In Waves ha debuttato a Cannes 2026 attirando subito attenzione per il suo stile visivo e per l’approccio autoriale scelto da Phuong Mai Nguyen. Il film, tratto da una graphic memoir, è stato accolto positivamente sul piano tecnico, ma parte della critica internazionale considera la componente emotiva meno incisiva rispetto all’impatto estetico dell’opera.
Perché In Waves sta facendo discutere a Cannes 2026

Il nuovo lungometraggio animato diretto da Phuong Mai Nguyen racconta una vicenda personale costruita attorno ai temi della memoria, del trauma familiare e della perdita. La critica presente al Festival di Cannes ha elogiato soprattutto il lavoro sull’animazione, definito tra gli aspetti più forti della produzione.
Secondo diverse recensioni americane, però, la sceneggiatura segue percorsi narrativi già visti in altri film autobiografici recenti. Il risultato sarebbe un’opera molto curata dal punto di vista artistico ma meno efficace sul piano emotivo, soprattutto nella gestione delle scene più drammatiche.
Negli ultimi anni Cannes ha dato sempre più spazio all’animazione d’autore internazionale, aprendo le porte a progetti lontani dal modello mainstream hollywoodiano. Il dibattito nato attorno a In Waves ricorda anche quello generato da opere divisive come Ti uccideranno, capaci di spaccare pubblico e critica.
L’animazione di In Waves è il vero elemento centrale
Gran parte delle recensioni sottolinea la qualità tecnica del film, costruito attraverso una forte attenzione cromatica e una regia molto orientata alla dimensione contemplativa. In Waves alterna immagini realistiche e sequenze più astratte per rappresentare stati emotivi e ricordi frammentati.
Il progetto nasce dall’adattamento di una graphic memoir, formato sempre più utilizzato dal cinema indipendente internazionale. Anche altre produzioni recenti stanno cercando di mescolare linguaggio fumettistico e sperimentazione audiovisiva, soprattutto nei festival europei.
L’interesse verso opere ibride continua infatti a crescere anche tra gli spettatori italiani, come mostrano le discussioni nate attorno a L’Ultima Missione: Project Hail Mary e ad altri film che puntano su una forte identità visiva.
Cosa può lasciare In Waves dopo il Festival di Cannes
La presenza a Cannes potrebbe garantire a In Waves una distribuzione internazionale più ampia nei prossimi mesi, soprattutto sulle piattaforme streaming interessate al cinema d’autore animato. Il passaggio nei festival resta infatti fondamentale per dare visibilità a produzioni indipendenti di questo tipo.
Resta aperta una questione che accompagna sempre più spesso il cinema contemporaneo: una grande qualità tecnica basta davvero a sostenere una storia tragica e personale? Il percorso critico di In Waves sembra destinato a diventare uno dei casi più discussi dell’edizione 2026 del festival francese.