a viverci. Affitti brevi, costi abitativi, lavoro stagionale e monocultura turistica alimentano una frattura che spesso esplode nei momenti elettorali. Il post di Capovilla usa parole estreme, ma intercetta un conflitto reale: città abitata o città consumata.
Resta da vedere se l’annuncio della vendita avrà un seguito concreto o resterà un gesto simbolico. Di sicuro, dopo il successo cinematografico di Le città di pianura, Pierpaolo Capovilla ha spostato il proprio nome da una cronaca di premi a una domanda più scomoda: quale spazio resta agli artisti e ai residenti in una Venezia dominata dal turismo?