#one love #netflix #quattrochiacchiere
Mi fan ridere i rastoni. One Love de chi, One Love de là. Il dio delle canne unirà il mondo. Ma alla fine Bob Marley è solo un fuggiasco del terzo mondo che spopola in Occidente, così ammantato, quest’ultimo, dal piattume del consumismo a tinte esotiche.
Che la Giamaica sia un postaccio è questione assai nota. Attentati, incapacità di autogestione postcoloniale, violenza diffusa.
E dove si rifugia il messia della Maria? Nel Regno Unito. I colonizzatori per eccellenza. Negli Stati Uniti. I genocidi per antonomasia. Madrepatria e filiazione dello spauracchio liberal capitalista.

Tutti i governi sono illegali, sostiene. Non credevo che il füma füma tenesse tanto al principio legalista. Sarebbe stato troppo, capisco, ricorrere alla raffinatezza della legittimità.
Non so cosa dire, onestamente, sui seguaci di una religione fondata sul culto di un golpista novecentesco di matrice panafricana. Non so, sinceramente, quale dignità intellettuale possa avere una roba del genere. Tantomeno perché mai dovrebbe portare pace sulla Terra. Se non altro, da noi santificare Berlusconi è giusto una boutade.
È un problema, ancora, di darwinismo sociale. Il Novecento è un secolo che spesso ha premiato il coraggio anziché il pensiero, laddove oggi non serve il primo e latita il secondo. Non occorre certo profondità quando rischi proiettili dieci volte al dì. Basta starnazzare no ai kalashnikov per essere eroi. Oppure mirare meglio.

È vero che il livello delle élite si è abbassato, ma che ci vuole a essere élite con una popolazione sostanzialmente analfabeta?
Però, innegabile, Bob Marley ha avuto successo. Milioni di dischi venduti, figli sistemati a Miami, Zigghie Style persino in Val Brembana.
E allora, se grande uomo fu, lo fu in quanto imprenditore musicale. Nel 2025, tuttavia, inutile prendere spunto dalle sue sciocchezze filosofiche, inutile imitare il suo coraggio, financo meno profittevole, sia in termini economici che di status, lo stesso talento in ambito artistico.

Impervia, a dirla tutta, anche la strada panafricana. Non vi è riuscito Gheddafi, con mezzi decisamente più imponenti del lettore medio di questo sito. E lui, quello del Libro Verde, preciso, non era strafatto dalla mattina alla sera.
Sì, dai. Basta così. La recensione un’altra volta, pipol in de pleis.